mercoledì 25 maggio 2016

Patente internazionale. Quando serve e come farla.

Iniziamo intanto a distinguere le varie tipologie:

1- Il permesso internazionale
E' necessario per guidare in quei paesi che non siano firmatari delle medesime Convenzioni internazionali ratificate dall'Italia. E' rilasciato dall'Ufficio Provinciale della Direzione Generale della Motorizzazione Civile del luogo di residenza del richiedente, previa esibizione della patente di guida in corso di validità.

2 - La delega a condurre.
Quando si va all'estero guidando un veicolo di cui non si è proprietari, è consigliabile avere una delega a condurre del proprietario con firma autenticata.

3 - La carta verde.
E' il certificato di assicurazione internazionale che permette ad un veicolo di entrare e di circolare in un paese estero essendo in regola con l'obbligo dell'assicurazione RCA (Responsabilità Civile Auto). I residenti in Italia possono richiederla al proprio assicuratore RCA. Non è necessaria nei paesi dell'Unione Europea e in molti altri.

4 - Il Carnet de Passages en Douane.
E' il documento internazionale, obbligatorio in molti paesi del mondo, che permette di importare in regime di franchigia doganale e per un tempo limitato, veicoli privati e commerciali. E' rilasciato dall'Automobile Club d'Italia, tramite molti Automobile Club Provinciali.  

5 - La patente internazionale
La patente italiana è sufficiente per guidare in tutti i Paesi dell'Unione Europea, negli altri Paesi europei (ad esclusione della Federazione Russa) e in diversi Paesi extra-europei. Per la maggior parte dei Paesi extra-europei è invece richiesto un permesso internazionale di guida che non può essere utilizzato autonomamente, ma deve essere sempre accompagnato dalla patente nazionale in corso di validità.
Le convenzioni internazionali in materia prevedono due distinti modelli di patente internazionale: il modello "Ginevra 1949" e il modello "Vienna 1968".  Entrambi i permessi internazionali di guida sono attualmente ottenibili in Italia ; il modello "Vienna 1968"  ha una validità di 3 anni, mentre quello "Ginevra 1949" ha una validità di 1 anno, sempre nei limiti della validità della patente nazionale. Alcuni Paesi (ad esempio  Stati Uniti) riconoscono validità unicamente alle patenti internazionali conformi al modello "Ginevra 1949".
La richiesta di permesso internazionale di guida va presentata agli Uffici periferici del Dipartimento per i Trasporti Terrestri (DTT) compilando l'apposito modello in distribuzione presso gli Uffici stessi.
Le modalità per presentare la domanda sono descritte sul sito del
Ministero dei trasporti.

Procedura e documentazione da presentare:
• domanda su modello TT 746
• attestazione del versamento di € 10,20 sul c/c 9001 (bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione)
• attestazione del versamento di € 16 sul c/c 4028 (bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione)
• marca da bollo da € 16
• due foto recenti, di cui una autenticata
• fotocopia fronte-retro della patente di guida in corso di validità
Al momento della consegna del documento occorre presentare in visione la patente di guida in corso di validità.

I tempi di rilascio vanno dai 10 ai 20 giorni ma in alcune motorizzazioni si può arrivare anche ad un paio di giorni.

mercoledì 13 aprile 2016

Passaporto - come fare.

Primo passo fondamentale per qualsiasi viaggio è ovviamente fare il passaporto. E' rilasciato da tutte le Questure in Italia ed, all'estero, dalle rappresentanze diplomatiche e consolari ai cittadini italiani e per i maggiorenni ha durata decennale. Alla scadenza della validità, riportata all'interno del documento, non si rinnova ma si deve richiedere l'emissione di un nuovo passaporto.
Per i minori è ora previsto che siano tutti dotati di un passaporto individuale. Pertanto non è più possibile richiedere l' iscrizione del figlio minore sul passaporto del genitore.
 
Come e dove presentare la domanda
Collegandosi al sito https://www.passaportonline.poliziadistato.it è possibile richiederlo online e poter prenotare ora data e luogo per presentare la domanda eliminando le lunghe attese negli uffici di polizia.
Per la richiesta di passaporto all'estero i cittadini italiani devono visitare questa pagina del ministero Affari Esteri  http://www.esteri.it/MAE/IT/Italiani_nel_Mondo/ServiziConsolari/Documenti_di_Viaggio/.
 
La documentazione da presentare:
  • il modulo stampato della richiesta passaporto;
  • un documento di riconoscimento valido;
  • 2 foto formato tessera identiche e recenti (chi indossa occhiali da vista può tenerli purché le lenti siano non colorate e la montatura non alteri la fisionomia del volto - inoltre lo sfondo della foto deve essere bianco); 
  • la ricevuta del pagamento a mezzo c/c di € 42.50 per il passaporto ordinario. Il versamento va effettuato esclusivamente mediante bollettino di conto corrente n. 67422808 intestato a: Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento del tesoro; La causale è: "importo per il rilascio del passaporto elettronico".
  • Un contrassegno amministrativo da € 73,50 (da richiedere in una rivendita di valori bollati o tabaccaio) . Dal 24 giugno 2014 è abolita la tassa annuale del passaporto ordinario da € 40,29.
  • Se si ha già un passaporto e se ne richiede uno nuovo a causa di deterioramento o scadenza di validità, con la documentazione deve essere consegnato il vecchio documento. In caso di richiesta di nuovo passaporto per smarrimento o furto deve essere presentata la relativa denuncia.
 
Richiesta di passaporto se si è genitori di figli minori.
Non tutti sanno che se si è genitore di figli minori per richiedere il proprio passaporto è necessario l'assenso dell'altro genitore. Non importa se coniugati, conviventi, separati, divorziati o genitori naturali. Il motivo è ovviamente la tutela del minore. L'altro genitore deve firmare l'assenso davanti al Pubblico Ufficiale (che autentica la firma) presso l'ufficio in cui si presenta la documentazione. In mancanza dell'assenso si deve essere in possesso del nulla osta del Giudice tutelare. Se l'altro genitore è impossibilitato a presentarsi per firmare la dichiarazione di assenso, il richiedente del passaporto, potrà allegare una fotocopia del documento del genitore assente firmato in originale con una dichiarazione scritta di assenso all'espatrio firmata in originale.
 
Consegna del documento
Una volta richiesto il passaporto e consegnata la documentazione completa, a seconda delle questure e del numero delle richieste, il documento può essere rilasciato in pochi giorni se non a vista. E' possibile far ritirare il passaporto da altra persona purché il delegato sia maggiorenne, abbia una fotocopia del documento del titolare del passaporto e una delega legalizzata da un notaio o da un ufficiale dell'anagrafe, scritta in carta semplice.
 
Espatrio con carte di identità.
Sono valide per l'espatrio verso Paesi UE le carte di identità che non rechino sul retro la dicitura NON VALIDA PER L'ESPATRIO. Purtroppo nelle frontiere estere vengono quasi sempre sollevate eccezioni sulla regolarità delle carte di identità rinnovate solo con il timbro. Consigliato pertanto di munirsi di altro documento (es. passaporto) per evitare spiacevoli rifiuti.

Passaporto per gli Stati Uniti.
Potete usufruire del Visa Waiver Program, ovvero del viaggio senza visto. E' necessario: viaggiare esclusivamente per affari e/o per turismo; rimanere negli Stati Uniti non più di 90 giorni; possedere un biglietto di ritorno.  
Si deve richiedere un'autorizzazione al viaggio elettronica, (ESTA -Electronic System for Travel Authorization) prima di salire a bordo del mezzo di trasporto, aereo o navale, in rotta verso gli Stati Uniti. L'Esta è rilasciata online dall'autorità statunitense, previo pagamento di una tassa ($ 14), anche questa pagabile online. Requisito obbligatorio per ottenere l'Esta è il possesso del passaporto elettronico. In mancanza anche di uno dei requisiti elencati per usufruire del programma Visa Waiver Program, è necessario richiedere il visto.
Coloro i quali hanno viaggiato in Libia, Somalia, Yemen, Sudan, Siria, Iran ed Iraq dopo il 1° marzo 2011 devono fare domanda di visto USA in quanto non possono registrarsi con ESTA. Qualora il viaggio sia avvenuto per motivi ufficiali, è possibile registrarsi con ESTA rispondendo alle domande relative al viaggio intercorso dopo il primo marzo in uno dei sette paesi sopra menzionati: in caso di diniego della registrazione ESTA, si dovrà procedere alla domanda di visto USA.
 

mercoledì 6 aprile 2016

Organizza il tuo viaggio - come fare passo per passo.

Ormai le agenzie viaggio a mio modo di vedere potrebbero anche chiudere. Chi si considera un "viaggiatore" nel vero senso della parola non dovrebbe più accontentarsi dei villaggi vacanza che nulla rappresentano il paese che abbiamo deciso di "visitare". Cullati e protetti all'interno di quattro mura caratterizzate da tutti gli agi possibili, giochi aperitivo e serate a tema...ma per carità. E' ora di arrangiarsi ed iniziare a vivere con la gente del luogo, capitare in locali dove l'europeo è visto come una rarità, trovarsi a discutere con persone che di italiano non capiscono nulla e di inglese tanto meno.
Ok ma è così difficile arrangiarsi? Meno di quanto si creda.
Il volo. Fino ad anni fa prenotare un volo aereo sembrava appartenere solamente agli ingegneri della Nasa ora invece, con tutti i siti che abbiamo a disposizione, è diventata è una cosa da uomo della strada. Personalmente inizio a farmi un'idea molti mesi prima rispetto al mese prescelto (se desidero andare via ad agosto non prenoto mai oltre marzo). Un ottimo sito per cominciare a capire di che prezzi stiamo parlando di un volo a/r è Skyscanner o Kayak. Inserisci l'aeroporto di partenza, quello di arrivo, scegli i giorni (le date possono essere precise o puoi scegliere l'intero mese con i prezzi giorno per giorno), il numero di persone ed il gioco è fatto. In un minuto vengono comparati i prezzi di tutte le compagnie aeree per il periodo prescelto. A questo punto, se non abbiamo un andata ed un ritorno obbligati, possiamo giocare con i giorni che costano meno. Molto importante è anche verificare il prezzo in base agli aeroporti di partenza. La differenza può essere consistente ad esempio partire da Milano piuttosto che da Venezia tenendo ovviamente conto dei costi per raggiungere l'aeroporto stesso. Verifichiamo la variazione dei prezzi giornalmente in modo da farsi un'idea dell'andamento e non appena raggiungiamo una cifra che possiamo considerare "adeguata" non ci resta che prenotare. Rilanciamo la ricerca definitiva con le date prescelte. Controlliamo la compagnia aerea e colleghiamoci direttamente al loro sito. A questo punto non ci serve altro che una carta di credito, una mail ed il gioco è fatto. Da stare molto attenti che non sempre il volo che costa meno è anche quello più comodo. Possiamo trovare un viaggio a 400 euro con due scali e 30 ore di percorrenza rispetto ad un viaggio a 500 euro con un unico scalo e 18 ore di percorrenza. Quindi da valutare con attenzione a cosa andiamo incontro.
L'alloggio. A mio parere il sito dal quale, ad oggi, non ho ancora ricevuto alcuna delusione è Booking. Inseriamo la meta, il numero di notti, il numero di ospiti e attendiamo. Possiamo filtrare gli hotel per tipologia (hotel, appartamento, ostello, B & b, casa vacanze), per prezzo, per servizi offerti (wifi, piscina, giardino, colazione, cassaforte, ecc.) e molti altri ancora. Possiamo farci un'idea della posizione, delle foto della struttura, dei commenti di viaggiatori che ci sono già stati. Molto spesso la prenotazione che, richiede una carta di credito, non addebita alcun costo in quanto si paga direttamente una volta arrivati. Da verificare comunque le modalità di pagamento che variano da struttura a struttura. Prima di procedere alla prenotazione verificare comunque su Google la posizione effettiva rispetto ai nostri luoghi di interesse, la tranquillità ed eventuale pericolosità della zona e non guasta qualche altra foto in quanto nulla vieta al proprietario o parenti vari di spacciarsi per viaggiatore e parlare ottimamente della struttura quando di ottimo c'è gran poco.
Ultima cosa...non ci resta che partire!

lunedì 21 marzo 2016

Assicurazione viaggio - Quale scegliere?

Quando gli anni iniziano a passare e l'ingenuità giovanile del "ma cosa vuoi che capiti proprio a me" fa posto al "sicuro mi succede qualcosa" una buona assicurazione viaggio potrebbe togliere, se non tutti, ma molti pensieri. Spendendo cifre non certo proibitive possiamo, tra le altre cose, essere tutelati in caso di cancellazione del viaggio, infortuni avvenuti all'estero, spese mediche sostenute durante la vacanza, il furto del bagaglio e molto altro. Se consideriamo, ad esempio, che in caso di ricovero nei paesi extra Ue i costi che potremmo sostenere possono aggirarsi sulle migliaia di euro allora spenderne qualcuno prima di partire non sarà più una scocciatura ma bensì una ovvia necessità. Ovviamente il mondo assicurativo relativo ai viaggi è uno dei più variegati e scegliere la polizza che più fa al caso nostro non è certo cosa di pochi minuti.
Ma vediamo qualche esempio, tra le più famose:
- Viaggisicurinon è una compagnia assicurativa ma un broker italiano che si appoggia sul gigante tedesco delle assicurazioni ERV. I prezzi proposti sono fortemente connessi alla durata della vostra permanenza. Per questo motivo, riesce ad essere ultra-competitiva soprattutto per viaggi non molto lunghi, di circa 7-10 giorni.
Allianz Assistance: è una compagnia assicurativa che opera in tutto il mondo. Offre delle assicurazioni di viaggio prevedendo il pagamento diretto delle spese mediche in loco.  Inoltre, se avete in programma una vacanza studio piuttosto lunga (per esempio 3 o 6 mesi) è l'unica compagnia assicurativa sul mercato ad offrire dei pacchetti assicurativi appositi per studenti in vacanza studio.
- Columbus Direct: è una delle società più importanti e più utilizzate al mondo specializzata in assicurazioni di viaggio. Viene offerta una copertura medica prepagata oltre al pagamento diretto delle spese mediche in loco. Disponibili pacchetti a prezzi scontati per coppie e famiglie.
- ERV: una compagnia assicurativa specializzata esclusivamente in assicurazioni per viaggi. Offre il pagamento diretto per quanto riguarda le spese ospedaliere e chirurgiche, mentre il rimborso per le altre spese mediche e farmaceutiche. Vasta personalizzazione che si può fare del proprio pacchetto assicurativo, aggiungendo o meno i servizi che servono, che ovviamente fanno alzare o abbassare il costo. Inoltre, per le persone fino ai 29 anni, è disponibile l'assicurazione "Giovani & Studenti" con prezzi molto convenienti, tra i più bassi sul mercato per questa fascia di età.
 Alcuni consigli sembra doveroso fornirli.
1) Non scegliere la polizza meno costosa in quanto molto spesso non è sinonimo di più "vantaggiosa".
2) Le stesse coperture ma con prezzi diversi quasi sempre sono dovute ai diversi massimali coperti da assicurazione che è bene confrontare prima della decisione finale.
3) Leggere con molta attenzione il capitolo "franchigia", cioè la parte che l'assicurazione non copre e che si ripercuote sulle nostre tasche.
4) Informarsi bene prima di partire come eventualmente aprire il sinistro e entro quali tempistiche ciò debba avvenire.
5) Altra cosa fondamentale e di primaria importanza sono le modalità di pagamento e rimborso. Un conto è che sia direttamente la compagnia assicurativa a pagare eventuali sinistri mentre tutt'altra storia è se inizialmente dobbiamo assumerci i costi per poi chiedere il rimborso all'assicurazione in un secondo momento.
6) Prima di decidere a chi affidarsi è comunque buona norma verificare pro e contro nelle varie pagine web di clienti che hanno provato materialmente una o l'altra compagnia.
Infine non ci resta che augurarvi che tutto vada per il meglio!

mercoledì 20 gennaio 2016

Trafalgar Square. La storia.

Visione della piazza vista dal National Museum.
Vignette disegnata alla fermata della metro della piazza.
Sembra una semplice piazza di una grande metropoli come Londra.
Sede del National Museum con importanti quadri di Van Gogh, Picasso, Leonardo, Tintoretto e molti altri e famosa per essere  molto spesso nominata nei più svariati telegiornali.
Nelle guide turistiche e recensioni online viene considerata da tutti
come una meta assolutamente da vedere considerata anche la vista mozzafiato del Big Ben in lontananza.
Poi ci arrivi ed inizi a pensarci un po', vedendo quell'imponente obelisco con alla punta la statua dell'ammiraglio Nelson svettare al centro dello stesso.
Scendi alla fermata della metropolitana ed è l'unica in tutta la città dove vi siano disegni sulle mura che rappresentano l'intera storia di un nome che no, non è semplicemente il nome di una piazza di una grande metropoli.
E chi l'avrebbe mai detto di rimanere coinvolto così tanto nel volere andare fino infondo a scoprire cosa sia realmente tutto ciò e cosa significhi.
"Essa prende il nome dalla celebre battaglia navale di Trafalgar. Il 21 ottobre 1805 la Royal Navy affrontò una flotta combinata franco - spagnola nelle acque dell'Atlantico, al largo della costa sud-occidentale della Spagna, appena ad ovest di Capo Trafalgar, vicino Los Caños de Meca (Cadice). La flotta britannica colse la vittoria navale più decisiva della guerra.
La spettacolare vittoria britannica confermò la supremazia navale che la Gran Bretagna aveva stabilito nel corso del XVIII secolo. Essa fu dovuta in buona misura all'abbandono da parte di Nelson delle tattiche navali ortodosse in uso prevalente durante tutta l'era della navigazione a vela e fino a quel momento, che consistevano nell'affrontare una flotta nemica disponendosi in una singola linea di battaglia parallela al nemico per facilitare la segnalazione in battaglia, il disimpegno e per massimizzare il volume di fuoco sulle aree di destinazione.
Nelson invece divise le sue più ridotte forze in due colonne dirette perpendicolarmente contro la più grande flotta nemica, con risultati decisivi.
Nelson fu ferito a morte da un colpo di moschetto che gli perforò un polmone.
La vittoria britannica di Trafalgar chiuse definitivamente il secolare duello anglo-francese per il controllo degli oceani: Napoleone dovette rinunciare all'invasione della Gran Bretagna, che diventò la padrona assoluta dei mari fino alla prima guerra mondiale. L'ammiraglio Nelson fu celebrato dagli Inglesi come un eroe nazionale; l'ammiraglio Villeneuve, che comandava la compagine francese, liberato alla fine della guerra della terza coalizione, si suicidò per non dover affrontare l'ira di Napoleone".

giovedì 14 gennaio 2016

Weekend a Londra.

Visione di Londra e Big Ben dalla ruota panoramica.
Credo inutile e alquanto azzardato poter provare a dare un'idea di cosa sia Londra vista la grandezza della città e considerata comunque una meta vista e stravista da molti. Alcuni punti però, vedendo anche chi c'era stato già un paio di volte e, ancora si trovava in difficoltà, mi piacerebbe affrontarli.
Capitolo Terravision (per lo spostamento in pullman dall'aeroporto di Standsted a Victoria Station). Da dimenticare decisamente. I biglietti, che si possono acquistare direttamente a Bergamo (ufficio interno all'aeroporto costo 6 pound l'uno per andata e ritorno) .Soppressa la fermata interna all'aeroporto e quindi, all'uscita, bisogna dirigersi sulla destra verso la fine dello stesso dove dei tram arrivano a singhiozzo per il trasferimento alla fermata vera e propria che dista a 10 minuti di strada. Morale della favola vi è un assalto alla baionetta per accaparrarsi i posti altrimenti si aspetta il tram successivo. Mettici che gli orari più economici dei voli Ryanair sono alle 6 di mattina, dopo un viaggio del genere il nervoso inizia a serpeggiare costantemente. Per il ritorno altra barzelletta. Ovviamente a notte inoltrata l'ufficio informazione di Terravision è chiuso e la partenza per tornare all'aeroporto figuriamoci se è la stessa di dove siete stati scaricati all'andata ma dietro in pratica allo stesso condomio e chiaramente per chi non lo sa dovete sperare di trovare qualcuno che alle 4/5 di mattina ve lo spieghi visto che cartelli o segnaletica varia non esiste. Consiglio di spendere qualche pound in più ma appoggiarsi a compagnie più organizzate.
Capitolo Oyster. Dopo tre giorni i miei cari compagni di viaggio dovevano ancora capirci qualcosa. Innanzitutto verificare bene la vostra fermata metro in quale zona si trovi: zona 1, zona 2, zona 3, zona 4, zona 5 o zona 6. Una volta capito (cosa che a noi non è successa) basta recarsi alla biglietteria di Victoria Station o qualsiasi altra biglietteria e chiedere l'abbonamento giornaliero (20 pound per tre giorni) o acquistare, se non la si ha già, la carta stessa al costo di altri 5 pound. Questa può essere utilizzata anche per gli stessi bus (non vengono accettati contanti) al costo di 1,50 pound e può essere caricata come una scheda telefonica in qualsiasi tabacchino o punto convenzionato. Di volta in volta che si striscia vengono scalati i soldi...niente di più semplice.
Capitolo calcio. La più grande delusione presa in ferie. Oltre al costo spropositato per vedere una partita di FA Cup tra Arsenal e Sunderland (una sorta di Coppa Italia) che si aggirava attorno ai 100 pound con i bagarini scatenati all'ingresso, tentare di guardare la partita è alquanto ardua. Oltre al fatto che, attorno allo stadio non ci sono tutti questi pub che mi aspettavo di trovare, aggiungi che su molti l'ingresso è riservato ai supporters di una o l'altra squadra provvisti di tessera del club e quando riesci ad imbucarti supplicando il buttafuori la partita manco la mostrano perché in pratica sono tutti allo stadio. Una tragedia.
Capitolo cambio della guardia. Starebbe bene il detto alla Fantozzi "il cambio della guardia è una cagata pazzesca!". Oltre al fatto del disastro di gente presente, aggiungi che piove quasi sempre e ti vedi questi quattro disperati che strombazzano svariati strumenti musicali e ti passano davanti in un secondo e si infilano dentro il cancello di Buckingham Palace iniziando ad andare avanti e dietro all'infinito. Da vedere due minuti e fuggire considerato che poi l'intera piazza è chiusa dalla polizia.
Meglio girare con contanti o carta di credito?
Onestamente entrambe. Noi cambiavamo 100 euro al giorno, in tre, per le piccole spese del tipo caffè, pagare i bagni (si paga quasi ovunque e non tutti i locali ne sono provvisti) o piccoli souvenir mentre per il resto pagavamo con carta di credito a fronte di una commissione bancaria che comunque non andava oltre i 50/60 centesimi a transazione fermo restando che, al contrario che in Italia, il pos esiste ovunque e viene accettato per qualsiasi tipo di importo.
Capitolo Camden Town. Della serie... lasciatemi li e non venite più a prendermi. Un mondo surreale e totalmente diverso dal resto della città. Mille colori fanno perdere lo sguardo e migliaia di persone si confondono una con l'altra. Oltre ad essere un mercato a cielo aperto con bancarelle una attaccata all'altra, negozi per tutti i gusti e tutti i prezzi, da vedere assolutamente le Stables, vecchie stalle per cavalli trasformate ora in un numero impressionante di mercatini che vendono la merce più disparata. Se poi vogliamo metterci la via dello street food ungherese, thai, cinese, indiano, messicano e malese dove se provi a passare praticamente ti lanciano dietro il cibo per fartelo assaggiare allora ciao proprio. Incredibile scoperta il pollo malese con salsa barbecue carote, cipolla e chissà che altro.

martedì 12 gennaio 2016

Bruxelles...birra e...

Appena pensi a Bruxelles non può che venirti in mente la sede della Commissione Europea, una capitale senza molte pretese se non per fatti di cronaca sul recente terrorismo, fredda e con magari qualche attrazione di cui non hai mai sentito parlare e, invece, una volta arrivati, scopri tutt'altro.
Una città, soprattutto la parte nuova, che mi da la sensazione del cartone animato, tipo una Gotham City buona, senza particolari luci, tutto molto cupo ma allo stesso tempo illuminato e palazzi che sembrano vignette disegnate a mano. Una strana sensazione mai provata.
Menù di patate e stufato accompagnato da birra Chimay
Prima sorpresa, anche se a casa mi avevano accennato già qualcosa, il culto della birra e subito ti accorgi di essere stato un bevitore alquanto ignorante negli anni che non ha mai saputo gustare e soprattutto conoscere a fondo le diverse tipologie esistenti. Tra le tante le più famose sono: Leffe, Chouffe, Orval, Duvel e molte altre.
Ma prima tra tutte, a mio avviso, per bontà e per avermi rapito decisamente il cuore, sua maestà la Chimay.
Esiste in quattro tipologie: Rouge (7%), Bleue (9%), Blanche (8%) e Dorèe (4,8%). Viene considerata una birra trappista (in quanto originaria del monastero di La Trappe) fabbricata da monaci trappisti sotto il loro diretto controllo sia a livello generale di produzione, sia relativamente alla scelta dei processi produttivi oltre allo stesso orientamento commerciale considerando che il 50% del prodotto viene esportato all'estero.
Oltre l'elevato contenuto alcolico e il gusto abbastanza robusto, diverso dalle birre "normali" a cui siamo abituati in Italia, lascia senza parole tutto il contorno fatto di formaggi, patate e stufati da accompagnare alla birra stessa. Cosa che mi ha entusiasmato parecchio.
Non per nulla lo chalé Chimay è stato quello in cui abbiamo fatto il maggior numero di tappe anche per l'estrema simpatia del gestore, Bernard, che parlava oltretutto un ottimo italiano avendo visitato parecchie nostre città.
Da appassionato di cucina mi ha letteralmente lasciato senza parole il modo di cucinare le patate con birra e formaggio. Inizialmente scettico invece ne esce una pietanza fantastica e mai provata prima. Una crema molto dolce che avvolge il salato della patata...top.
Non da meno lo stufato, una sorta di spezzatino nostrano, anche questo cucinato con la birra e vari altri ingredienti di cui il gestore non è riuscito o non ha voluto propriamente spiegarci la ricetta ma non meno buono di tutto il resto.
Cavallo di battaglia rimane comunque il formaggio Chimay, una sorta di taleggio che viene servito a bocconcini da accompagnare alla birra. Presumo, più che per il gusto, per il fatto che berne una senza aver mangiato nulla ti stende dopo la prima. Costo delle birre 5,00 euro (con 3,00 euro di caparra a bicchiere che poi vengono restituiti) per una bottiglia da 0,33 cc. Per lo stufato con le patate 10,00 euro costo del piatto con il gestore poi che allungava sottobanco assaggi di formaggio o patate gratis considerato che dopo tre giorni di nostre visite oggi probabilmente girerà in Ferrari.
Delirium Pub, zona Grande Place.
Altro punto a favore della città sono i locali dove degustare le birre stesse e allo stesso tempo divertirsi. Alcuni molto stile British, con arredi in legno, intimi e caldi come il "bar del paese" dove vai ogni giorno a bere il caffè o le classiche birrerie giganti dove l'alcool e l'entusiasmo scorre a fiumi.
Seconda casa in quei giorni era diventato il Delirium Pub situato a pochi metri dalla Grand Place. Uno dei locali principali della città nonché quello più frequentato che prende il nome dalla birra Delirium Tremens il cui simbolo, l'elefante rosa, fa da decorazione all'ingresso del pub.
Nel 2004 il locale ha inoltre ricevuto il Guinness World Record per la maggior varietà di birre in commercio. L'ingresso da subito l'idea di festa con centinaia di persone, dalla semplice coppia di fidanzati alle comitive di amici, che brindano come non ci fosse un domani.
Le birre tutte di gradazione molto elevata fanno il resto. Piacevole ricordo è l'esserne diventati praticamente padroni la sera dell'ultimo dell'anno con svariati italiani che ci raggiungevano alla nostra postazione per il delirio vero e proprio scatenato assieme ad una comitiva di francesi.
Capitolo cena. Stendiamo un velo pietoso sui classici ristorantini turistici dove i "butta dentro" praticamente ti lanciavano all'interno del locale ed in modo molto scortese, a mio avviso, tentavano di farti sedere, una buona alternativa rimane il classico "sbocconare" qua e la tra i vari chalè con prezzi non eccessivi. Da provare sicuramente quelli che servono le ostriche proprio per il gusto di assaggiarle almeno una volta.
Una nota d'onore va al Pré Salé nella strada parallela dietro i mercatini di Natale. Necessaria la prenotazione ma tutto grazie al nostro grandissimo Pieter problema facilmente risolto. Tavole una affianco all'altra dove lo spazio è alquanto ristretto ma atmosfera molto famigliare e cordiale seppur un po' caotica per la quantità di clienti all'interno. Menù principalmente a base di pesce. La scelta alla fine cade su una pentola a testa di cozze al sugo o in bianco gustosissime con tonnellate di pane da intingere ed il tutto accompagnato da una bottiglia di vino bianco. Costo sui 20,00 euro, 30,00 con la bottiglia e, anche se non si esce completamente sazi, il prezzo vale l'atmosfera e la compagnia. 

martedì 5 gennaio 2016

Capodanno a Bruxelles.

Viale dei mercatini natalizi
Non avendo alcun tipo di aspettativa e non immaginando minimamente a cosa saremmo andati incontro partiamo per la capitale belga. Destinazione più che improvvisata. Mettici il fatto che, la magia dei mercatini natalizi, l'atmosfera di festa e la presenza di numerose persone per l'ultimo dell'anno abbiano aiutato enormemente, ma, Bruxelles voto 10.
Iniziamo da capo. Il costo del volo rispetto a molte altre capitali europee è stato irrisorio: Ryanair per 100,00 euro prenotando con un paio di mesi d'anticipo con partenza da Verona. Aggiungi il parcheggio low cost interno all'aeroporto Catullo a 2,00 euro al giorno e niente niente il costo del viaggio è quello che incide meno rispetto a tutto il resto. Fortunatamente, il nostro caro amico Pieter, ci accompagna presso l'hotel, quindi, per come raggiungere il centro dall'aeroporto e relativi costi vi rimando a questa guida.
Arriviamo in una ventina di minuti in macchina presso il Belvue Hotel  poco fuori dal centro, zona Molenbeek. L'impatto è molto positivo considerando la realtà tra le foto pubblicate in Booking e quello che si presenta ai nostri occhi. Veniamo accolti da un ragazzo molto gentile e disponibile, paghiamo in anticipo 338,00 euro per una doppia con bagno privato per quattro notti (solo pernottamento). La stanza, anche se un po' spoglia, comunque è molto gradevole per non parlare del letto super comodo e del bagno con una mega doccia. Giudizio molto positivo.
Il centro dista a piedi solamente 15 minuti dove ne approfittiamo per guardarci un po' intorno e metterci a nostro agio. Non so se fortunatamente o meno ci imbattiamo inizialmente nei mercatini di natale dove una lunga passerella in legno fa da territorio di numerosissime bancarelle dove si possono trovare le cose più disparate...birre, ostriche, gadget, caffè, grappe, salumi, giocattoli, cappelli, sculture in legno, ecc. Ovviamente il primo in cui fare tappa non può che essere lo chalet della Chimay (birra tipica belga). Nel giro di pochi minuti entriamo subito in confidenza con il gestore, Bernard, che inizia a farci assaggiare il formaggio Chimay (da accompagnare alla birra) e delle patate arrosto cucinate con lo stesso formaggio assieme ad uno stufato a dir poco spettacolare. Come per secondo come non visitare quello della Leffe (altra birra tipica belga) anche qui con formaggio tipico (una sorta di mezzano) e prosciutto crudo tagliato a mano al momento. Titolari simpaticissimi. La pace dei sensi in confronto.

Vino bianco e ostriche.
L'entusiasmo inizia a salire a livelli preoccupanti per trovarci sbronzi (imbriaghi neri suonava male) poco dopo sopra la ruota panoramica che sormonta gli interi mercatini (6 euro per una decina di minuti ma lo spettacolo, vento escluso, ne vale pienamente il costo). Età media 80 anni o coppie...ma poco importa.
Preso coraggio, forse anche troppo, iniziamo a darci alla pazza gioia. Avendo notato, molto sorprendentemente, moltissimi punti in cui vengono servite ostriche e vino bianco, chiaro che, una tappa bisogna farla. Per 6 ostriche, aperte li al momento (numero minimo per un piatto) 12 euro e altri 6 per due bicchieri di vino, 10 se Champagne. Le prime con un po' di limone spettacolari il secondo osceno. Dopo l'ennesima birra ci avviamo a festeggiare il capodanno ma il tema locali verrà affrontato in un secondo momento.


Gran Place, Bruxelles.
Manneken Pis, Bruxelles.




















Il giorno successivo, non propriamente con una forma fisica invidiabile, soprattutto per qualcuno, riprendiamo a girovagare per il centro. Tra svariate chiese e viali talmente grandi da perdere la vista arriviamo finalmente in Grande Place, la piazza principale della città e considerata una delle più belle del mondo. Dal 1998 è stata inserita dall'Unesco nella lista del patrimonio dell'Umanità. Spettacolo più unico che raro. Una melodia riempie l'intero ambiente e nell'aria si libra un'armonia ed un'inspiegabile calma. Il tempo sembra fermarsi. Un gioco di luci rosse, blu, bianche e verdi, che illuminano i palazzi attorno, va a ritmo di musica. Indescrivibile poter spiegare il tutto a parole.
Un po' ad intuito essendo un po' fuori dal centro arriviamo al simbolo della città: la statua del bambino che fa pipì. E' il simbolo dell'indipendenza di spirito degli abitanti di Bruxelles. La sua origine non è stata mai accertata ma leggenda vuole che, un bambino "a suo modo" avrebbe estinto la miccia di una bomba con la quale i nemici volevano dar fuoco alla città. Un 'altra ancora narra di un bambino trovato ad urinare su di un albero durante le fasi cruciali di una guerra e quindi rappresenterebbe il coraggio militare dei belgi.

Atomium, zona Heysel, Bruxelles.
Tra l'Hard Rock Caffè, infiniti negozi di cioccolata e di souvenir altra tappa molto interessante è l'Atomium, simbolo dell'Expo belga del 1958 dedicato alla "Valutazione per un mondo più umano". Ci si arriva tranquillamente in metro (2,50 euro per una singola corsa o 7,50 euro per tutto il giorno) alla fermata dell'Heysel teatro nel 1985 della morte di 39 tifosi durante una finale di Champions League tra Liverpool e Juventus. Lo stadio comunque lasciato completamente alla deriva. Il costo del biglietto è di euro 11,00 per visitare questa enorme struttura. All'interno si trova la descrizione fotografata e cimeli dell'epoca di tutta la manifestazione, nonché tutte le varie fasi della costruzione. Inoltre vi è una rappresentazione stilizzata dei più importanti padiglioni che caratterizzarono l'evento come Stati Uniti, U.r.s.s., Giappone e Brasile. La visita partendo di buon mattino occupa mezza giornata considerando una quarantina di minuti tra andare e tornare in metro.
Molto interessante inoltre la via dello shopping. Un viale circondato da negozi di tutti i generi e tutti i tipi con la marche internazionali più famose e più economiche.

lunedì 14 dicembre 2015

Viaggiare ai tempi del terrorismo.

La filosofia è quella di non lasciarsi condizionare, di vivere in libertà nonostante il pericolo di attentati e, di non cedere alla paura del terrorismo. Viaggiare però, ai giorni d'oggi, deve comprendere qualche accortezza in più.
Chi in questo periodo deve andare in giro per il mondo, lavoro, studio o divertimento poco importa, è meglio che consulti prima di partire i siti utili. A cominciare da quello di porti e aeroporti che si andranno a toccare: di questi tempi, le formalità e i controlli sono molto più lunghi e possono anche presentare inconvenienti minuziosi a cui non si era mai stati abituati. Quindi è meglio anticipare di una ventina di minuti l’arrivo ai check in, soprattutto se avete previsto scali o coincidenze.
Occhio, poi, al bagaglio a mano: ovvero, oltre al peso consentito dalla singola compagnia, anche al corredo ammesso accanto al passeggero. Quindi, bottigliette di saponi, lamette per unghie, dentifricio e così via: insomma bisogna controllare che cosa è permesso e che cosa no. Basta un vasetto innocuo a bloccarvi per un controllo in più.
E’ importante tenere presente che, alcuni utensili o cosmetici, anche se possono sembrare necessari, in realtà si possono acquistare in qualsiasi parte del mondo.
E a proposito di zone del mondo, un passo importante è quello di conoscere i paesi a rischio e per questo consultare al sito della Farnesina Viaggiaresicuri: non soltanto per informarsi, visto che su ogni paese diffonde notizie pratiche e di “sicurezza” ma soprattutto perché permette l’iscrizione al sito in modo da comunicare al Ministero dell’Interno la destinazione e le tratte che verranno compiute dal viaggiatore. Ad esempio: partenza Genova con volo xxx, scalo a Roma, ripartenza per Francoforte all’ora xxx, arrivo e poi treno, pullman fino alla destinazione finale.

giovedì 19 novembre 2015

Grindadràp - La vergogna nelle Isole Faer Oer.

Nel 2015 purtroppo dobbiamo assistere ancora a questo sterminio legalizzato da parte di un paese facente parte dell'Unione Europea: la Danimarca. Nonostante la firma sulla convenzione per la protezione delle specie nei mari avvenuta in Lussemburgo il 21 giugno 2004 questa strage non trova fine. Una ridicola tradizione che va avanti dal 1700 a cui le autorità locali danno pure protezione.



Vedi qui di seguito.
http://www.seashepherd.it/news-and-media/news-100720-1.html

martedì 20 ottobre 2015

Bali - Alcune domande.

1) Quanto costa vivere a Bali?
Può sembrare assurdo dirlo ma non costa veramente nulla abituati ai nostri standard europei. Se oltretutto non siete persone a cui piace l'alcool allora avete trovato il vostro paradiso. Ma facciamo qualche esempio.
Hotel: se non siete dei fans sfegatati del super lusso e dei servizi impeccabili che vi può offrire una sistemazione 5 stelle potrete trovare delle ottime guesthouse o hotel anche per 10/15 euro a notte con servizio di sorveglianza notturna, reception 24 ore su 24, bagno privato e aria condizionata.
Cibo: a differenza della Thailandia dove lo street food ha prezzi ridicoli mentre nei ristoranti comunque si spendicchia un po', a Bali lo street food rimane con prezzi ridicoli ma nei ristoranti difficilmente si va oltre i 10 euro per un secondo, birra e caffè. Diciamo che la varietà di pasti non sarà così grande in quanto le portate principali sono riso, pollo e pesce (non grandi quantità). Se poi volete mangiare per strada allora veramente con un paio di euro cenate anche se ovviamente qualità ed igiene lasciano un po' il tempo che trovano.
Alcool e bevande: capitolo dolente. L'unica cosa che costa veramente. Un vodka tonic o un coca rum essendo tutti i super alcolici di importazione non lo pagherete meno di 5/6 euro su bicchierini davvero piccoli. L'unica cosa che conviene veramente è la birra tipica balinese la Bintang (1,2 euro quella piccola e 2,10 euro la media circa). Una bottiglietta d'acqua da mezzo litro vi verrà a costare un euro mentre per qualche assurdo motivo la Coca Cola costa meno ancora 0,70 euro.
Sigarette: se siete dei fumatori e il vostro unico pensiero sono i 5 euro che spendete qui in Italia siate pronti ad esultare...un pacchetto di Marlboro Rosse 1,20 euro con buona pace della salute.
Mezzi di trasporto e benzina: altro punto a favore di Bali. Come già spiegato nei post precendenti un litro di benzina costa 0,50 euro al litro al distributore o 0,60 per 75 cc nei baldacchini lungo la strada evitando la fila. Per quanto riguarda noleggio scooter con 5/6 euro al giorno avete un 125 un po' scassato con casco annesso e il costo dei taxi è irrisorio anche per grandi distanze.
 
2) Alla sera si può girare tranquillamente senza pensieri?
Problemi particolari o sentori di pericolo non ne ho avuti. Ovviamente le regole basilari da seguire anche a casa propria come il rispetto e il "non andare in cerca" valgono anche qui. A Seminyak che l'abbiamo vissuta maggiormente oltre al tentativo di vendervi le più svariate droghe e qualche simpaticone che prova a spacciarsi da parcheggiatore per fregarvi qualche euro altro non ho visto. Poi se siete a piedi tra taxi e scooter continueranno a suonarvi dietro ogni minuto ma semplicemente per chiedervi se volete un passaggio.
 
3) Vedo ovunque dei vasetti di fiori a terra fuori dai negozi...cosa sono?
I balinesi credono che gli spiriti sono dappertutto, segno che l'animismo è in gran parte alla base della loro religione. Gli spiriti buoni abitano in montagna e portano prosperità al popolo mentre i giganti e i demoni si nascondono sotto il mare e infestano i boschi e le spiagge desolate. La gente vive fra questi due opposti e i loro rituali si sforzano di mantenere una via di mezzo. Questi "contenitori" di fiori non sono altro che delle offerte preparate ogni mattina per rendere omaggio agli spiriti buoni e messe a terra per placare i cattivi.
 
4) Meglio partire con contanti o prelevare nei bancomat appena arrivati?
Come per la Thailandia anche qui vi è un costo di commissione a prelievo indipendentemente dalla cifra prelevata. Circa 4/5 euro a volta. Cosa migliore partire comunque con del contante da cambiare subito in aeroporto per le prime spese per il taxi e poi prelevare se non si vuole girare con troppi soldi in tasca oppure cambiare gli euro nei vari Exchange che ce ne sono ogni 50 metri praticamente.

mercoledì 7 ottobre 2015

Bali - Ubud e Tegalalang.

Oggi è il giorno dell'attesa gita ad Ubud. Decisi di abbandonare temporaneamente le spiagge, zaino in spalla e via verso l'entroterra. Con il ragazzo che ci ha affittato gli scooter (dopo dieci volte che ce lo facciamo ripetere il nome non riusciamo a capirlo) riusciamo a trattare un passaggio per un'intera giornata a 500,000 rupie (circa 30,00 euro in due a cui andranno aggiunte altre 100,000 rupie per la benzina pagata a parte).  Ubud è una cittadina di circa 30.000 abitanti e si trova ad appena 30 chilometri a nord-ovest da Denpasar, la capitale amministrativa, ed è considerata a buon diritto la capitale culturale di Bali. Immersa tra coltivazioni di riso e foreste dove prolifera la presenza dei macachi e punteggiata da numerosi e splendidi templi induisti, per via del recente sviluppo urbano difficilmente si distingue dai villaggi limitrofi, ma mantiene la sua peculiare caratteristica combinata artistica e rurale. Quindi, dopo una mini lezione geografica, siamo pronti a partire. Ritrovo alle 10 fuori dal nostro hotel. La guida deve essere particolarmente impaziente di partire visto che alle 9 è già di vedetta all'ingresso.
Monkey Forest, Ubud con i macachi in piena libertà.
Dopo un paio d'ore di macchina, dovute più che altro al solito ed estenuante traffico intenso (tutta e solo colpa dei cinesi secondo il nostro accompagnatore, evidentemente nemmeno qui riescono a farsi voler bene) arriviamo alla foresta delle scimmie, Monkey Forest. Il caos è molto essendo l'attrazione principale del posto. Veniamo lasciati all'ingresso con ritrovo dopo due ore. Paghiamo 20.000 rupie a testa (circa 1,40 euro) ed entriamo in un ambiente assurdo.
Famiglia di macachi.
Una foresta che ricopre totalmente il cielo sopra di noi con macachi ovunque. Si passa da bestioline di poche decine di centimetri a quelle più grandicelle che tutto ispirano tranne che fiducia. Il tutto comunque è presidiato dai guardiani pronti (se fa per dire) ad intervenire in caso di problemi. Per pochi centesimi è possibile acquistare delle banane da far mangiare al volo stando attenti ad attacchi improvvisati in quanto non sono li certo per soddisfare le risate e i giochi dei turisti ma bensì per abbuffarsi senza tante perdite di tempo. Ammetto che inizialmente l'entusiasmo era molto alto per visitare un posto di cui tanto avevamo letto ma pian piano che passavano i minuti lo stesso andava scemando. Immaginavo una vera e propria foresta dove vagare un po' allo sbaraglio circondati da macachi e vegetazione ma in realtà si tratta "semplicemente" di una specie di zoo di scimmie in libertà (neppure tanto grande) con percorsi asfaltati e ben delineati, bar, servizi igienici. Fatto sta che dopo un'ora usciamo decisi a bere un caffè. Ci aggiriamo un po' li intorno tra negozi di artigianato locale (oggetti d'antiquariato, dipinti artistici, manufatti in legno, souvenir, ecc) ma caldo e afa prendono il sopravvento. Fortunatamente i venditori balinesi non sono della tipologia ossessiva (stile Africa) che ti chiamano, ti urlano dietro o insistono alla morte ma ti lasciano guardare in tranquillità facendosi i fatti loro.
Vista dal ristorante Lunaung Sari.
Troviamo la nostra guida, intenta a parlare con dei colleghi driver, che ci invita a bere un caffè balinese con loro (come già spiegato acqua calda e polvere di caffè mescolata dentro senza alcun filtro). E qui scopriamo che tutto il mondo è paese. Ordinato da lui paghiamo un terzo rispetto a quello che avremmo pagato da umili turisti. Si tratta di una cifra ridicola ma comunque, chiamali scemi. Facciamo due chiacchere con non poca difficoltà ad interpretare il loro inglese ultra stretto e ripartiamo direzione Tegalalang, le tipiche risaie fatte a terrazza di Ubud. Ovviamente, nemmeno il tempo di partire e siamo subito incolonnati nel traffico ma ne approfittiamo per osservarci intorno. La mia personale sensazione è di essere in un paesino appoggiato sopra le nuvole dove tutto ciò che ci circonda è molto piccolo e ristretto rispetto ai grandi spazi delle città ma al di la l'infinito delle foreste sovrasta tutto quanto. Dopo un ulteriore ora scarsa di macchina arriviamo finalmente a destinazione. Non si sa per quale motivo ma si deve pagare una specie di parcheggio (pochi centesimi) che alla fine non esiste. Parcheggiamo quindi lungo la strada stando attenti come sempre a non essere stesi da qualcuno e ci lanciamo a mangiare per evitare ulteriori svenimenti stile Kuta Beach. Pausa al Lunaung Sari, un ristorante con una spettacolare vista risaie dove non esistono le sedie ma ci si siede all'asiatica per intenderci con le gambe incrociate sotto la tavola. Non il massimo della comodità.
La guida molto gentilmente fa preparare la tavola per due ma i sensi di colpa ci assalgono e senza pensarci decidiamo di offrirgli il pranzo. Mi fido di lui: pollo al curry con peperoni condito il tutto come fosse una specie di zuppa. Un po' piccante ma delizioso. Paghiamo (poco più di 5 euro a testa con birra) e ci dirigiamo verso l'ingresso delle risaie. Veniamo subito avvicinati da un vecchietto che li per li sembrava avere 600 anni con il tipico palo in legno per trasportare il riso (da classica foto di rito per il turista medio). Dal primo commento "pensa la fatica che avrà fatto questo nella sua vita" si passa subito ad un "va che pacco di soldi che ha in mano a forza di foto". Comunque con non poca difficoltà, visto anche il terreno alquanto scivoloso, iniziamo a percorrere le risaie tra sali e scendi e turisti intenti a fotografare ogni singola foglia che si muove. Arrivati dall'altra parte della collina il panorama è fantastico. Nonostante vi siano decine e decine di persone non si sente volare una mosca. Ovviamente anche qui trovano il modo per spillarti soldi: ogni tot metri "posti di blocco" con balinese mega sorridente che chiede un'offerta. Dopo un'oretta di camminata decidiamo di tornare indietro e recuperare la guida (che nel mentre avrà fumato un pacchetto di sigarette) per tornare verso casa non prima però di farci accompagnare in un centro commerciale per acquistare qualche souvenir per amici e parenti (stanzone unico grandissimo con scaffali e centinaia di oggetti suddivisi per categoria: bracciali, calamite, animali in legno, vestiti, gioielli, ecc). Dopo altre 3 ore infinite di macchina, rischiando oltretutto di causare una strage con due scooter, arriviamo finalmente a casa. Nove ore di escursione di cui cinque nel traffico sono più che sufficienti!