mercoledì 6 settembre 2017

Noleggio auto - Rentalcar.

Dopo la pessima esperienza del Sudafrica mi ritrovo ancora ad aver a che fare con il noleggio auto. Con qualche preoccupazione comunque procediamo a bloccare una Ford Fiesta tramite il sito Rentalcar.com, al costo di euro 291,71 per dodici giorni, con euro 112,58 di protezione completa (mai scelta fu più azzeccata). Quest'ultima permette di ottenere un rimborso per costi ulteriori in caso di danni al veicolo quali carrozzeria, specchietti, finestrini, ruote, uscita carro attrezzi e tutte quelle spese che possono occorrere in caso di sinistro. Arriviamo al desk presso l'aeroporto di Barcellona della Goldcar e presentiamo la documentazione richiesta:
- voucher ricevuto tramite mail al momento della prenotazione;
- patente di guida (per i paesi extra europei informarsi se serve la patente internazionale);
- carta di credit Visa/MasterCard (necessaria carta con numeri in rilievo);
- carta d'identità/passaporto;
- mail del volo di ritorno.
Il ragazzo purtroppo al banco parla esclusivamente spagnolo quindi non è facile capirlo. Alla fine oltre ai 150,00 euro per la riconsegna la macchina a Siviglia (previsti) e al blocco nella carta di euro 1.100,00 come deposito, ci vengono richiesti ulteriori euro 140,00 per: euro 51,00 per la macchina diesel (non previsti), euro 65,00 per il pieno alla macchina ed euro 24,00 per una presunta tassa carburante. Tentano inoltre di rifilarci l'assicurazione completa della compagnia di noleggio spacciandola per la migliore al mondo e declinando ogni responsabilità in caso di danni se coperto da altre assicurazioni. Assolutamente non ascoltateli. L'assicurazione Rentalcar copre già qualsiasi tipo di spesa. Unica questione che, quest'ultima, procederà al rimborso successivamente alla trattenuta del costo nella nostra carta di credito da parte della compagnia noleggiatrice. Ci viene consegnato un modulo con raffigurato lo schizzo della macchina per segnalare eventuali danni già presenti. Alla fine sarà una Renault Clio nuova di palla con soli 1700 km, aria condizionata e satellitare.
Capitolo km. Nel voucher inviato tramite mail bisogna prestare molta attenzione alla politica dei km in quanto non sempre sono illimitati. In base alla durata del noleggio possono essere previsti un massimo di 100/150/200 km al giorno che dovranno essere accumulati per tutta la durata della prenotazione.
Capitolo danni. Come spiegato, a Siviglia ci troviamo una bella strisciata sul muso dell'auto e non sappiamo chi ringraziare. Speriamo che, lavandola (obbligatorio prima della riconsegna in quanto l'auto deve essere riconsegnata nelle stesse condizioni iniziali) le cose migliorino, ma anzi risulta ancora più ben evidente. Ci presentiamo in aeroporto a Siviglia e una dolce signora ci fa notare subito il danno. Entriamo al desk in aeroporto e tramite foto inviate con il palmare viene calcolato un danno (tabelle precompilate quindi inutile contrattare) di 320,00 euro che vengono addebitati nella carta di credito. Compiliamo un foglio di dove e come sia avvenuto il sinistro e in cinque minuti tutto è concluso.
Capitolo carburante. Bisogna informarsi e tentare di capire nel contratto la politica carburante. Se è previsto il pagamento come nel nostro caso dei 65,00 euro iniziale non è necessario riconsegnare l'auto con il pieno. Non avendo letteralmente capito una mazza ci presentiamo con il serbatoio full ma, nell'arco di una settimana, abbiamo ottenuto il riaccredito della somma inizialmente pagata.
Capitolo rimborso. Tempo di tornare a casa e, iscrivendosi nel sito della Goldcar, trovo la fattura del danno già caricata nella pagina personale. Invio tramite mail alla Rentalcar la copia del contratto, la fattura emessa, l'addebito in carta di credito della spesa e la copia del sinistro compilato da noi in aeroporto. Alcuni giorni per evadere la pratica, una mail con la conferma di apertura sinistro e in dieci giorni ci ritroviamo i 320,00 euro in conto.

martedì 5 settembre 2017

Spagna on the road - Siviglia.

Plaza de Espana, Siviglia.
Ultima tappa del viaggio: Siviglia. Una delle città più calde da affrontare nel mese di agosto e le aspettative non vengono deluse: 42 gradi alle due di pomeriggio. Tappa più che altro per ricaricare le batterie pre ritorno che non per una vera e propria necessità di visitarla. Arrivo almeno per una volta abbastanza semplice al Sevilla Dream Hostel seppur ubicato in pieno centro. Staff un po' svogliato ma poco importa. Tempo di prendere fiato e subito via in centro. Città abbastanza grande e dispersiva e i teli bianchi lungo il corso, tra palazzo e palazzo, a proteggere dal sole non ci fanno dimenticare la temperatura terrificante. Puntiamo direttamente a Plaza de Espana e stranamente la raggiungiamo senza perderci più di tanto. Il colpo d'occhio è incredibile. Di forma semicircolare rappresenta l'abbraccio della Spagna e delle sue antiche colonie. Senza tanto perderci in visite varie (il lungo viaggio ci ha un po' stremati) decidiamo di bazzicare in centro senza meta. Decine e decine di negozi si intervallano a bar e ristoranti. Rientro in hotel, doccia veloce e via a cena.
Bar La Catedral. Siviglia.
Truppa in giro per Siviglia.
La scelta ricade in modo fortuito e completamente a caso e finiamo al Bar La Catedral. Il locale è a dir poco fantastico e non certo adatto a qualche animalista convinto. Teste di toro imbalsamate appese alle pareti con descrizione delle generalità del toro e in quale corrida sia caduto.
Il vocio delle persone si confonde tra i camerieri che sfrecciano tra i tavoli per le ordinazioni. Il menù ha un0infinità di tapas ma la specialità della casa ci sorprende: coda di toro. E come non provarla...uno spettacolo. Pure gli involtini di squalo limone hanno il suo perché. Aggiungi una bottiglia di vino ed un conto finale ridicolo e la serata è fatta.
Ovviamente essendo in pieno centro verso l'una si svuota e chiudono ristoranti e locali ma senza alcun tipo di rammarico si torna verso casa.
Città sicuramente che meriterebbe un po' più di pazienza al contrario a mio avviso di Valencia.
Mattinata successiva dedicata allo shopping selvaggio per perdere qualche ora prima del volo e, con nostro grande dispiacere, ad un'infinità di eresie dopo aver trovato il muso della macchina completamente strisciato da qualche personaggio geniale che ha ben pensato di sedersi sul cofano. Il nervoso ormai non si gestisce più ma ormai poco importa è ora di tornare...hasta luego Espana!!!

lunedì 28 agosto 2017

Spagna on the road - da Tarifa a Cadice.

Abbandoniamo Malaga con una certa nostalgia e puntiamo verso Tarifa. I circa 160 km si perdono in mezzo a prati e colline sterminate disseminate da decine e decine di pale eoliche. Lo scenario sembra quasi alieno. In poco meno di due ore raggiungiamo il South Tarifa Hostel. Finalmente una struttura degna di essere definita ostello. Una flotta di ragazzi seduta al sole con birra in mano...vita. Sbrighiamo le solite pratiche di check in e subito alla disperata ricerca di una spiaggia.
Playa de Valdevaqueros, Tumbao, Tarifa.
Ovviamente, come ogni primo giorno, si gira a caso ma un'amica ci viene in soccorso e quindi dritti alla Playa de Valdevaqueros ad un quarto d'ora di macchina dove il locale Tumbao, fa da cornice ad una spiaggia piena di surfisti e di kite surf. Il vento non aiuta essendo qualcosa di assurdo per come siamo abituati noi ma un paio di Coca Brugal (modico costo di 8,00 euro) rendono sopportabile anche questo. Vietatissimo presentarsi con i frighetti portatili pena essere cacciati malamente dallo staff. L'atmosfera è quella che cercavamo...sole, gente della nostra età e qualche cocktail, se fa per dire. Rientro tardo pomeriggio in ostello, birretta al volo, doccia e via a cena. Il centro ammetto che non me lo aspettavo così coccolo e carino. Molto stile isoletta mediterranea con queste stradine strette strette piene di piccoli localini dove un mojito lo puoi trovare anche a soli 3,00 euro. Primo ristorante che incrociamo e via dentro. Dopo una piacevole cena e un tentativo di abbordaggio da parte di alcune spagnole di dubbia età ma notevolmente simpatiche, la serata prosegue perdendosi e dove la professione dell'ElettriFabio diviene famosa in tutta la cittadina.
Spiaggia di Tarifa, Spagna.
Il giorno successivo, dopo una veloce colazione a base di birra ed immancabile sigaretta, decidiamo di cambiare  zona rimanendo nei pressi dell'ostello e senza dover prendere la macchina. Le aspettative vengono per l'ennesima volta confermate: spiaggia sterminata, un centinaio di metri dall'inizio della sabbia prima di poter raggiungere il mare e nessuna ma proprio nessuna anima viva affianco a disturbare se non il solito ed immancabile vento di levante (considerato il caldo difficilmente la gente si muove prima delle 16.30/17). Intero pomeriggio ad ascoltare musica e a godersi la più totale tranquillità. Unico neo la mancanza di bar per l'aperitivo, se non la presenza di piccoli ristoranti lungo spiaggia, più o meno eleganti e parecchio lontani uno dall'altro dove, a dispetto del costo della vita medio, sono tutt'altro che economici (bottiglietta d'acqua a 2,5 euro per intenderci). Cosa inspiegabile per la nostra ignoranza, essendo più vicini all'equatore, il sole che non tramonta mai: ore 20.30 e ancora splende ed andarsene è praticamente impossibile.
Piazza nel centro di Tarifa.
Altro giro in centro e cena a base di pesce in un locale gestito da italiani in una delle tante piazzette che caratterizzano il posto. La musica di un'artista di strada fa da sottofondo ad una splendida atmosfera. I prezzi più o meno non si discostano molto avendo sempre cenato con 20/25 euro a testa (piatto unico con contorni con vino e caffè). Dopo un paio di cocktail a zonzo è ora di debuttare in disco, al Cafè del Mar, fortunatamente a pochi metri dall'ostello. Ingresso euro 20,00, 8,00 euro a consumazione. Locale fino alle 3 completamente vuoto per poi riempiersi fino alle 7 di mattina. Serata lunga per non dire lunghissima dove, come in tutte le gran serate, tutti si perdono e si ritrovano alla chiusura (eventuali dettagli in privato).
Spiaggia di Cadice, Spagna.
Dopo una giornata piuttosto tranquilla, più che altro per il ferimento fisico dalla serata precedente, si riparte alla volta di Cadice. Poco più di un'ora e siamo arrivati, anche se l'impatto è tutt'altro che positivo. Ostello Cadiz Inn Backpackers in pieno centro storico e quindi primo problema il parcheggio della macchina piuttosto lontano. La via per arrivare tra cani e gente losca seduta a bere è tutt'altro che confortante.
Aggiungici poi la spiaggia li vicino con un miliardo e mezzo di persone con bambini che urlano e corrono ed il pensiero comune "riportatemi a Tarifa" è condiviso da tutti.
Menù della Taperia D'Cortes, Cadice.
La sera fortunatamente, anche su consiglio di una ragazza dell'ostello, la cena prende totalmente un'altra piega. La Taperia D'Cortes da applausi. Nonostante il menù in spagnolo le tapas presentate (tra cui carne di toro) sono sublimi ed il vino eccezionale. Per una cena che qui in Italia sarebbe costata 30/35 euro a testa, li con 18,00 euro riusciamo a cavarcela. Il centro offre poco e verso l'1.30 di notte non restiamo che noi e i lavastrade.
Il giorno successivo decidiamo di prendere un tram che, al costo di 1,10 euro a corsa, ci porta a 2 km dalla spiaggia precedente dove il mare sembra migliore e le persone decisamente meno. Le birre poi in spiaggia ad un euro aiutano a sopportare il caldo. Anche qui purtroppo totale mancanza di bar per poter fare aperitivo ma poco importa la taperia ci aspetta e, grazie anche al figlio dei proprietari, anche la seconda cena a base di carne è un trionfo di gusti.
Nonostante l'inizio assai difficile, la città di Cadice non è proprio da snobbare e se vi avanza un giorno e un po' di tempo da perdere fare un giretto in centro non è poi così malaccio.

mercoledì 23 agosto 2017

Spagna on the road - Malaga.


La truppa di Malaga in tutta la sua bellezza.
Vedi Napoli e poi muori è un famoso detto riferito alla città partenopea. Ecco, vedi Malaga e ci vai vicino in tutti i sensi soprattutto in periodo di Feria. Poche città ti entrano dentro in questo modo sia dal punto di vista della bellezza di per sé del centro storico sia per l'aria che si respira girovagando durante il giorno. Arriviamo a tardo pomeriggio e l'impatto non è sicuramente dei migliori, forse dovuto agli oltre 750 km appena percorsi da Valencia o forse per l'impossibilità di trovare parcheggio vicino all'appartamento. La soglia di pazienza con i parcheggi è molto bassa. Gira che ti rigira la decisione finale ricade sul parcheggio multipiano del centro, a 23,00 euro al giorno ma almeno sicuro, comodo e lontano da balordi. Un'impresa trovare l'agenzia Mar y Arte Apartamentos per la consegna delle chiavi ma dopo esserci persi un paio di volte arriviamo a destinazione (o meglio è l'agenzia che trova noi). Dopo aver firmato alcuni documenti ci spostiamo nell'appartamento in pieno centro storico a 40,00 euro a notte a testa ma il prezzo vale la comodità e la bellezza della casa al primo piano.
Centro storico di Malaga, Andalusia, Spagna.
Usciamo e la marea di gente che cammina con una calma che, solo in vacanza trovi, ci mette subito a nostro agio. Ristoranti per tutti i gusti e per tutte le tasche, taperie, negozi, piazze e decine di stradine si alternano a perdita d'occhio. I profumi di carne alla brace invadono le strade mentre le ragazze spagnole abbronzate invadono i nostri cuori. Amore a prima vista può starci per rendere l'idea.
Il centro di Malaga offre un po' di tutto sia a livello di coppia sia a livello di compagnia di amici in quanto, dopo un'ottima cena, ci si può spostare a bere qualcosa nei bar e per chi non sia ancora stanco, i club in zona permettono di tirare fino a notte tarda. Se poi aggiungiamo che il cibo da trovare non è un problema a qualsiasi ora allora il gioco è fatto.
La spiaggia di Malagueta, non distante da raggiungere a piedi (circa un km e mezzo dal centro), calma e, soprattutto senza ambulanti scatenati, non sarà paragonabile di certo a Formentera ma poco importa. I ciringuiti (piccoli bar/ristoranti dove si può pranzare o fare aperitivo) si susseguono lungo il paseo con i loro grill a forma di barca dove i pesci in cottura sono uno spettacolo da vedere. Le persone camminano e si tengono in forma nelle piazzole attrezzate con qualche attrezzo per la palestra. Piccoli chioschi vendono birre ad un euro e la spiaggia è completamente libera. Siamo a casa.
La nostra visita in questo periodo preciso non è un caso, infatti dal 12 al 19 agosto c'è la Feria de Malaga, una sorta di sagra per intenderci, dove praticamente la città, la prima sera, viene rasa al suolo e dove tutto è permesso...come potevamo mancare. Alcolico per eccellenza della giornata è il Cartojal, un vino dolce con bottiglia in plastica rigida (una specie di Moscato) che però ha una gradazione alcolica di 15 gradi.
Descrivere la Feria è impossibile se non per chi è stato, volgarmente parlando, a qualche adunata degli alpini, solo che al posto delle penne nere e gente di mezza età, ci sono ragazzi e ragazze a flotte di dubbia sobrietà. Il giorno dopo, uno dei più duri a svegliarsi, la città è completamente pulita (le operazioni di pulizia vanno avanti tutta la notte) ma con un odore di alcool nell'aria che è qualcosa di assurdo.
Fortunatamente in questi giorni siamo pure riusciti a vedere una corrida alla Plaza de Toro, un'arena che può contenere fino a quattordici mila spettatori. Gli spettacoli costano un botto dai 18 ai 70 euro in base a dove ci si siede e se al sole oppure no (considerate le temperature che sfiorano i 38 gradi la differenza non è poca). La tradizione della corrida è qualcosa che rapisce completamente lo spettatore. Dall'ingresso dei toreri, al via libera per l'entrata del toro, agli urli e fischi della folla, ognuno ha un suo ruolo che all'inizio non capisci ma man mano che passa il tempo inizi a comprendere. Per non parlare dell'uccisione del toro le cui modalità a la cui cruenza, almeno per la prima volta, sono qualcosa che ha toccato profondamente tutti quanti. Fa sentire vagamente meglio pensare che nell'intero fabbisogno di tori consumati in Spagna solamente il 5% viene abbattuto durante le corride.


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martedì 22 agosto 2017

Spagna on the road - da Barcellona a Valencia.

Parlare di Barcellona dopo i recenti fatti di cronaca lascia un po' l'amaro in bocca considerando che, gli stessi identici posti dell'attentato, ci hanno visti protagonisti solo una settimana prima degli accaduti. Comunque rimane e rimarrà una città fantastica e sicuramente da visitare.
Visto l'orario di arrivo in tarda nottata decidiamo di velocizzare il tutto prendendo un taxi fuori dall'aeroporto regolarmente con tassametro acceso. Il centro della città durante il giorno è possibile raggiungibile sia in metro, treno e bus a costi irrisori. Per quasi mezz'ora di corsa 35,00 euro e arrivo davanti l'ostello senza alcun problema. Diagonal House per tre notti e quattro persone a euro 160,00 più 10,00 euro per la reception per l'arrivo in nottata. Ostello carino, pulito, personale cordialissimo ma la mancanza anche solo di una semplice terrazza per fumare e di un bar ha reso il tutto un po' scomodo. 
Prima mattina sveglia presto e via per la città. Le cose da vedere sono tantissime e i giorni troppo pochi. Decidiamo di fare la pirlata che mai avremmo pensato di fare: autobus turistico con tetto aperto e auricolare con le spiegazioni in tutte le lingue desiderate. Costo 39,00 euro per un'intera giornata (il biglietto si fa a bordo) ma ammetto che li vale tutti. Esistono due percorsi che si incrociano e che permettono di visitare tutta la città e di fermarsi nelle tappe più desiderate senza alcuna fretta prendendo gli autobus successivi che passano ogni dieci minuti mostrando semplicemente il biglietto già pagato. Sagrada Familia, Parco Gùell, Casa Milà, Casa Batlò, Camp Nou, Rambla e molto altro ancora tutto facilmente raggiungibile.
Sagrada Familia, Gaudì, Barcellona.
La città è legata fortemente all'architetto spagnolo Antoni Gaudì che fu il massimo esponente del modernismo catalano. Il suo segreto si nasconde nella natura. Partendo da un’attenta osservazione dell’elemento naturale, Gaudí elabora un’idea che riesce, a differenza dei suoi colleghi architetti, a liberare e a innalzare all’estrema potenza. Libera le idee grazie al potere della fantasia, o meglio dell’immaginazione. Da grande uomo religioso quale era, crede che l’immaginazione sia il dono che Dio conferisce a ogni architetto. Non svilupparla al massimo rappresenterebbe un peccato, un’offesa verso Dio. Senza metter freni all’immaginazione, Gaudí riesce quindi a dar vita ad opere che, nonostante il passare degli anni, ci appaiono uniche e irripetibili.
Il caldo non aiuta e le birre, tra le varie soste, tanto meno quindi testa e corpo al giorno successivo per super giornata di mare...si pensava. Si perché il giorno dopo a Barceloneta, zona delle spiagge di Barcellona (facilmente raggiungibile in metro al costo di 2,50 euro a corsa) oltre al caldo terrificante, la spiaggia risulta peggio del territorio di caccia di Fantozzi....620 bagnanti in 14 metri quadri. Debutto poi oltremodo drammatico assistendo alla rapina dello zaino ad una coppia di italiani che si erano spostati due minuti per un bagno. Mare terrificante essendo vicini al porto per non parlare poi delle continue incursioni di venditori di ogni tipo.
Spiaggia di Barceloneta, Barcellona.
Decidiamo quindi in orario aperitivo di spostarci nelle vie della zona consumando sangria e tapas in una cerveceria. La mattinata successiva riusciamo a visitare le Rambla e lo splendido mercato della Boqueria, scenario degli attacchi terroristici recenti.
Finalmente arriva l'ora di ritirare la macchina all'aeroporto. Il viaggio in metro costa euro 4,60 e sicuramente molto più vantaggioso del taxi. Sbrighiamo le pratiche di check in al tavolo della Gold Car (all'interno dell'aeroporto) e ritiriamo la nostra Renault Clio rosso fiammante. Macchina nuova di zecca con solo 1700 km e dotata di satellitare. Tempo di ambientarsi un attimo, accendere Despacito a manetta e si parte direzione Valencia per 350 km con quasi quattro ore di auto. Capitolo strade/autostrade: dopo svariate consultazioni e parecchi km riusciamo a capire come non pagare i pedaggi che sono estremamente costosi (40 euro per quasi l'intera tratta). In Spagna esistono le autovie (A) che non sono a pagamento e le autopiste (AP) che invece sono a pagamento e permettono di percorrere il tratto più corto.
Arrivo in appartamento condiviso con il padrone prenotato per la prima volta con Airbnb e subito ennesimo shock: camera di tre metri quadrati con quattro letti e cane da guardia di un metro. Mentre ad uno viene un malore gli altri tre provano a non pensarci.
Acquario di Valencia, squalo toro.
Serata in piacevole compagnia della nostra amica Daniela che vivendo li ci fa scoprire il vero significato e gusto delle tapas (piatti tipici spagnoli di piccole dimensioni e porzioni che possono essere consumati sia come pasto che come aperitivo) e della famigerata agua de Valencia. Il giorno seguente visita per l'intero pomeriggio all'acquario di Valencia considerato il più grande d'Europa. Anche se non amanti dei pesci, tartarughe e pinguini per 28,00 euro il costo vale il tempo speso al suo interno. Oltre a questo, alle strutture simil futuristiche e alla famosa paella valenciana non una grande impressione della città e due giorni a zonzo sono a mio avviso più che sufficienti per poi scappare via.

mercoledì 5 luglio 2017

Spagna on the road - L'itinerario.


Definite le due estremità (arrivo e partenza) del viaggio e sicuramente le più dispendiose in termini organizzativi, non resta che iniziare a riempire sedici giorni che possono sembrare tanti ma tra una cosa e l'altra, come sempre accade in vacanza, sono pochissimi.
Quali città visitare, quanto tempo dedicare ad ognuna, la distanza da un posto all'altro in tempo di chilometri e ore dovendo utilizzare la macchina, dove pernottare e cosa vedere sono alcune domande estremamente banali ma che richiedono un'idea di partenza ben chiara su cosa si vuole fare della propria vacanza. Meglio visitare monumenti, chiese, musei e teatri o dedicarsi principalmente alla vita di spiaggia? Hotel o ostello? Centro o fuori città? Inizialmente tutto sembrerà estremamente confuso ma con un po' di tempo e passione tutto si risolverà in molta velocità.
Tra mare e montagna Barcellona è la “città dei prodigi”.
Tappa di tre giorni obbligatoria a Barcellona, capoluogo della Catalogna e seconda città della Spagna dopo Madrid con il suo milione e seicento mila abitanti. E' una di quelle città che non ha bisogno di presentazioni: semplicemente splendida, vitale, colorata! Meravigliosa dal punto di visto artistico, con il suo centro medievale Barrio Gotico e gli edifici modernisti dell’Eixample, è rinomata anche per la sua fantastica vitalità, i suoi locali, la movida che non finisce mai. Barcellona ha tutto, musei ricchi di tesori inestimabili, meraviglie architettoniche, spiagge vivaci e vie sempre animate.
Viene chiamata comunemente dai valenciani Cap i Casal.
Seconda tappa Valencia con sosta di due giorni. Terza città più grande della Spagna, a metà strada lungo la costa mediterranea e nota per il suo clima eccezionale, con splendide spiagge sabbiose. Si trovano un museo della scienza (Museo de las Ciencias Principe Felipe), un teatro dell’opera e delle arti (Palacio de las Artes Reina Sofia), un cinema e un planetario (l’Hemisfèric Planetarium), così come il più grande acquario d’Europa (l’Oceanografic).
Più per motivi di cuore che per altro (vacanze indimenticabili nel 2014) sosta in giornata ad Alicante, una delle destinazioni turistiche più importanti del levante spagnolo. Situata ai piedi del Castello di Santa Bárbara, muto testimone delle numerose civiltà che si sono avvicendate su questa terra.
Con oltre mezzo milione di abitanti è la sesta città spagnola.
Terza  tappa di quattro giorni, probabilmente quella più lunga e forse, anzi quasi sicuramente, più complicata per la nostra salute, Malaga. Situata sulla Costa del Sol è il capoluogo dell'omonima provincia dell'Andalusia. Una città molto viva, con monumenti suggestivi, una storia antica e una vita notturna attiva tutto l'anno. In tempi recenti è salita alla ribalta in particolare per le feste spettacolari che per giorni animano le vie della città.
La feria di agosto, conosciuta popolarmente come Gran Fiesta del Verano (grande festa dell'estate) dona a Malaga un carattere cosmopolita ed internazionale. Questa festa estiva, che risale alla fine dell'800, dura circa 10 giorni ed ha luogo nella parte centrale del mese di agosto per commemorare la riconquista di Malaga da parte dei re cattolici che entrarono in città nell'agosto del 1487.
Principali attività sono pesca e industria (cuoio, alcol, conserve ittiche).
Dopo probabilmente qualche rapimento o disperso si approda per tre giorni a Tarifa dove relax e mare la fanno da padroni. E’ una delle città più a sud d’Europa e ovviamente dell’Andalusia ed è anche conosciuta come la città del vento e proprio per questo le attività legate al surf sono tantissime. La città si trova a 14 km dal Marocco, il punto più a sud è chiamata “la punta di Tarifa” e qui troviamo un piccolo isolotto che prende il nome di “Isola de Las Palomas” collegata alla terra ferma con un pezzo di strada. Questa città è considerata, proprio per questo motivo, il punto di congiunzione tra il continente africano e europeo. A Tarifa accade un fenomeno molto interessante, infatti questa città è bagnata dall’Oceano Atlantico e dal Mar Mediterraneo, un luogo simbolico di grande interesse storico e mitologico: Le colonne d’Ercole. 
Fondata con il nome originale di Gadir, fortezza.
Proseguiamo il pieno relax con altri tre giorni di spiaggia a Cadice. Il centro storico si trova su una penisola ed è dominato dall’imponente cupola della Cattedrale di Cadice. Il vecchio quartiere è famoso per il suo fascino pittoresco dovuto ai molti edifici nobiliari, come la Casa del Almirante e la Casa de las Cadenas, all’architettura moresca, e al labirinto di stradine che risalgono al Medioevo che si aprono su piazzette punteggiate da bar e ristorantini. Si tratta probabilmente della più antica città fondata nell'occidente dell'area mediterranea dai Fenici nell'XI secolo a.C., anche se oggi si fa risalire ufficialmente la sua nascita alla fine dell'VIII secolo a.C.
Centro artistico, culturale, finanziario e sociale del sud della Spagna.
Ultima tappa di due giorni nella splendida ma torrida Siviglia. E' la città dove si celebra la maestosa e storica Semana Santa e dove si svolge la Feria de Abril, la più festosa fiera annuale dell’Andalusia, entrambe dichiarate di interesse turistico internazionale. Ma l’atmosfera a Siviglia è magica ogni sera, la gente è allegra e rilassata, ama divertirsi e trascorrere la notte nei numerosi locali della città: tapas bar, ristoranti, pub e discoteche. Situata sulle rive del fiume Guadalquivir ha un ricco patrimonio architettonico arabo tra cui il minareto della Giralda, con numerosi edifici dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, e quartieri dal profondo sapore popolare come Triana e La Macarena.


mercoledì 1 marzo 2017

Into the wild. Ultima lettera di Christopher McClandess.

L'incredibile storia di Christopher McCandless, raccontata sia nel libro che nel film “Into the Wild”, è entrata di prepotenza nell'immaginario collettivo dei viaggiatori. Di famiglia benestante, la madre impiegata e il padre dipendente della Nasa, questo giovane mollò una vita sicura per abbracciare l’avventura. Dopo aver iniziato a vagare per gli Stati Uniti, con una particolare ossessione per l'Alaska e la sua natura incontaminata, iniziò a farsi chiamare Alexander Supertramp. Morì di fame (alcuni sostengono sia stato avvelenato mangiando una bacca tossica) nei pressi del lago Wentitika. Pochi mesi prima di morire, Christopher scrisse una lettera al suo amico Ron nel quale espose il modo di vedere la vita. 
“Ron, apprezzo sinceramente l’aiuto che mi hai dato e i momenti che abbiamo trascorso insieme. Potrebbe passare molto tempo prima di rivederci ma, ammesso che io superi l’Alaska tutto intero, riceverai di sicuro mie notizie. Voglio ripetere il consiglio che ti ho dato in precedenza: penso tu debba apportare un cambiamento radicale al tuo stile di vita e iniziare a fare le cose in maniera più coraggiosa, come non avevi mai pensato di fare prima. Troppe persone vivono circostanze infelici, eppure non prendono l’iniziativa di cambiare le cose perché sono condizionati da una vita di sicurezze, conformismo e tradizionalismo. Tutto ciò può sembrare la soluzione per trovare la pace, ma in realtà, per lo spirito di un uomo avventuroso, non c’è niente di più dannoso. La gioia della vita deriva dai nostri incontri e dalle nuove esperienze, pertanto non c’è gioia più grande di avere un orizzonte costantemente diverso, vedere ogni giorno un sole nuovo e differente. Se vuoi avere di più dalla vita, Ron, dovresti perdere l’inclinazione a cercare la sicurezza monotona e adottare uno stile di vita movimentato, che in principio ti sembrerà folle. Ma una volta che ti abituerai a questa vita, ne capirai pienamente il senso e la sua incredibile bellezza. E quindi, Ron, in breve, scappa dalla città e mettiti sulla strada. Ti garantisco che sarai felice di averlo fatto, ma temo che ignorerai il mio consiglio. Tu pensi che io sia un testardo, ma tu sei ancora più testardo di me. Avevi una straordinaria possibilità sulla strada di ritorno, ovvero di osservare una delle viste più straordinarie della terra, il Grand Canyon, qualcosa che ogni americano dovrebbe fare almeno una volta nella vita. Ma per qualche ragione incomprensibile non volevi altro che tornare a casa il più in fretta possibile, verso quella situazione che vivi giorno dopo giorno dopo giorno. Temo che farai la stessa cosa in futuro e quindi non scoprirai tutte le cose meravigliose che Dio ha piazzato intorno a noi.
Non sistemarti, non stare fermo in un solo posto. Muoviti, sii nomade, fai in modo di vedere un orizzonte nuovo ogni giorno. Vivrai ancora a lungo, Ron, e sarebbe un peccato se non cogliessi l’opportunità di rivoluzionare la tua vita trasformandola in un regno di esperienze. Ti sbagli se pensi che la gioia si trovi solo ed esclusivamente nelle relazioni tra le persone. Dio ha piazzato tutto questo intorno a noi. È in tutto ciò che possiamo sperimentare. Dobbiamo solo avere il coraggio di ribellarci al nostro stile di vita abituale e scegliere un modo di vivere non-convenzionale. Il mio punto è che non hai bisogno di me o di nessun altro intorno a te per portare questa nuova luce nella tua vita. Ti sta semplicemente aspettando là fuori, tutto ciò che devi fare è raggiungerla. Le uniche cose che stai combattendo sono te stesso e la tua testardaggine nell’affrontare nuove circostanze”.

venerdì 24 febbraio 2017

Spagna on the road - Da Barcellona a Siviglia in macchina. I preparativi.

Non c'è cosa più entusiasmante che un'avventura mai provata e, se fatta in compagnia, ancora meglio.
L'idea balenava da alcuni mesi ma come sempre, forse per scaramanzia o, più per inconcretezza dei discorsi, era rimasto sempre tutto molto vago.
Ma basta poco per convincere la truppa: ehi raga i biglietti del volo sono a tot euro...prenotiamo? Ok, ok, ok.
E allora via che si va...direzione Spagna!
Ovviamente l'idea  della classica gitarella a Formentera o il villaggietto turistico in riva al mare non ci sfiora minimamente e la lasciamo volentieri alle famiglie in pensione. Ma allora dove andare? Un paese che solo a pensarlo ti fa venire in mente caldo, spiaggia, ragazze a flotte, cascate di aperitivi, feste a non finire e tanto tanto divertimento. Presto fatto...facciamoci tutta la costa in macchina! E per dormire? Semplice: improvvisiamo!
La costa sud spagnola offre un sacco di alternative quindi decidiamo inizialmente arrivo a Barcellona e ritorno da Siviglia. I 1500 km in mezzo? Un'incognita. Valencia, Alicante, Malaga, Tarifa, Cadiz tutte mete impossibili da perdere.
Intanto pensiamo all'areo. Ryanair, prenotando per tempo, offre soluzioni e tariffe da fare invidia a qualsiasi altra compagnia low cost e infatti andata Bergamo - Barcellona e ritorno Sivilglia - Bergamo a soli euro 110,00 a testa (solo con bagaglio a mano). Altrettanto economici i parcheggi in prossimità dell'aeroporto: Fast Parking per sedici giorni (parcheggio coperto) euro 67,20.
Capitolo macchina. Viste le esperienze passate, Rentalcars rimane una garanzia. Basta collegarsi al sito, inserire la data e l'ora di arrivo e partenza ed il gioco è fatto. Optiamo per una Ford Fiesta 5 posti con assicurazione completa ad euro 404,00 per 13 giorni al cui costo ci saranno da aggiungere euro 150,00 per riconsegna in un'altra località, una tassa che varia dai 23,00 ai 48,00 euro come spese di rifornimento e ovviamente costi per benzina e pedaggi. Da fare molta attenzione al chilometraggio se limitato oppure no. Ulteriori costi vengono richiesti se il guidatore ha meno di 21 anni e in caso vi siano più persone che intendono guidare. Occhio inoltre alla cauzione che la compagnia tratterà dalla carta di credito o addebiterà nella carta di debito (nel nostro caso euro 1.100,00) che verranno poi bonificati o sbloccati in caso di riconsegna impeccabile della vettura.
Quindi ora che fare? Nulla...aspettare aspettare aspettare!!! Vamos!

martedì 25 ottobre 2016

Vita in ostello.

A SunFlower Stop, Cape Town.
Non è semplice provare a spiegare cosa significhi vivere in ostello e soprattutto viverci da soli. Il primo impatto è sicuramente disarmante. Devi arrangiarti in tutto e per tutto, chiedere tutto ciò di cui hai bisogno perché non hai nessuno che possa aiutarti. Check in, check out, pick up per e dall'aeroporto e mille altre cose.
Un mondo brulicante di persone alla mattina e alla sera e quasi completamente deserto durante il pomeriggio. Ognuno ha una propria sveglia, un proprio programma giornaliero, i propri ritmi e le proprie routine e condividere tutto ciò con gli altri equivale ad avere una giusta dose di adattamento e pazienza.
Non puoi essere certo di poter dormire fino a quando ne hai voglia né altrettanto di fare una dormita filata per tutta la notte, non puoi essere certo di trovare la doccia o addirittura il bagno libero, non puoi essere certo di avere la cucina a disposizione per quando hai fame.
La giornata poi è uguale praticamente per tutti: sveglia presto, colazione più o meno veloce nella zona comune, escursione che dura tutta la giornata e rientro tardo pomeriggio o addirittura in serata.
La parte migliore dell'ostello è sicuramente la zona bar. Il luogo in cui pregiudizi e timidezze volano via tra una birra e l'altra. Puoi trovare qualsiasi tipologia di persona: dal ventenne o trentenne in viaggio da solo, alla coppia di fidanzati o di fratelli, al quarantenne in carriera che si è concesso una vacanza. Tutti accomunati da una cosa in comune: la voglia di conoscere.
Il viaggiare da soli poi non necessariamente significa essere solitari ma anzi. Molto spesso sono i primi a rivolgerti parola proprio per spezzare quel silenzio che li accompagna durante il giorno e molto spesso sono anche i più ubriachi alla sera e te li ritrovi che cantano ed urlano assieme agli altri.
Curiocity Backpackers, Johannesburg.
La sera, oltre che per parlare dei propri programmi di viaggio, delle proprie esperienze, è fatta proprio per conoscere decine di culture e stili di vita differenti.
Le cene sono un'altra parte spettacolare dell'ostello. Vengono organizzati barbecue (soprattutto nel fine settimana) dove ognuno può cucinare ciò che desidera, durante l'aperitivo poi ti organizzi di uscire a cena con qualcuno o vai a fare la spesa tutti insieme per poi mangiare con persone che, fino a mezzora prima, non sapevi che nemmeno esistessero.
Ci si beve la birra, si condivide la sigaretta, ci si diverte facendo qualche gioco che comporti il bere un paio di shottini e magicamente a fine serata si è tutti amici. La mattina dopo ognuno per i fatti suoi a vivere la propria giornata con i propri problemi e con i propri pensieri per poi alla sera tornare a condividere la medesima birra e la medesima sigaretta con le stesse persone delle sera precedente o con persone nuove perché la vita in ostello è così...ogni giorno nuove esperienze e nuove conoscenze sono dietro l'angolo.

lunedì 5 settembre 2016

Gansbaai - Shark diving. Sudafrica.

E dopo tanta attesa finalmente il fatidico giorno, quello da cui tutto è iniziato in quel lontano gennaio di otto mesi fa quando hai pensato: "Voglio fare il bagno con gli squali bianchi". Ed eccoci qui. Costo di 120,00 euro (pick up, escursione, attrezzatura, colazione, pranzo, video e foto della giornata).
Una delle barche al porto per l'escursione.
Partenza alquanto traumatica: pick up alle 4.15 di mattina in quanto la distanza da percorrere è notevole, due ore e mezza di bus prenotato tramite la compagnia dell'escursione. Poco importa, dopo i primi saluti con gli altri partecipanti crolliamo tutti dal sonno.
Arrivo a Gansbaai verso le 6.30 di mattina dove l'alba è già avanzata. Una cittadina costiera surreale a sud/ovest del Sudafrica e non molto lontana da Hermanus. Tutte queste casette senza alcun giardino che danno direttamente alla strada con striscioni sugli squali, numeri di telefono per prenotare l'escursione, negozi di souvenir, il tutto apparentemente abbandonato senza nemmeno un'anima viva in giro.
Veniamo fatti scendere e subito ci viene affidato il colore della muta da sub (bollino colorato sopra la testa) che successivamente dovremo indossare. Dopo una rapida colazione e un meeting con lo staff sulle regole basilari, si parte. La barca viene calata in acqua, il vento e il freddo sono allucinanti ma poco importa...il sogno si sta realizzando.
Momento dell'ingresso nella gabbia.
Nemmeno il tempo di abbandonare il porto e una nuvola di gabbiani ci segue. Dopo mezzoretta di navigazione inizia l'avventura.
Veniamo fatti spogliare per indossare le tute e intanto un ragazzo dello staff inizia a gettare in acqua pesce marcio e carcasse per attirare gli squali. L'adrenalina è tanta perché tutti si aspettano da li a qualche minuto di intravedere qualcosa. Da sfatare il mito della pinna in lontananza che si avvicina affiorando dall'acqua stile film hollywoodiano. Infatti lo squalo si avvicina alla preda dal fondo del mare dove la visibilità è di pochi metri e quindi può sferrare l'attacco senza praticamente essere visto dalla preda.
Nelle successive due ore nulla di nulla. L'adrenalina fa spazio all'attesa e successivamente alla rassegnazione. Passa un'altra ora invano ma nulla da fare. Inizia a circolare un certo sconforto nella barca e qualcuno inizia a ricambiarsi togliendosi la tuta.
Poi all'improvviso si sente urlare "Sharkkkkkk!!!". Lo staff si precipita ad aprire la gabbia già calata precedentemente in mare ed il tutto diventa alquanto confuso con persone che corrono a destra e a sinistra per prepararsi e alcuni che gridano dalla gioia mischiata alla paura. Non c'è tempo da perdere, ai primi otto viene data la maschera e subito dentro la gabbia. Il freddo dell'acqua è qualcosa di agghiacciante.
Squalo bianco, lunghezza stimata in tre metri.
Iniziamo ad immergere la testa ed ecco passare lo squalo a pochi metri da noi. L'emozione è inspiegabile. Vedersi uno squalo bianco di tre metri a pochissimi metri di distanza non si può descrivere cosa voglia dire.
Dopo una decina di minuti veniamo fatti uscire, anche perché il freddo sta diventando insopportabile. Cambio rapido e subito con la testa fuori dalla barca.
Vedere lo spettacolo da sopra devo dire sia più eccitante in quanto si vive il tutto in modo molto più reale. Questo squalo che si dimena con l'esca e questa pinna che quando la vedi nei film non può che farti pensare "Se mi capita di vederla faccio un infarto". Passano altri dieci minuti ed il secondo turno viene fatto uscire. Tutte le persone a bordo sono estremamente eccitate ed inizia uno scambio di opinioni tra strette di mano ed abbracci. E' ora di tornare al porto dove ci aspetta il pranzo. Il sole è alto nel cielo e accompagna questa avventura che difficilmente farà dimenticare tale emozione.



Guarda il video dell'immersione.

 

venerdì 2 settembre 2016

Hermanus - Whale watching. Sudafrica.

Devo ammettere che le balene non siano un animale che mi abbia mai affascinato più di tanto ma al grido di "quando mai mi ricapita" ennesima escursione in compagnia della Africa Eagle. Al costo di euro 50,00 intera giornata ad Hermanus, rinomata cittadina a quasi un'ora e mezza di strada da Cape Town (circa 115 km) e famosa soprattutto per gli avvistamenti appunto delle balene. Ad agosto si tiene un festival dedicato all'arrivo delle prime ed uno ulteriore si svolge a fine settembre in quanto i cetacei si avvicinano alla costa per l'accoppiamento e quindi la possibilità di intravederli aumentano esponenzialmente.
Strada costiera R43 che unisce Cape Town con Hermanus.
Si parte con il pick up presso la struttura alle 8 puntuali della mattina e dopo alcuni km di autostrada per uscire dalla città si inizia a percorrere un tratto costiero che, dire uno spettacolo, è riduttivo. Nessuna macchina, nessun rumore se non il motore del bus...tutti in silenzio ad ammirare. Dopo una breve sosta arrivo verso le 11 al giardino botanico The Harold Porter Botanical Gardens (compreso nel prezzo) con un'ora di tempo libero per girovagare immersi completamente in uno sterminio di fiori e piante tutto molto ben curato. Ristorante all'interno. Possibilità inoltre di fare un percorso di trekking su una collinetta adiacente il giardino ma con altissime probabilità di imbattersi nei babbuini, animali alquanto pericolosi per la loro aggressività nei confronti dell'uomo.
Hermanus, Sudafrica.
A mezzogiorno pronti per la ripartenza direzione finalmente Hermanus. Stranamente l'emozione inizia a salire anche se, come detto, le balene non mi abbiano mai preso totalmente ma all'arrivo alla spiaggia il gioco è fatto...completamente rapito dal fascino di un paesaggio che raramente ho visto. Tempo di prendere fiato e subito ci posizioniamo lungo la scogliera con gli occhi sbarrati a cercare di intravedere qualcosa. L'attesa dura poco e dopo alcune decine di minuti ecco il primo spruzzo in cielo e la prima pinna comparire. Le "urla" di stupore dei presenti fanno da cornice alle braccia puntate verso il mare ad indicare, a chi l'ha perso, la direzione di dove guardare. Fortunatamente nella buona mezzora di osservazione due e tre balene riusciamo a scorgerle. Vi è inoltre la possibilità di partecipare per circa 30,00 euro ad un tour in barca per cercare di osservare più da vicino gli animali ma le persone in fila erano troppe per perdere tutto quel tempo. Ora di pranzo e direzione centro paese. La sensazione sembra quella di essere in un paesino del sud Italia tutto molto piccolo con il colore azzurro che prevale su tutto il resto. Solo alcuni ristorantini molto tranquilli nulla di estremamente lussuoso. Un museo che spiega la storia della città mette quel tocco in più per completare un'ottima immagine da cartolina.
Spiaggia di Hermanus.
Ma il tempo per mangiare è veramente tirato e la voglia di tornare lungo la costa a provare a rivedere qualcosa è troppa.
Ma purtroppo le balene non sono di certo li ad aspettare i tempi del turista ne tantomeno per farsi fotografare. Più nulla purtroppo per il resto della durata del viaggio ma la felicità di aver visto qualcosa che, fino a poche ore prima, era esistito solamente attraverso lo schermo di una televisione.

sabato 27 agosto 2016

Cape of Good Hope - Sudafrica.

Provare per credere. Inutile guardare foto, documentari o che altro...se non vedi con i tuoi occhi perdi praticamente tutto. Il trovarsi avvolti completamente in una natura che sembra inverosimile per essere vera, è qualcosa che toglie il fiato. Escursione prenotata direttamente dall'ostello con l'Africa Eagle e pick up presso la struttura (costo 45,00 euro per mezza giornata) dopo un risveglio alquanto traumatico vista l'ennesima nottata di festa. Gruppo di una decina di persone dove un italiano non lo trovi nemmeno a pagarlo e alle 8.30 si parte.
Costiera Camps Bay, Cape Town.
Prima tappa Camps Bay una delle spiagge più belle e nella zona più ricca di tutta la città. Ville da favola si affiancano una all'altra con vista su uno spettacolo della natura a dir poco impagabile. Durante la stagione estiva è una delle zone più frequentate dai turisti, oltre che per la spiaggia, anche per gli innumerevoli sport che è possibile fare come corsa, bici, equitazione, ecc. Dopo una breve sosta per le foto di rito si riparte direzione Cape of Goog Hope (Capo di Buona Speranza) estremità meridionale della penisola del Capo e riserva naturale dal 1938. Fu raggiunto inizialmente dal navigatore Bartolomeo Diaz chiamandolo "capo delle tempeste" per le sue acque estremamente movimentate ma fu successivamente Vasco Da Gama a modificare il nome con quello attuale per augurarsi buona fortuna per il suo viaggio verso le Indie.
Cape Point, Capo di buona speranza Sudafrica.
Viaggio di circa quaranta minuti e molto piacevole grazie anche alla guida/driver che, seppur in inglese, spiega in continuazione ogni singola cosa che vediamo. Si paga l'ingresso di pochi euro ed è possibile tranquillamente arrangiarsi nel fare il tutto con la propria auto anche senza appoggiarsi ad una compagnia organizzata. Lo spettacolo attorno a noi è fantastico. Scogliere e spiagge incontaminate e a perdita d'occhio, alcune impossibili da raggiungere visto il mare sempre estremamente mosso. Arriviamo al parcheggio dove centinaia di turisti corrono a destra e a sinistra, chi per scattare qualche foto, chi per comprare qualche souvenir. Capitolo cinesi/giapponesi. La leggenda delle foto allo sfinimento è stata da anni provata e comprovata da chiunque ma provare per credere l'attesa di ben dieci minuti per poter fotografare il famoso cartello con le coordinate della zona. Cose da matti.
Boulders Beach, Capo di buona speranza.
Tempo di mangiare qualcosa ed è tempo di ripartire con meta Boulders Beach, detta anche la spiaggia dei pinguini, a poche decine di minuti di distanza. Ingresso costo 5,00 euro (un po' caro per quello che viene offerto) ma ovviamente solo vedere decine e decine di pinguini ,chi steso al sole e chi in acqua a rilassarsi, ne vale sicuramente la pena. Che vitaccia. Anche qui ovviamente per scattare qualche foto occorre mettersi in fila. Pochi minuti ed è tempo di ripartire verso la città a quasi un'ora di strada.
Una giornata obbligatoria da fare per chi ha la fortuna di trovarsi a Cape Town e la voglia di vedere cose che rimarranno nella mente e nel cuore per molto molto tempo. E poi mi chiedono "ma che ci vai a fare in Sudafrica".