Cosa c'è di meglio che non una fuga dalla solita routine e godersi tre giorni (anzi due e mezzo) di meritato cazzeggio e sole? Assolutamente nulla e quindi via alle Canarie. Prima esperienza nelle isole atlantiche che tutti conoscono ma pochi sanno realmente dove si trovino. La capitale di Maspalomas de Gran Canaria fu fondata il 24
giugno 1478, con il nome di "Real de Las Palmas", da Juan Rejón, capo
dell'esercito castigliano invasore. Nel 1492, Cristoforo Colombo ancorò nel
porto di Las Palmas (e passò un po' di tempo sull'isola) durante il suo primo
viaggio nelle Americhe. Las Palmas de Gran Canaria è, insieme a Santa Cruz de
Tenerife, la capitale della comunità autonoma delle Isole Canarie. La scelta, visto la grandezza dell'isola, ricade su Maspalomas sia per la non eccessiva vivacità (che poi successivamente scopriremo la totale assenza di vivacità tranne per un turistica 70enne probabilmente ora passato a miglior vita) sia per la spiaggia che adocchiando qualcosa su google sembra fare per noi.
Arrivo in aeroporto con il solito taxi privato prenotato tramite Booking e approdo in hotel in pieno orario. Alla fine si rivelerà anche più economico del servizio taxi normale avendo pagato euro 44 per l'andata e poi per il ritorno, contro i 66 euro che ci sarebbe costata l'andata e i 54 euro per il ritorno. Veloce check in e, dopo un po' di tempo per trovare la camera, subito in centro. La sensazione immediata è delle poche persone presenti. Decidiamo di infilarci nel prima ristorante con musica dal vivo senza tanto diventar matti a cercare qualcosa di particolare. E la scelta sarà azzeccata visto che sarà lo stesso posto per cena per tre sere. K1 Food & Lounge. Personale molto presente e sul pezzo, non parliamo poi della fotocopia di Barack Obama che è tutto dire. Prezzi nella media rispetto altri locali vicino e musica dal vivo tutto sommato piacevole.
La mattina successiva ci incamminiamo verso la spiaggia più vicina l'hotel: Playa de Las Mujeres. Terrificante. Una persona, forse cieca, in tutta la zona, lettini indecenti e nessun locale aperto vicino se non turisti intenti a far jogging. Eroi. Scappiamo immediatamente e, convinti di passare una giornata a far trakking, ci dirigiamo verso la zona opposta e, dopo una mezzoretta abbondante di camminata, incappiamo nell'altra spiaggia inattesa: Playa de Maspalomas. Una distesa di sabbia lunga circa un km, con anche una zona naturalistica sopra una collina, con decine e decine di ombrelloni e bar. Salutiamo velocemente il trakking che si trasforma immediatamente in drinking con rigoroso cazzeggio sotto l'ombrellone. A parte la scomodità allucinante dei lettini la zona non ci dispiace e ci mettiamo subito a nostro agio (grazie anche al ragazzo delle hamacas). La giornata trascorre molto tranquilla con qualche bagno, senza pur avere un mare degno di nota, considerata anche la presenza di ciotoli qua e la che rischiano di farti ammazzare ad ogni passo.Per l'aperitivo sicuramente da consigliare il Tangaloa Beach Bar. Rispetto a qualche altro bar affianco dove, anche solo un saluto diventa un'utopia, è l'unico posto con un po' di fulminati che ballano ubriachi. Prezzi anche qui nella media (8 euro un gin tonic) vista anche la location fronte spiaggia.
