venerdì 21 luglio 2023

Energiesprong - Olanda

Quando ti propongono un viaggio studio la risposta non può essere che "sisssignore".E quindi via partenza per Amsterdam con tappa a Utrecht e L'Aia. Condividere un viaggio con colleghi e capi è sempre un bel trauma dovendo coniugare la giusta dose di rispetto dei ruoli ma anche la leggerezza di essere fuori dal proprio posto di lavoro e direi che questo connubio è stato pienamente centrato.
Arrivo quindi ad Amsterdam primo pomeriggio con tappa "veloce" all'hotel per il check in e poi via di corsa per una rapida visita del centro. Abbiamo optato per l'escursione in battello Lovers al costo di euro 16 a persona. I biglietti sono acquistabili anche dagli hotel (pagabili solo con carta di credito) per evitare file alle casse ma non abbiamo poi trovato particolare folla. Interessante il giro di circa un'ora con cuffie che traducono in diverse lingue quanto spiegato e toccando le principali zone d'interesse della città da un punto di vista diverso della solita passeggiata compresa la casa di Anna Frank. Il tempo purtroppo era assai ristretto e quindi si è potuto visitare poco o nulla se non prendere atto di due cose: il numero esorbitante di biciclette che sostituiscono le auto e che si...siamo i soliti italiani che attraversano ovunque ma qui le bici non si fermano.
Dopo una serata alquanto movimentata in un ristorante fronte hotel con tanto di viaggio culinario tra cinque nazioni che pochi penso abbiano capito, ci trasferiamo ad Utrecht dove iniziamo la visita di alcuni cantieri di edilizia popolare. In questi contesti i lavori di isolamento termico sono trattati a livello di prefabbricazione in azienda quindi senza l'utilizzo di ponteggi abbattendo oltretutto infortuni ed enormi perdite di tempo. Basti pensare che la copertura di una cosa con pannelli prefabbricati può essere completata in sole 8 ore.
Anche in questo caso le tappe sono fitte ed il tempo ristretto quindi non ci resta che una rapida doccia in hotel e poi via a cena. Il bello dei viaggi aziendali è che non sai mai cosa ti aspetta appena prende circolo un po' di alcool e anche in questo caso le aspettative sono state pienamente rispettate con rientro a varie ore della notte e facce alquanto ferite ma sorridenti la mattina successiva.
Per quanto la parte turistica sia durata veramente poco per poter far commenti o anche solo dar consigli ma il meteo è veramente deprimente con continue piogge e vento per poi lasciare spazio al sole e poi nuovamente piogge. Tutto un togliere e rimettere felpe, giubbini e sciarpe. Per quanto riguarda poi alcuni prezzi benzina circa un 10% più cara che in Italia per non parlare del cibo basti pensare 4 euro per una confezione piccola di Pringles.

giovedì 4 maggio 2023

San Gimignano.

Nel cuore della Toscana, in provincia di Siena, sorge San Gimignano che, per la caratteristica architettura medioevale e del suo centro storico, è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco.
Moltissimi sono gli alloggi disponibili e, di conseguenza, anche le relative problematiche per il parcheggio. All'interno delle mura cittadine non è possibile parcheggiare, salvo permesso Ztl per scarico e carico bagagli e quindi, chi volesse alloggiare in centro, deve mettere in preventivo una passeggiata di almeno dieci minuti con valigie al seguito. Solitamente si può trovare facilmente posto in zona scuole. In mezza giornata si può tranquillamente avere un'idea abbastanza completa del borgo non essendo particolarmente grande. Palazzo comunale, piazza della Cisterna e piazza del Duomo sono i principali punti d'interesse.
San Gimignano, per gli amanti del vino, è famosa per la vernaccia, un vino bianco la cui produzione è ristretta appunto al solo comune toscano. E' controllato e garantito dal marchio DOCG ed è stato il primo vino italiano a ricevere il marchio DOC.
I produttori sono diversi e abbiamo avuto la fortuna di conoscere i vari prodotti nell'enoteca in pieno centro Gustavo Mescita Vini di proprietà di Giorgio e della sua famiglia. Gli abbinamenti con pecorini e salumi locali, l'immancabile olio e pane senza sale fanno da cornice ad un'esperienza indimenticabile.




venerdì 9 settembre 2022

Palma di Maiorca - Cala D'Or

Spiaggia di Cala Gran.
Dici Palma di Maiorca e pensi a spiagge infinite e brullicanti di turisti che invadono le strade del centro. Dici Cala D'or e non sai cosa aspettarti. 
Primo problema: raggiungere la costa sud/est dell'isola che proprio piccola non è. I taxi, vista l'oltre ora abbondante per raggiungerla, non si fanno certo problemi a chiedere circa 70/80 euro a tratta per due persone. Alternativa economica ma altrettanto lenta è il bus. Dovreste prendere il treno T3 fino a Manacor e poi prendere il bus 841B della Tib. Viaggio che dura circa due ore e mezza. In alternativa noi abbiamo contattato l'hotel che tramite la compagnia Transuinion, al costo di euro 7,50 a persona per tratta, effettua il trasporto. Obbligatoria è la prenotazione. Il desk è verso l'uscita a sinistra dopo gli arrivi dell'aereoporto altrimenti indicazioni purtroppo non ce ne sono e rischiate di girarvi tutto il gate come abbiamo fatto noi.
Gli hotel non si contano. Noi abbiamo optato per il Cala D'Or Hotel in pieno centro. Euro 1.200 a testa con colazione a buffet che è qualcosa di eccezionale. Poca empatia da parte della titolare ma quasi ogni giorno veniva offerto qualcosa a livello organizzativo per intrattenere gli ospiti compreso l'happy hour tutti i giorni dove dalle 16.30 alle 17.30 pagavi una consumazione e te ne venivano date due.
Il centro di Cala d'Or è qualcosa che non ti aspetti...una piccola Tarifa in miniatura dove locali, bar e ristoranti di tutti i tipi si affiancano uno all'altro. Nessuno che ti disturba, nessuna compagnia di balordi troppo ubriachi ma solo coppie e famiglie che riempiono le vie. Non tantissima la scelta di negozi per eventuali acquisti ma solo lo stretto indispensabile. Sicuramente da provare "La Bodega" che, con uno stile molto easy e giovanile, offre ottime tapas vegane, di carne e pesce. Per quanto riguarda gli aperitivi c'è da sbizzarirsi. Ovviamente essendo una zona molto turistica la qualità non è eccelsa e molte rifilate stile sangria annacquata vi arriveranno.
Tema spiagge. A Cala D'Or non esistono le spiaggie come siamo abituati noi in Italia da poter passeggiare e lunghe chilometri ma piccole calle molto spesso attrezzate con lettini ed ombrelloni. Chi prima arriva meglio alloggia. Arrivi, ti siedi e con calma, molta calma, arriva il responsabile per il pagamento che indicativamente per due lettini e un ombrellone costa 15 euro. Sicuramente da provare è Cala Gran a circa 15 minuti di scooter dal centro. Ampia, spaziosa, con un numero consistente di lettini in modo da non dover arrivare alle 8 di mattina per prendersi il posto. Bagni pubblici in spieggia e alcuni bar e ristoranti che permettono di fare aperitivo o pranzo a prezzi tutto sommato accettabili. Di notevole bellezza il ristorante "Organic" che offre, oltre alla simpatia e gentilezza del proprietario italiano, anche dei piatti che sono delle opere d'arte e una cura della zona esterna con piante e fiori ogni dove.
Per muoversi nell'isola dipende dallo stile che volete dare alla vostra vacanza. Ovviamente visto la grandezza l'auto vi permette di raggiungere molti dei principali punti d'interesse. Lo scooter invece, come nel nostro caso, vi permette di muovervi per lo stretto necessario per visitare zone limitrofe e cambiare un pò dalla solita routine giornaliera.
Per quanto riguarda il costo della vita inutile negarlo, siamo in ferie. Qualcosa di più rispetto casa la paghi ma sicuramente non ai livelli delle più rinomate zone turistiche italiane. Una cena senza farvi mancar nulla circa 40 euro a testa, un cocktail 8 euro, una birra media 4 euro mentre la benzina indicativamente non ci allontiamo dai prezzi dell'Italia.
Per concludere vacanze dedicate al relax senza farsi mancare un pò di vita mondana Cala d'Or sicuramente può garantire una piacevole vacanza.



martedì 24 agosto 2021

Lussinpiccolo - Tra isole e mare.

Porto di Sv. Martin, Lussinpiccolo, Croazia.
Era parecchio ormai che sentivamo parlare di quest'isola croata tramite amici. E alla fine ci hanno convinto che la meta estiva 2021 dovesse essere proprio lei: Lussinpiccolo. Principale località dell'isola di Lussino e uno dei centri più popolosi della regione litoraneo-montana, con 8.070 abitanti, nonché capoluogo dell'omonima città. Da piccolo villaggio di pescatori (in croato Malo Selo, piccolo villaggio, in antitesi all'allora più popoloso Velo Selo, Lussingrande), Lussinpiccolo conobbe in breve tempo un rapido sviluppo grazie ad un'intraprendente classe mercantile che, nel giro di pochi secoli, la rese patria di armatori e capitani. Lussinpiccolo raggiunse il suo maggior sviluppo tra la fine del Settecento e l'Ottocento quando, nonostante il suo nome, divenne il centro più popoloso di Lussino, strappando alla vicina Lussingrande il ruolo di capoluogo dell'isola.

Partiamo di buon mattino alle 3.30 e l'arrivo è abbastanza semplice con traghetto a Valbiska o Porozina. Una media di 7 ore e mezza di viaggio, dogana e coincidenza traghetto permettendo. Questul'ultimo costa 21 euro per 2 persone (auto normale) ma la strada verso Porozina è alquanto stretta e tortuosa con pecore ogni dove che rendono il tutto piuttosto avventuroso per non dire pericoloso. Unico beneficio è la dogana che si raggiunge tramite quella strada conosciuta veramente poco e molto più agile e veloce rispetto l'altra. La strada poi che taglia l'isola è uno spettacolo...un sali e scendi continuo ma molto tranquillo tra colline di roccia ed alberi.

Decidiamo di alloggiare al Sumartin Apartmani (80 euro al giorno) grazie ad una dritta dei nostri amici già sul posto operativi a gin tonic. Il posto è una cartolina. Aggiungi il bar a fianco e il porticciolo fronte casa con macchina ben in vista e ciao. Julia, la proprietaria, molto gentile e prolissa nelle spiegazioni stacca la ricevuta, incassa il saldo e non disturba più per tutta la settimana.

L'atmosfera subito di casa è allucinante. Un continuo di conoscenze per tutta la giornata per finire, dopo un pranzo a base di scampi e risotto di mare, in gommone clamorosamente in troppi e poco sobri per starci,  cani compresi, tra tuffi e risate.

Le giornate, mai noiose, passano tra giri in gommone, escursioni in posti raggiungibili solo via mare pranzi e cene fai da te, in centro o a casa del mitico Lucio. Personaggio a dir poco stravagante dell'isola ma punto di riferimento per tutti noi. Unica nota stonata i ristoranti nelle varie isolette. Una rapina a mano armata per non considerare il sevizio totalmente non all'altezza oltre al fatto che non accettano prenotazioni e molto spesso il pagamento con carta. 

Ovviamente avere la barca e dei ciceroni, Bibi, Stefano e Robi che ne sanno più degli isolani rende il tutto molto più facile: ristorante da Pero in centro (in realtà nome Konoba Hajduk), concerti live dal vivo al caffè Bar Priko, peka alla Konoba della nona (piatto che può essere di carne o polpo con patate e verdure), tramonto alla Providenca (armatevi di pazienza per parcheggiare), dove prendere i cevapcici e tutto quello che può essere utile per una vacanza senza intoppi. Da escludere categoricamente l'idea di girare in bicicletta visto le salite allucinanti da fare. Molto meglio una passeggiata se pur anche questa non poco impegnativa. I prezzi tutto sommato nella media per cocktail, birre e cenare anche in centro anche se un occhio al menù prima di sedersi è sempre buona cosa. Sigarette e benzina in linea con i prezzi italiani.








 

lunedì 12 ottobre 2020

Il viaggio che non ti aspetti - Next stop: leucemia. Le complicanze.

Le complicanze sono qualcosa a cui bisogna essere preparati...i dottori continuano a dirlo a ripeterlo ma quando arrivano colpiscono con tutta la loro forza. Inaspettatamente eppure qualcosa nell'aria c'era...si percepiva qualcosa che non andava qualcosa che stava prendendo una piega diversa. Pensare che forse non si stia facendo tutto il possibile che forse qualcosa sia sfuggendo all'attenzione dei medici. Poi arriva la chiamata...è grave. Ti si gela tutto attorno la testa si blocca non si sa che pensare, che dire, cosa fare. Lo sconforto, il pianto a dirotto senza fine con la vergogna che qualcuno possa vederti che qualcuno possa non capire. Eppure poi quella forza improvvisa di dire...col cazzo che cede...non cederà mai!!! I miracoli alle volte capitano e ora sarà per forza una di quelle volte. Forza papà. 


 

giovedì 27 agosto 2020

Il viaggio che non ti aspetti - Next stop: leucemia. L'attesa.

L'attesa...è una parola di poco significato per molti. Attendere significa semplicemente far passare il tempo aspettando qualcosa di astratto o fisico. Nelle malattie di questo tipo l'attesa riguarda l'attesa degli esami giornalieri, l'attesa dell'esito, l'attesa di sapere quali cure verranno fatte, quale strada dovrà essere percorsa, l'attesa di un messaggio positivo che mai arriverà...l'attesa sopratutto che passi tutto al più presto. L'attesa forse di guardarsi indietro un giorno e pensare...ce l'abbiamo fatta.
Sembra assurdo pensare alle settimane scorse come la vita era così leggera, così forse superficiale anche. Ad un tratto ansie e paure fanno parte del nostro vivere quotidiano, delle nostre ore che non passano mai. Non passano veramente mai.
Ora pochi giorni ci separano dalla quella parola che da sempre ci ha terrorizzato: chemioterapia. Eppure questa che dovrebbe essere considerata una parolaccia in realtà, a ben guardare, porta con sè, nel suo dramma, tanta speranza. Speranza di tornare un giorno a poter ridere nella supercifialità di quella vita che, ahimè, è ancora un puntino molto molto lontano.
 


mercoledì 26 agosto 2020

Il viaggio che non ti aspetti - Next stop: leucemia. La notizia.

E' sempre qualcosa che senti capitare agli altri e oltre a dire "poveretti" altro non fai. Non riesci a metabolizzare una cosa per te così lontana, così poco tua. Eppure quando arriva si abbatte con tutta la sua violenza e con tutta la sua poca gentilezza che, senza bussare, ormai è già dentro di te.
Mi ero sempre chiesto come le persone possano affrontare una malattia, come abbiano la forza di vedere parenti stretti così debilitati da non poter alzarsi dal letto. Ho sempre avuto il terrore di tutto ciò. Forse non lo sanno nemmeno loro...sai che devi farlo punto.
Allora esce una parte di te fin li nascosta, che forse l'essere umano chiama sopravvivenza mentre io le chiamo "palle". Quello che avevi il terrore di sentire ora è la tua quotidianità. Le piccole anzi, le piccolissime cose prendono tutto ad un tratto un valore che prima nemmeno ci facevi caso: il messaggio dell'amico, la chiamata da chi mai te lo saresti aspettato, anche i pochissimi minuti di tranquillità ti sembrano ore e poi di nuovo a combattere, almeno a provarci, almeno a far finta di provarci.
L'affetto di chi ti sta intorno, la commozione della gente quando si sentono dire: papà sta male.
E la vera battaglia dovrà essere con se stesso, prima di tutto con la malattia e poi con le cure...così devastanti così inumane.
Eppure serve quello spirito di sopravvivenza, servono le palle per dire: ce la farò, cazzo se ce la farò.
Dai papà siamo tutti qui.

sabato 21 marzo 2020

Safari in Tanzania - alcune domande.

Ngorongoro, Tanzania.
Per chi non ha alcuna esperienza nell'organizzare un safari o la ritiene una cosa troppo complicata se non addirittura impensabile, ecco alcuni consigli utili per facilitarvi le cose e per muovere i primi passi in un'esperienza che rimarrà indimenticabile.
Inizialmente per farvi una prima idea di che tipo di safari fa per voi è sicuramente il sito safari.com. Possiamo scegliere da qui l'area geografica di nostro interesse, il numero dei giorni, il prezzo indicativo, la tipologia di pernottamento e molto altro ancora.
Esiste nel sito anche un forum, dove può essere inviata qualsiasi tipo di richiesta, senza alcun impegno e senza necessità di prenotare nulla, che nell'arco di poche ore viene evasa dal personale. Chiedete qualsiasi cosa vi passa per la testa anche se banale.

C'è da fidarsi a prenotare tramite sito internet?
Sicuramente guardare qualche commento e recensione prima di procedere alla prenotazione è buona cosa per farsi un'idea a cosa andiamo incontro. Le compagnie che offrono questi servizi sono a decine e tutte indicativamente non si discostano una dall'altra. Vi chiederanno una caparra del 30% da pagare tramite bonifico estero (facilmente fattibile anche online) prima della partenza e il saldo in contanti il giorno prima dell'inizio del safari.

Devo aspettarmi altre spese dal prezzo finale pattuito?
Sicuramente ciò che non è compreso sono le mance al personale (driver, cuoco, guardia, ecc). Consiglio spassionato chiedete prima di partire al titolare quanto sia la cifra congrua e poi agite di conseguenza. Potete anche mettervi subito d'accordo con il personale durante i giorni del safari. Indicativamente sono 20$ al giorno al driver divisi per il numero dei partecipanti. Gli spostamenti, pranzo, cena, acqua durante il giorno, ingresso nei parchi, pernottamento sono tutti inclusi. Simpatico il dover arrangiarsi nel montare la tenda da campo ma un'esperienza sicuramente da condividere.

Campo tendato Serengeti, Tanzania.
E' sicuro?
Se provate l'esperienza del dormire nella savana in tenda, nel mezzo del nulla più totale, come disse la nostra guida "siamo nelle mani di Dio". Raramente le guardie girano armate se non di semplici bastoni. Alcune piccole accortezze garantiscono comunque la sicurezza di tutto il campo (fin dove è possibile): alla sera/notte severamente vietato uscire dalla tenda (gli animali con il scuro sono particolarmente attivi soprattutto i carnivori che sfruttano le basse temperature per muoversi). Se dovete andare in bagno si fa tutto appena fuori la tenda e in velocità. Assolutamente mai lasciare avanzi di cibo. Appena finita la cena o il pranzo pulite subito per non attirare curiosi animali che percepiscono gli odori a chilometri di distanza.

Come fare a risparmiare visti i prezzi?
Quello che incide maggiormente nei costi esorbitanti dei safari (parliamo minimo di euro 750 a testa per due notti) sono la tipologia di alloggio prima di tutto ed il numero dei partecipanti. Se non potete rinunciare ai vostri comfort di casa, i lodge faranno sicuramente la vostra felicità
La tipologia della tenda è quella più economica. Volete mettere però il panorama di stelle che vi aspetta? Molta differenza la fa anche il numero delle persone partecipanti: un tour privato chiaramente costerà molto di più che non un tour di gruppo (per certi versi migliore in quanto avrete la possibilità di condividere emozioni con altre persone anche di altre nazionalità).

Posso farmi la doccia?
I campi tendati sono tutti forniti di bagni in condivisione. Scordatevi l'acqua calda, appoggi su cui mettere le vostre cose, la pulizia delle docce...siamo pur sempre in Africa!!



venerdì 23 agosto 2019

Zanzibar - La spiaggia di Bwejuu.

Spiaggia di Bwejuu, Zanzibar.
Dopo una settimana alquanto estenuante finalmente il dolce far nulla: Zanzibar. Il nome deriva dal persiano zanj che significherebbe "Terra dei neri". Il territorio di Zanzibar è un arcipelago situato nell'Oceano Indiano, di fronte alla costa orientale della Tanzania.
Se la compagnia di bandiera, la Air Tanzania, si perde per strada i biglietti aerei in quanto a loro dire "fatti troppo presto" (febbraio per agosto sarà anche troppo presto) il nostro tassista, trovato tramite Tripadvisor, non si fa pregare e puntualmente lo troviamo fuori dall'aeroporto ad aspettarci (+255 773263385 Rajab, affidabile e sopratutto gentile). 30$ dollari per andare a Bwejuu che è nella costa opposta dell'isola nella parte orientale.
Lo scenario strada facendo non si differenzia molto da quello fin qui visto: baracche costruite lungo un'unica strada piena di buche, polvere e traffico. Scordatevi la bella isoletta tropicale tutta ordinata e pulita. Un posto di blocco della polizia velocemente superato allungando dal finestrino pochi scellini. Africa.
Direzione Bwejuu. E' un piccolo villaggio principalmente di pescatori che non attira ondate di turisti e quindi un'ottima zona per chi vuole godere ancora un po' della vera essenza dell'isola. Forse un po' troppa visto che per arrivare al nostro alloggio siamo costretti a percorrere un sentiero all'interno del villaggio disseminato di buche e polvere.
Spiaggia del Beach Palm Villa, Bwejuu, Zanzibar.
La sensazione di dover passare un'intera settimana praticamente in un paese abitato solo ed esclusivamente da persone locali, seppur ovviamente siamo noi gli intrusi, un po' ci angoscia ma fortunatamente, una volta arrivati con non poche difficoltà, al Beach Palm Villa le cose cambiano radicalmente. Una reception molto carina e curata, alcuni turisti che fanno colazione ed un ragazzo che ci accoglie gentilissimo. Veniamo portati nel nostro bungalow a poche decine di metri lungo la spiaggia dove facciamo la conoscenza della nostra nuova vicina di casa, Loredana, al sesto anno di fila a Zanzibar e quindi una fonte preziosa di informazioni che subito ci tranquillizza sui dintorni e sulla sicurezza del posto, ovviamente con tutti i dovuti accorgimenti. A differenza delle altre zone dell'isola, come ad esempio il paese vicino Paje, Bwejuu conserva ancora quell'aspetto di selvaggio e un po' dimenticato da tutti. I turisti sono veramente pochi sulla spiaggia, i beach boys, assillanti e come le zanzare in altri luoghi, qui sono rari e non particolarmente insistenti. Veniamo fermati ma senza alcuna foga di vendere qualche tour. Due chiacchere al volo e via.
Le giornate trascorrono tra colazioni abbondanti, birre, sigarette e cene di pesce al Sahari, ristorante poco distante lungo la spiaggia. Verso tardo pomeriggio la spiaggia si affolla magicamente di persone. I pescatori al largo, vista la bassa marea, ed i ragazzi che si sfidano a calcio in squadre indistinguibili per noi e con un numero spropositato di partecipanti. Peccato per le alghe che in questa zona solitamente si presentano a maggio. Occhio inoltre ai ricci di mare che con la bassa marea sono presenti in abbondanza. Ovviamente per chi vuole movimento e caos la meta non è consigliabile.
Spiaggia di Nakupenda, Zanzibar.
Tra le escursioni sicuramente da fare per interesse e prezzo, Nakupenda. Dura tutta la giornata dalle 8 del mattino fino indicativamente alle 18 di sera al costo di 50$ a persona (i prezzi dei safari sono solitamente fissi se prenotati in spiaggia).
Chiaramente la lingua di sabbia ad agosto sparisce completamente da quanti turisti vi si accalcano. Trasporto al porto andata e ritorno, pranzo di pesce in spiaggia (a base di polpo, aragosta, cicala e patatine), visita a Prison Island e tour di circa un'ora di Stone Town dove si può ammirare, tra le altre cose, la casa nativa di Freddy Mercury. La città è caratterizzata da un labirinto di vicoli dove le automobili sono inutilizzabili nella maggior parte delle vie interne. Moschee, chiese, mercato della frutta verdura e delle spezie, mercato del pesce...le cose da vedere non mancano. 

mercoledì 21 agosto 2019

Tanzania - Safari tra il Serengeti e il cratere del Ngorongoro.

Nel parco del Serengeti, Tanzania.
E arriva finalmente il momento di partire. Safari organizzato grazie a Suricata Safaris dopo una lunga ricerca in internet. 
Euro 1.170 in due persone per tre giorni e due notti (mance escluse). Pagamento del 20% in acconto tramite bonifico al momento della prenotazione ed il saldo in contanti il giorno prima dell'inizio del safari.
Ritrovo ore 6 con pick up all'ostello e puntualmente il furgoncino con Rafael alla guida arriva. Breve sosta per far salire altri turisti e via...direzione campo base.
Arrivo dopo un'ora e mezza ad un campo tendato dove veniamo accolti da "Mami" che sarà la nostra cuoca in questi giorni con una colazione internazionale da paura.
Dopo un breve ambientamento i ragazzi dello staff iniziano a caricare il Freeland che ci accompagnerà in questa avventura con viveri, tende, pentolame vario e tutto ciò che serve per il campeggio. L'attesa è abbastanza lunga per queste operazioni ma trascorre tra risate e fotografie. Finalmente si parte.
Retro della macchina del Safari.
Pronti via e capiamo subito che il viaggio in macchina per raggiungere il Serengeti, viste le pessime condizioni della strada, sarà alquanto turbolento.
La pianura del Serengeti è una regione di circa trenta mila chilometri quadrati costituita da prateria, savana e boschi situata in Africa Orientale. La parte settentrionale appartiene al Kenya e quella meridionale (circa l'80%) alla Tanzania. Si stima che sia abitata da circa un milione e mezzo di erbivori e migliaia di predatori.
Arriviamo dopo un paio d'ore all'ingresso del parco dove il driver sbriga alcune pratiche burocratiche e così ci da il tempo di fare una breve sosta.
Una volta entrati la prima parte del parco è abitata principalmente da Masai e dai greggi di capre che pascolano liberamente confuse tra qualche gazzella ed alcune zebre. Non ci si può non chiedere come un uomo possa vivere in questo ambiente desolato ed arido. I masai sono tradizionalmente pastori e la loro cultura gravita intorno la cura del bestiame. Non passa molto ed iniziano a comparire le prime giraffe.
Dopo aver percorso i primi tracciati battuti (severamente vietato guidare al di fuori) finalmente iniziamo a far sul serio, i leoni. Questi felini possono arrivare a pesare fino a 250 kg, vivono in branco e mangiano fino a 5 kg di carne al giorno. Averli a pochi metri è emozionante. Imbarazza come gli animali siano totalmente indifferenti alla nostra presenza.
Cucciolo di leone in attesa del branco.
Pozza con ippopotami.

La giornata prosegue tra avvistamenti e il male al sedere per il lungo tragitto ed al tramonto arriviamo al campo tendato dove, con l'aiuto del driver, montiamo la tenda che sarà il nostro unico rifugio per la notte. A domanda diretta se qualcuno controlla l'eventuale girovagare degli animali, ci viene risposto "siamo nelle mani di Dio". Simpatico.
La serata trascorre con una deliziosa cena e poi tutti via a letto. Le regole del campo sono semplici: la notte non si esce punto. Alla mattina sveglia prima dell'alba dove l'oscurità più totale non ci fa vedere nulla e, tra una mangusta trovata in bagno ed alcune iene che ci girano intorno si riprende la marcia per altri avvistamenti. Alcuni ghepardi in pieno pranzo con un branco di avvoltoi da far da contorno, un leopardo nascosto che ancora mi chiedo come abbiano fatto a vederlo, leoni in procinto di accoppiamento, gazzelle a non finire ed una distesa di ippopotami nelle poche pozze d'acqua rimaste e la mattinata vola.
Distesa del cratere del Ngorongoro, Tanzania.
Verso le 14 rientriamo al campo per il pranzo e subito dopo partenza per il Ngorongoro. Visto le ore che separano i due luoghi ci godiamo il paesaggio esterno e puntiamo direttamente al nuovo campo tendato dove passeremo la notte. Le condizioni a livello di polvere in macchina sono a dir poco pietose. Facciamo nel mentre la conoscenza di altri turisti italiani che nel condividere le rispettive esperienze ci invidiano la cuoca.
Giraffa nel Serengeti, Tanzania.
Alla mattina solita sveglia alle 5.30, questa volta con un freddo allucinante (circa 8° gradi) e dopo un rapido caffè partenza verso il cratere del Ngorongoro. La strada anche qui è alquanto proibitiva.
Pronti via e subito un branco di leoni che dormono. La giornata si rivela subito proficua avvistando immediatamente, seppur da lontano, l'animale più raro da vedere: il rinoceronte nero. In Africa nel 1970 questi animali erano circa 160 mila mentre ormai da molti anni si sono ridotti notevolmente al di sotto delle 10 mila unità per colpa della caccia da parte dell'uomo.
Il cratere del Ngorongoro si trova a 2.200 metri sul livello del mare e misura oltre 16 chilometri di diametro. La concentrazione di fauna è impressionante: si calcola che sia abitato da oltre 25 mila animali di grossa taglia.
Gli avvistamenti non si contano ormai più. Mandrie di bufali, gnu, giraffe, gazzelle...uno spettacolo.
Passa anche questa mattinata e facciamo rientro al campo per il pranzo. Dopo un po' ripartenza al primo campo tendato dove ritroviamo Rafael che ci riaccompagna in ostello tra ancora lo stupore e l'emozione negli occhi.


GUARDA I VIDEO DEL SAFARI








martedì 20 agosto 2019

Tanzania: arrivo a Dar Es Salaam e trasferimento ad Arusha.

Dar Es Salaam è la più grande città della Tanzania, il principale polo economico ed il primo porto del paese. Il nome viene spesso abbreviato in Dar e la popolazione locale usa comunemente anche il nomignolo di Bongo. In passato la città era chiamata Mzizima. Pur avendo perso lo status di capitale nel 1996, formalmente sostituita da Dodoma, Dar Es Salaam ospita tuttora la maggior parte delle funzioni amministrative del paese, oltre ad essere capoluogo della regione omonima.
In viaggio verso Arusha, Tanzania.
Una volta atterrati le pratiche per il visto d'ingresso sono alquanto lente considerata la nessuna fretta da parte del personale dell'immigrazione. Pagati i 50$ non vi sono difficoltà a trovare un taxi all'uscita dell'aeroporto in quanto, i tassisti come avvoltoi, sono stanziati a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Dopo una breve contrattazione, senza troppe perdite di tempo, al costo di 30$ ci dirigiamo verso la fermata dei bus di Ubungo Bus Station che dista all'incirca una mezz'ora di macchina.
Nonostante siano le 4 di mattina la città è estremamente viva e le strade brulicano di persone a piedi che attraversano correndo da una parte all'altra, moto che sfrecciano da tutte le parti e macchine che si superano in continuazione. L'arrivo alla stazione è a dir poco uno shock. Decine e decine di pullman con centinaia di persone che aspettano e girovagano senza un'apparente meta. Nulla ha un senso in quello che ci circonda se non un estremo caos. Il taxi di ferma in mezzo a tutto questo ma, fortunatamente, dopo svariati solleciti di portarci esattamente davanti al nostro pullman, si riesce a capire che in realtà il posto è sbagliato. Ci spostiamo di un km e magicamente compare il pullman riportato nel biglietto acquistato online al costo di 25$, Luxury Bus Coach.
Ubungo Bus Station, Dar Es Salaam.
Smontiamo ancora un po' increduli di dove siamo ma riusciamo a capirci con l'autista e montiamo nel bus. Direzione Arusha. Iniziano le 11 ore di viaggio tra la stanchezza e lo sconcerto di quello appena vissuto. L'alba inizia a farsi strada e piano piano anche i dettagli di ciò che ci circonda delineano la tipica atmosfera africana. Bimbi lungo la strada impolverata e piena di buche che giocano con il nulla, baracche costruite a fianco a fatiscenti costruzioni in cemento pericolante, decine e decine di attività commerciali, se si così si possono definire, e la vita dei residenti che sembra scorrere lentamente e senza particolari pensieri. Gli occhi si fanno pesanti e per alcune ore la realtà fa spazio ai sogni. 
I nostri compagni di viaggio, tutti di colore, sembrano guardarci con una certa curiosità ma con il passare del tempo diventiamo indifferenti ai loro occhi. Ci vengono offerte delle bottigliette di acqua e delle caramelle che accettiamo di buon grado. Ai due stop che spezzano il viaggio venditori di ogni tipo con scatoloni colmi di cibarie e cose dubbie appoggiate sulle testa battono i vetri del pullman per attirare la nostra attenzione e cercare di venderci qualcosa. La ripartenza sembra sempre una liberazione.
Le ore scorrono e la strada tra dossi, frenate brusche e pochissime curve viene lasciata alle spalle.
Una delle strade della città di Arusha.
Puntualmente alle ore 17 arriviamo ad Arusha. La principale attività economica della regione è l'agricoltura, con grandi piantagioni di vegetali e fiori da cui si esportano prodotti di alta qualità verso l'Europa. La micro agricoltura è stata colpita duramente dalla crisi del caffè ed è quasi esclusivamente agricoltura di sussistenza. Nella zona di Arusha si trovano anche diversi stabilimenti industriali che producono birra, pneumatici e farmaci. A causa della sua posizione strategica fra i principali parchi della Tanzania è meta di molti turisti. Abbiamo qualche timore di non trovare un taxi ma anche qui veniamo sorpresi direttamente dentro al bus da alcuni tassisti che si contendono la nostra attenzione.
Fortunatamente l'ostello Meru House Inn dista pochi chilometri e lo raggiungiamo in poco tempo. Se anche qui speriamo di trovare qualche turista che ci possa dar manforte rimaniamo delusi. Due puntini bianchi in mezzo ad una marea nera.
Sistemiamo le valigie e decidiamo di uscire a comprare qualcosa. Appiccicati l'uno all'altra non trascorrono più di due minuti prima che veniamo avvicinati da venditori di ogni tipo che riusciamo a schivare stile Matrix. Ma a Massimiliano e Matteo non si scappa. Iniziano a seguirci mentre noi, chiaramente girando a caso, cerchiamo di scollarceli di dosso. Decidiamo di sfruttarli a nostro vantaggio per raggiungere un supermercato senza ulteriori fastidi. Finiamo in un negozietto di dieci metri quadrati dove i prodotti hanno due centimetri di polvere attorno. Paghiamo il conto ovviamente gonfiato. Dopo un po' decidiamo di salutare i nostri due nuovi amici con una piccola mancia per averci scortato tra le vie della città. Una breve cena a base di snack e si crolla a letto in attesa della mattina successiva e la partenza per il safari.

venerdì 15 marzo 2019

Tanzania - I preparativi per un viaggio fai da te.

Centro di Arusha, Tanzania.
Non c'è cosa migliore di un viaggio e non c'è cosa migliore di un viaggio da organizzare nei minimi particolari, giorno dopo giorno, passo dopo passo.
Innanzitutto il volo. Vi sono varie possibilità per risparmiare, sopratutto decidere con cura la destinazione è fondamentale visti i molteplici aeroporti nel paese. La scelta cade con partenza da Venezia e arrivo a Dar Es Salaam, che è la più grande città della Tanzania, il principale polo economico ed il primo porto del paese. Pur avendo perso lo status di capitale nel 1996, formalmente sostituita da Dodoma, ospita tuttora la maggior parte delle funzioni amministrative del paese, oltre ad essere capoluogo della regione omonima.
Repubblica Unita di Tanzania, Centro Africa.
Come prima destinazione appena sbarcati, Arusha, una delle città principali a nord ovest del paese da prendere come base per i grandi parchi africani. Piccolo inconveniente raggiungerla. La via più economica, fortuna a parte di trovare aerei a poco, è il pullman, che dal centro di Dar Es Salaam alla nostra destinazione impiega la bellezza di 15 ore. Il costo però si aggira sui 25 dollari a persona. Se non si ha particolare fretta e si vuole iniziare ad ambientarsi sicuramente da provare.
Prenotare un ostello per riposarsi a prezzi irrisori e il giorno successivo partire per un safari di tre giorni. Emozionante solo a scriverlo. Serengeti e cratere del Ngorongoro gli obbiettivi. Il dormire in tenda in mezzo alla savana la sfida. Le compagnie che offrono questo tipo di servizio sono le più disparate, meglio se compagnie locali, e per tutte le tasche (anche se meno di 600 euro a testa per due notti non si possono spendere).
Superata anche questa, volo diretto a Zanzibar da Arusha per una settimana di totale relax tra mare, sole ed escursioni.


martedì 28 agosto 2018

Istria - Da Umago a Rovigno passando per Porec.

Valentino cocktail & Champagne bar, Rovigno.
La Croazia con i suoi oltre 5.000 km di coste e 1.185 isole è una meta ideale per gli appassionati di mare. Spiagge incantevoli, tipici porti che mantengono il fascino di un tempo, baie solitarie dove trovare tutti i comfort e divertimenti insieme a città piene di arte, vivaci centri culturali che offrono moltissime attrattive, a due passi dalla costa. La lingua ufficiale è il croato ma nelle principali zone turistiche si parla italiano senza alcun problema mentre la moneta nazionale è la kuna (un euro sono circa 7,30 kune), facilmente cambiabile nei principali centri cittadini, dove gli Exchange sono una miriade e più o meno hanno la stessa convenienza di cambio.
Vista la vicinanza e l'improvvisata delle ultime settimane la scelta ricade sulla penisola Istriana velocemente raggiungibile in macchina.
vignetta slovenia autostrada
Fac simile vignetta.
Prima di tutto occhio alla "vignetta". Si tratta sostanzialmente del pedaggio che bisogna pagare per utilizzare l’autostrada in Slovenia, così come succede in Austria. E’ materialmente un bollino autostradale che si attacca al parabrezza per non incorrere nelle salatissime sanzioni che vanno da 300 a 800 euro.  In Slovenia non ci sono i caselli o perlomeno non sono attivi, si entra in autostrada solo se hai il bollino. La vignetta si attacca sul parabrezza dall’interno, dietro lo specchietto retrovisore, ma visibile dall’esterno. Quando si acquista il rivenditore dovrebbe “annullarla” inserendo con dei forellini la data di inizio.
La vignetta si acquista nei punti vendita al confine o negli Autogrill italiani in prossimità del confine stesso. Il costo è di 15 euro per una settimana (7 giorni quindi se la attivate il sabato vi scade il venerdì successivo), parliamo di automobili e di 30 euro per un mese. L’unico modo per andare in Croazia, passando dalla Slovenia senza dover acquistare il bollino è quello di non fare l’autostrada.
Visuale spiaggia dall'interno della pineta, Umago.
Una volta superata la dogana slovena, che comporta il controllo molto veloce dei documenti (non altrettanto si può dire per la colonna infinita di macchine soprattutto in agosto), la prima tappa è Umago che si raggiunge in un quarto d'ora di macchina.
Il centro è piccolo, con una piazza principale turistica, ma vi è una discreta varietà di bar e locali. Nulla di eccezionale comunque da perderci chissà quanti giorni se no per una breve sosta. Per il pernottamento consiglio l'appartamento Kalender, che dista circa 600 metri dal centro del paese, pulitissimo e a misura di coppia, con parcheggio pubblico vicinissimo alla struttura.
Per le spiagge principali vi rimando a questa pagina (spiagge Umago). 
Una delle spiagge di Porec raggiungibile in auto.
Tappa successiva Porec, che si raggiunge in poco più di mezzora di macchina. Qui la musica decisamente cambia.
Un centro molto più grande, negozi a dismisura, ristoranti e bar che si susseguono l'uno dopo l'altro. Vincitrice di numerosi premi internazionali, Poreč (detta anche Parenzo) è una vera star del turismo croato. Questa città dalla storia millenaria ha infatti sviluppato un’industria del turismo di straordinario successo, che ha saputo conquistarsi le simpatie di vacanzieri non solo italiani e tedeschi, ma di tutta Europa.
Non mancano interessanti attrazioni ed eventi, come la stupenda Basilica Eufrasiana e i suoi mosaici dorati, i resti del Tempio di Nettuno risalente al II secolo, l’annale di Parenzo, una longeva rassegna collettiva di arte contemporanea che viene organizzata nella sala della Dieta istriana ad agosto e molto altro ancora.
Per la sua posizione Poreč è una base ideale per visitare altre famose attrazioni turistiche della Croazia: l’arena di Pola è a soli pochi km, mentre il parco di Plitvice con le sue stupende cascate si può facilmente raggiungere con una gita in giornata.
Per le spiagge vi rimando a questa pagina (spiagge Porec).
Spiaggia a Rovigno.

Ultima tappa Rovigno, a mio avviso la migliore delle tre. Una leggera passeggiata di mezzora è sufficiente per visitare le tre vie rovignesi più note: la Carrera, stracolma di negozi e piccole gallerie d’arte, la graziosissima Bregovita ulica, e l’immancabile Grisia, famosa per la sua tradizionale mostra d’arte all’aperto. Imperdibile la chiesa di Sant’Eufemia che è il maggiore edificio barocco dell’Istria, ed il suo campanile è l’edificio più alto di Rovigno. Da esso si protende una magica veduta che abbraccia la città intera e l’arcipelago che la circonda. Il campanile della chiesa, sormontato da una statua dorata raffigurante Sant’Eufemia, è una fedele copia del campanile della basilica di San Marco a Venezia. La statua funge da segnavento, indicando la direzione del vento con la sua mano destra.
Centro di Rovigno al tramonto.
Dal porticciolo turistico sulla Riva Pino Budicin troverete numerose imbarcazioni che offrono tour per mare da un’ora fino all’intera giornata, inclusi gli avvistamenti dei delfini.
Per le spiagge vi rimando a questa pagina (spiagge Rovigno).
Generalmente, dal punto di vista culinario, valevole per tutte e tre le località, la birra è estremamente conveniente a discapito di qualsiasi altro alcolico: 3 euro scarsi per una birra media. Il vino, nonostante la Croazia proponga una buona offerta, al ristorante è di qualità scarsa. Il cibo, soprattutto il pesce, costa circa un 20% in meno rispetto all'Italia ma anche qui bisogna essere estremamente fortunati a non incappare in truffe nei posti tipici da turisti che affollano il centro. Mal che vada qualche piatto al grill si va sul sicuro essendo uno dei cavalli di battaglia del paese. A Rovigno sicuramente da provare il Tugurio che offre una spettacolare porchetta.
La costa istriana per chi vuole godersi la pace delle spiagge, buon cibo, senza spendere esageratamente e senza troppe pretese festaiole per la sera fa sicuramente al caso vostro.