mercoledì 26 agosto 2020

Il viaggio che non ti aspetti - Next stop: leucemia. La notizia.

E' sempre qualcosa che senti capitare agli altri e oltre a dire "poveretti" altro non fai. Non riesci a metabolizzare una cosa per te così lontana, così poco tua. Eppure quando arriva si abbatte con tutta la sua violenza e con tutta la sua poca gentilezza che, senza bussare, ormai è già dentro di te.
Mi ero sempre chiesto come le persone possano affrontare una malattia, come abbiano la forza di vedere parenti stretti così debilitati da non poter alzarsi dal letto. Ho sempre avuto il terrore di tutto ciò. Forse non lo sanno nemmeno loro...sai che devi farlo punto.
Allora esce una parte di te fin li nascosta, che forse l'essere umano chiama sopravvivenza mentre io le chiamo "palle". Quello che avevi il terrore di sentire ora è la tua quotidianità. Le piccole anzi, le piccolissime cose prendono tutto ad un tratto un valore che prima nemmeno ci facevi caso: il messaggio dell'amico, la chiamata da chi mai te lo saresti aspettato, anche i pochissimi minuti di tranquillità ti sembrano ore e poi di nuovo a combattere, almeno a provarci, almeno a far finta di provarci.
L'affetto di chi ti sta intorno, la commozione della gente quando si sentono dire: papà sta male.
E la vera battaglia dovrà essere con se stesso, prima di tutto con la malattia e poi con le cure...così devastanti così inumane.
Eppure serve quello spirito di sopravvivenza, servono le palle per dire: ce la farò, cazzo se ce la farò.
Dai papà siamo tutti qui.

sabato 21 marzo 2020

Safari in Tanzania - alcune domande.

Ngorongoro, Tanzania.
Per chi non ha alcuna esperienza nell'organizzare un safari o la ritiene una cosa troppo complicata se non addirittura impensabile, ecco alcuni consigli utili per facilitarvi le cose e per muovere i primi passi in un'esperienza che rimarrà indimenticabile.
Inizialmente per farvi una prima idea di che tipo di safari fa per voi è sicuramente il sito safari.com. Possiamo scegliere da qui l'area geografica di nostro interesse, il numero dei giorni, il prezzo indicativo, la tipologia di pernottamento e molto altro ancora.
Esiste nel sito anche un forum, dove può essere inviata qualsiasi tipo di richiesta, senza alcun impegno e senza necessità di prenotare nulla, che nell'arco di poche ore viene evasa dal personale. Chiedete qualsiasi cosa vi passa per la testa anche se banale.

C'è da fidarsi a prenotare tramite sito internet?
Sicuramente guardare qualche commento e recensione prima di procedere alla prenotazione è buona cosa per farsi un'idea a cosa andiamo incontro. Le compagnie che offrono questi servizi sono a decine e tutte indicativamente non si discostano una dall'altra. Vi chiederanno una caparra del 30% da pagare tramite bonifico estero (facilmente fattibile anche online) prima della partenza e il saldo in contanti il giorno prima dell'inizio del safari.

Devo aspettarmi altre spese dal prezzo finale pattuito?
Sicuramente ciò che non è compreso sono le mance al personale (driver, cuoco, guardia, ecc). Consiglio spassionato chiedete prima di partire al titolare quanto sia la cifra congrua e poi agite di conseguenza. Potete anche mettervi subito d'accordo con il personale durante i giorni del safari. Indicativamente sono 20$ al giorno al driver divisi per il numero dei partecipanti. Gli spostamenti, pranzo, cena, acqua durante il giorno, ingresso nei parchi, pernottamento sono tutti inclusi. Simpatico il dover arrangiarsi nel montare la tenda da campo ma un'esperienza sicuramente da condividere.

Campo tendato Serengeti, Tanzania.
E' sicuro?
Se provate l'esperienza del dormire nella savana in tenda, nel mezzo del nulla più totale, come disse la nostra guida "siamo nelle mani di Dio". Raramente le guardie girano armate se non di semplici bastoni. Alcune piccole accortezze garantiscono comunque la sicurezza di tutto il campo (fin dove è possibile): alla sera/notte severamente vietato uscire dalla tenda (gli animali con il scuro sono particolarmente attivi soprattutto i carnivori che sfruttano le basse temperature per muoversi). Se dovete andare in bagno si fa tutto appena fuori la tenda e in velocità. Assolutamente mai lasciare avanzi di cibo. Appena finita la cena o il pranzo pulite subito per non attirare curiosi animali che percepiscono gli odori a chilometri di distanza.

Come fare a risparmiare visti i prezzi?
Quello che incide maggiormente nei costi esorbitanti dei safari (parliamo minimo di euro 750 a testa per due notti) sono la tipologia di alloggio prima di tutto ed il numero dei partecipanti. Se non potete rinunciare ai vostri comfort di casa, i lodge faranno sicuramente la vostra felicità
La tipologia della tenda è quella più economica. Volete mettere però il panorama di stelle che vi aspetta? Molta differenza la fa anche il numero delle persone partecipanti: un tour privato chiaramente costerà molto di più che non un tour di gruppo (per certi versi migliore in quanto avrete la possibilità di condividere emozioni con altre persone anche di altre nazionalità).

Posso farmi la doccia?
I campi tendati sono tutti forniti di bagni in condivisione. Scordatevi l'acqua calda, appoggi su cui mettere le vostre cose, la pulizia delle docce...siamo pur sempre in Africa!!



venerdì 23 agosto 2019

Zanzibar - La spiaggia di Bwejuu.

Spiaggia di Bwejuu, Zanzibar.
Dopo una settimana alquanto estenuante finalmente il dolce far nulla: Zanzibar. Il nome deriva dal persiano zanj che significherebbe "Terra dei neri". Il territorio di Zanzibar è un arcipelago situato nell'Oceano Indiano, di fronte alla costa orientale della Tanzania.
Se la compagnia di bandiera, la Air Tanzania, si perde per strada i biglietti aerei in quanto a loro dire "fatti troppo presto" (febbraio per agosto sarà anche troppo presto) il nostro tassista, trovato tramite Tripadvisor, non si fa pregare e puntualmente lo troviamo fuori dall'aeroporto ad aspettarci (+255 773263385 Rajab, affidabile e sopratutto gentile). 30$ dollari per andare a Bwejuu che è nella costa opposta dell'isola nella parte orientale.
Lo scenario strada facendo non si differenzia molto da quello fin qui visto: baracche costruite lungo un'unica strada piena di buche, polvere e traffico. Scordatevi la bella isoletta tropicale tutta ordinata e pulita. Un posto di blocco della polizia velocemente superato allungando dal finestrino pochi scellini. Africa.
Direzione Bwejuu. E' un piccolo villaggio principalmente di pescatori che non attira ondate di turisti e quindi un'ottima zona per chi vuole godere ancora un po' della vera essenza dell'isola. Forse un po' troppa visto che per arrivare al nostro alloggio siamo costretti a percorrere un sentiero all'interno del villaggio disseminato di buche e polvere.
Spiaggia del Beach Palm Villa, Bwejuu, Zanzibar.
La sensazione di dover passare un'intera settimana praticamente in un paese abitato solo ed esclusivamente da persone locali, seppur ovviamente siamo noi gli intrusi, un po' ci angoscia ma fortunatamente, una volta arrivati con non poche difficoltà, al Beach Palm Villa le cose cambiano radicalmente. Una reception molto carina e curata, alcuni turisti che fanno colazione ed un ragazzo che ci accoglie gentilissimo. Veniamo portati nel nostro bungalow a poche decine di metri lungo la spiaggia dove facciamo la conoscenza della nostra nuova vicina di casa, Loredana, al sesto anno di fila a Zanzibar e quindi una fonte preziosa di informazioni che subito ci tranquillizza sui dintorni e sulla sicurezza del posto, ovviamente con tutti i dovuti accorgimenti. A differenza delle altre zone dell'isola, come ad esempio il paese vicino Paje, Bwejuu conserva ancora quell'aspetto di selvaggio e un po' dimenticato da tutti. I turisti sono veramente pochi sulla spiaggia, i beach boys, assillanti e come le zanzare in altri luoghi, qui sono rari e non particolarmente insistenti. Veniamo fermati ma senza alcuna foga di vendere qualche tour. Due chiacchere al volo e via.
Le giornate trascorrono tra colazioni abbondanti, birre, sigarette e cene di pesce al Sahari, ristorante poco distante lungo la spiaggia. Verso tardo pomeriggio la spiaggia si affolla magicamente di persone. I pescatori al largo, vista la bassa marea, ed i ragazzi che si sfidano a calcio in squadre indistinguibili per noi e con un numero spropositato di partecipanti. Peccato per le alghe che in questa zona solitamente si presentano a maggio. Occhio inoltre ai ricci di mare che con la bassa marea sono presenti in abbondanza. Ovviamente per chi vuole movimento e caos la meta non è consigliabile.
Spiaggia di Nakupenda, Zanzibar.
Tra le escursioni sicuramente da fare per interesse e prezzo, Nakupenda. Dura tutta la giornata dalle 8 del mattino fino indicativamente alle 18 di sera al costo di 50$ a persona (i prezzi dei safari sono solitamente fissi se prenotati in spiaggia).
Chiaramente la lingua di sabbia ad agosto sparisce completamente da quanti turisti vi si accalcano. Trasporto al porto andata e ritorno, pranzo di pesce in spiaggia (a base di polpo, aragosta, cicala e patatine), visita a Prison Island e tour di circa un'ora di Stone Town dove si può ammirare, tra le altre cose, la casa nativa di Freddy Mercury. La città è caratterizzata da un labirinto di vicoli dove le automobili sono inutilizzabili nella maggior parte delle vie interne. Moschee, chiese, mercato della frutta verdura e delle spezie, mercato del pesce...le cose da vedere non mancano. 

mercoledì 21 agosto 2019

Tanzania - Safari tra il Serengeti e il cratere del Ngorongoro.

Nel parco del Serengeti, Tanzania.
E arriva finalmente il momento di partire. Safari organizzato grazie a Suricata Safaris dopo una lunga ricerca in internet. 
Euro 1.170 in due persone per tre giorni e due notti (mance escluse). Pagamento del 20% in acconto tramite bonifico al momento della prenotazione ed il saldo in contanti il giorno prima dell'inizio del safari.
Ritrovo ore 6 con pick up all'ostello e puntualmente il furgoncino con Rafael alla guida arriva. Breve sosta per far salire altri turisti e via...direzione campo base.
Arrivo dopo un'ora e mezza ad un campo tendato dove veniamo accolti da "Mami" che sarà la nostra cuoca in questi giorni con una colazione internazionale da paura.
Dopo un breve ambientamento i ragazzi dello staff iniziano a caricare il Freeland che ci accompagnerà in questa avventura con viveri, tende, pentolame vario e tutto ciò che serve per il campeggio. L'attesa è abbastanza lunga per queste operazioni ma trascorre tra risate e fotografie. Finalmente si parte.
Retro della macchina del Safari.
Pronti via e capiamo subito che il viaggio in macchina per raggiungere il Serengeti, viste le pessime condizioni della strada, sarà alquanto turbolento.
La pianura del Serengeti è una regione di circa trenta mila chilometri quadrati costituita da prateria, savana e boschi situata in Africa Orientale. La parte settentrionale appartiene al Kenya e quella meridionale (circa l'80%) alla Tanzania. Si stima che sia abitata da circa un milione e mezzo di erbivori e migliaia di predatori.
Arriviamo dopo un paio d'ore all'ingresso del parco dove il driver sbriga alcune pratiche burocratiche e così ci da il tempo di fare una breve sosta.
Una volta entrati la prima parte del parco è abitata principalmente da Masai e dai greggi di capre che pascolano liberamente confuse tra qualche gazzella ed alcune zebre. Non ci si può non chiedere come un uomo possa vivere in questo ambiente desolato ed arido. I masai sono tradizionalmente pastori e la loro cultura gravita intorno la cura del bestiame. Non passa molto ed iniziano a comparire le prime giraffe.
Dopo aver percorso i primi tracciati battuti (severamente vietato guidare al di fuori) finalmente iniziamo a far sul serio, i leoni. Questi felini possono arrivare a pesare fino a 250 kg, vivono in branco e mangiano fino a 5 kg di carne al giorno. Averli a pochi metri è emozionante. Imbarazza come gli animali siano totalmente indifferenti alla nostra presenza.
Cucciolo di leone in attesa del branco.
Pozza con ippopotami.

La giornata prosegue tra avvistamenti e il male al sedere per il lungo tragitto ed al tramonto arriviamo al campo tendato dove, con l'aiuto del driver, montiamo la tenda che sarà il nostro unico rifugio per la notte. A domanda diretta se qualcuno controlla l'eventuale girovagare degli animali, ci viene risposto "siamo nelle mani di Dio". Simpatico.
La serata trascorre con una deliziosa cena e poi tutti via a letto. Le regole del campo sono semplici: la notte non si esce punto. Alla mattina sveglia prima dell'alba dove l'oscurità più totale non ci fa vedere nulla e, tra una mangusta trovata in bagno ed alcune iene che ci girano intorno si riprende la marcia per altri avvistamenti. Alcuni ghepardi in pieno pranzo con un branco di avvoltoi da far da contorno, un leopardo nascosto che ancora mi chiedo come abbiano fatto a vederlo, leoni in procinto di accoppiamento, gazzelle a non finire ed una distesa di ippopotami nelle poche pozze d'acqua rimaste e la mattinata vola.
Distesa del cratere del Ngorongoro, Tanzania.
Verso le 14 rientriamo al campo per il pranzo e subito dopo partenza per il Ngorongoro. Visto le ore che separano i due luoghi ci godiamo il paesaggio esterno e puntiamo direttamente al nuovo campo tendato dove passeremo la notte. Le condizioni a livello di polvere in macchina sono a dir poco pietose. Facciamo nel mentre la conoscenza di altri turisti italiani che nel condividere le rispettive esperienze ci invidiano la cuoca.
Giraffa nel Serengeti, Tanzania.
Alla mattina solita sveglia alle 5.30, questa volta con un freddo allucinante (circa 8° gradi) e dopo un rapido caffè partenza verso il cratere del Ngorongoro. La strada anche qui è alquanto proibitiva.
Pronti via e subito un branco di leoni che dormono. La giornata si rivela subito proficua avvistando immediatamente, seppur da lontano, l'animale più raro da vedere: il rinoceronte nero. In Africa nel 1970 questi animali erano circa 160 mila mentre ormai da molti anni si sono ridotti notevolmente al di sotto delle 10 mila unità per colpa della caccia da parte dell'uomo.
Il cratere del Ngorongoro si trova a 2.200 metri sul livello del mare e misura oltre 16 chilometri di diametro. La concentrazione di fauna è impressionante: si calcola che sia abitato da oltre 25 mila animali di grossa taglia.
Gli avvistamenti non si contano ormai più. Mandrie di bufali, gnu, giraffe, gazzelle...uno spettacolo.
Passa anche questa mattinata e facciamo rientro al campo per il pranzo. Dopo un po' ripartenza al primo campo tendato dove ritroviamo Rafael che ci riaccompagna in ostello tra ancora lo stupore e l'emozione negli occhi.


GUARDA I VIDEO DEL SAFARI








martedì 20 agosto 2019

Tanzania: arrivo a Dar Es Salaam e trasferimento ad Arusha.

Dar Es Salaam è la più grande città della Tanzania, il principale polo economico ed il primo porto del paese. Il nome viene spesso abbreviato in Dar e la popolazione locale usa comunemente anche il nomignolo di Bongo. In passato la città era chiamata Mzizima. Pur avendo perso lo status di capitale nel 1996, formalmente sostituita da Dodoma, Dar Es Salaam ospita tuttora la maggior parte delle funzioni amministrative del paese, oltre ad essere capoluogo della regione omonima.
In viaggio verso Arusha, Tanzania.
Una volta atterrati le pratiche per il visto d'ingresso sono alquanto lente considerata la nessuna fretta da parte del personale dell'immigrazione. Pagati i 50$ non vi sono difficoltà a trovare un taxi all'uscita dell'aeroporto in quanto, i tassisti come avvoltoi, sono stanziati a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Dopo una breve contrattazione, senza troppe perdite di tempo, al costo di 30$ ci dirigiamo verso la fermata dei bus di Ubungo Bus Station che dista all'incirca una mezz'ora di macchina.
Nonostante siano le 4 di mattina la città è estremamente viva e le strade brulicano di persone a piedi che attraversano correndo da una parte all'altra, moto che sfrecciano da tutte le parti e macchine che si superano in continuazione. L'arrivo alla stazione è a dir poco uno shock. Decine e decine di pullman con centinaia di persone che aspettano e girovagano senza un'apparente meta. Nulla ha un senso in quello che ci circonda se non un estremo caos. Il taxi di ferma in mezzo a tutto questo ma, fortunatamente, dopo svariati solleciti di portarci esattamente davanti al nostro pullman, si riesce a capire che in realtà il posto è sbagliato. Ci spostiamo di un km e magicamente compare il pullman riportato nel biglietto acquistato online al costo di 25$, Luxury Bus Coach.
Ubungo Bus Station, Dar Es Salaam.
Smontiamo ancora un po' increduli di dove siamo ma riusciamo a capirci con l'autista e montiamo nel bus. Direzione Arusha. Iniziano le 11 ore di viaggio tra la stanchezza e lo sconcerto di quello appena vissuto. L'alba inizia a farsi strada e piano piano anche i dettagli di ciò che ci circonda delineano la tipica atmosfera africana. Bimbi lungo la strada impolverata e piena di buche che giocano con il nulla, baracche costruite a fianco a fatiscenti costruzioni in cemento pericolante, decine e decine di attività commerciali, se si così si possono definire, e la vita dei residenti che sembra scorrere lentamente e senza particolari pensieri. Gli occhi si fanno pesanti e per alcune ore la realtà fa spazio ai sogni. 
I nostri compagni di viaggio, tutti di colore, sembrano guardarci con una certa curiosità ma con il passare del tempo diventiamo indifferenti ai loro occhi. Ci vengono offerte delle bottigliette di acqua e delle caramelle che accettiamo di buon grado. Ai due stop che spezzano il viaggio venditori di ogni tipo con scatoloni colmi di cibarie e cose dubbie appoggiate sulle testa battono i vetri del pullman per attirare la nostra attenzione e cercare di venderci qualcosa. La ripartenza sembra sempre una liberazione.
Le ore scorrono e la strada tra dossi, frenate brusche e pochissime curve viene lasciata alle spalle.
Una delle strade della città di Arusha.
Puntualmente alle ore 17 arriviamo ad Arusha. La principale attività economica della regione è l'agricoltura, con grandi piantagioni di vegetali e fiori da cui si esportano prodotti di alta qualità verso l'Europa. La micro agricoltura è stata colpita duramente dalla crisi del caffè ed è quasi esclusivamente agricoltura di sussistenza. Nella zona di Arusha si trovano anche diversi stabilimenti industriali che producono birra, pneumatici e farmaci. A causa della sua posizione strategica fra i principali parchi della Tanzania è meta di molti turisti. Abbiamo qualche timore di non trovare un taxi ma anche qui veniamo sorpresi direttamente dentro al bus da alcuni tassisti che si contendono la nostra attenzione.
Fortunatamente l'ostello Meru House Inn dista pochi chilometri e lo raggiungiamo in poco tempo. Se anche qui speriamo di trovare qualche turista che ci possa dar manforte rimaniamo delusi. Due puntini bianchi in mezzo ad una marea nera.
Sistemiamo le valigie e decidiamo di uscire a comprare qualcosa. Appiccicati l'uno all'altra non trascorrono più di due minuti prima che veniamo avvicinati da venditori di ogni tipo che riusciamo a schivare stile Matrix. Ma a Massimiliano e Matteo non si scappa. Iniziano a seguirci mentre noi, chiaramente girando a caso, cerchiamo di scollarceli di dosso. Decidiamo di sfruttarli a nostro vantaggio per raggiungere un supermercato senza ulteriori fastidi. Finiamo in un negozietto di dieci metri quadrati dove i prodotti hanno due centimetri di polvere attorno. Paghiamo il conto ovviamente gonfiato. Dopo un po' decidiamo di salutare i nostri due nuovi amici con una piccola mancia per averci scortato tra le vie della città. Una breve cena a base di snack e si crolla a letto in attesa della mattina successiva e la partenza per il safari.

venerdì 15 marzo 2019

Tanzania - I preparativi per un viaggio fai da te.

Centro di Arusha, Tanzania.
Non c'è cosa migliore di un viaggio e non c'è cosa migliore di un viaggio da organizzare nei minimi particolari, giorno dopo giorno, passo dopo passo.
Innanzitutto il volo. Vi sono varie possibilità per risparmiare, sopratutto decidere con cura la destinazione è fondamentale visti i molteplici aeroporti nel paese. La scelta cade con partenza da Venezia e arrivo a Dar Es Salaam, che è la più grande città della Tanzania, il principale polo economico ed il primo porto del paese. Pur avendo perso lo status di capitale nel 1996, formalmente sostituita da Dodoma, ospita tuttora la maggior parte delle funzioni amministrative del paese, oltre ad essere capoluogo della regione omonima.
Repubblica Unita di Tanzania, Centro Africa.
Come prima destinazione appena sbarcati, Arusha, una delle città principali a nord ovest del paese da prendere come base per i grandi parchi africani. Piccolo inconveniente raggiungerla. La via più economica, fortuna a parte di trovare aerei a poco, è il pullman, che dal centro di Dar Es Salaam alla nostra destinazione impiega la bellezza di 15 ore. Il costo però si aggira sui 25 dollari a persona. Se non si ha particolare fretta e si vuole iniziare ad ambientarsi sicuramente da provare.
Prenotare un ostello per riposarsi a prezzi irrisori e il giorno successivo partire per un safari di tre giorni. Emozionante solo a scriverlo. Serengeti e cratere del Ngorongoro gli obbiettivi. Il dormire in tenda in mezzo alla savana la sfida. Le compagnie che offrono questo tipo di servizio sono le più disparate, meglio se compagnie locali, e per tutte le tasche (anche se meno di 600 euro a testa per due notti non si possono spendere).
Superata anche questa, volo diretto a Zanzibar da Arusha per una settimana di totale relax tra mare, sole ed escursioni.


martedì 28 agosto 2018

Istria - Da Umago a Rovigno passando per Porec.

Valentino cocktail & Champagne bar, Rovigno.
La Croazia con i suoi oltre 5.000 km di coste e 1.185 isole è una meta ideale per gli appassionati di mare. Spiagge incantevoli, tipici porti che mantengono il fascino di un tempo, baie solitarie dove trovare tutti i comfort e divertimenti insieme a città piene di arte, vivaci centri culturali che offrono moltissime attrattive, a due passi dalla costa. La lingua ufficiale è il croato ma nelle principali zone turistiche si parla italiano senza alcun problema mentre la moneta nazionale è la kuna (un euro sono circa 7,30 kune), facilmente cambiabile nei principali centri cittadini, dove gli Exchange sono una miriade e più o meno hanno la stessa convenienza di cambio.
Vista la vicinanza e l'improvvisata delle ultime settimane la scelta ricade sulla penisola Istriana velocemente raggiungibile in macchina.
vignetta slovenia autostrada
Fac simile vignetta.
Prima di tutto occhio alla "vignetta". Si tratta sostanzialmente del pedaggio che bisogna pagare per utilizzare l’autostrada in Slovenia, così come succede in Austria. E’ materialmente un bollino autostradale che si attacca al parabrezza per non incorrere nelle salatissime sanzioni che vanno da 300 a 800 euro.  In Slovenia non ci sono i caselli o perlomeno non sono attivi, si entra in autostrada solo se hai il bollino. La vignetta si attacca sul parabrezza dall’interno, dietro lo specchietto retrovisore, ma visibile dall’esterno. Quando si acquista il rivenditore dovrebbe “annullarla” inserendo con dei forellini la data di inizio.
La vignetta si acquista nei punti vendita al confine o negli Autogrill italiani in prossimità del confine stesso. Il costo è di 15 euro per una settimana (7 giorni quindi se la attivate il sabato vi scade il venerdì successivo), parliamo di automobili e di 30 euro per un mese. L’unico modo per andare in Croazia, passando dalla Slovenia senza dover acquistare il bollino è quello di non fare l’autostrada.
Visuale spiaggia dall'interno della pineta, Umago.
Una volta superata la dogana slovena, che comporta il controllo molto veloce dei documenti (non altrettanto si può dire per la colonna infinita di macchine soprattutto in agosto), la prima tappa è Umago che si raggiunge in un quarto d'ora di macchina.
Il centro è piccolo, con una piazza principale turistica, ma vi è una discreta varietà di bar e locali. Nulla di eccezionale comunque da perderci chissà quanti giorni se no per una breve sosta. Per il pernottamento consiglio l'appartamento Kalender, che dista circa 600 metri dal centro del paese, pulitissimo e a misura di coppia, con parcheggio pubblico vicinissimo alla struttura.
Per le spiagge principali vi rimando a questa pagina (spiagge Umago). 
Una delle spiagge di Porec raggiungibile in auto.
Tappa successiva Porec, che si raggiunge in poco più di mezzora di macchina. Qui la musica decisamente cambia.
Un centro molto più grande, negozi a dismisura, ristoranti e bar che si susseguono l'uno dopo l'altro. Vincitrice di numerosi premi internazionali, Poreč (detta anche Parenzo) è una vera star del turismo croato. Questa città dalla storia millenaria ha infatti sviluppato un’industria del turismo di straordinario successo, che ha saputo conquistarsi le simpatie di vacanzieri non solo italiani e tedeschi, ma di tutta Europa.
Non mancano interessanti attrazioni ed eventi, come la stupenda Basilica Eufrasiana e i suoi mosaici dorati, i resti del Tempio di Nettuno risalente al II secolo, l’annale di Parenzo, una longeva rassegna collettiva di arte contemporanea che viene organizzata nella sala della Dieta istriana ad agosto e molto altro ancora.
Per la sua posizione Poreč è una base ideale per visitare altre famose attrazioni turistiche della Croazia: l’arena di Pola è a soli pochi km, mentre il parco di Plitvice con le sue stupende cascate si può facilmente raggiungere con una gita in giornata.
Per le spiagge vi rimando a questa pagina (spiagge Porec).
Spiaggia a Rovigno.

Ultima tappa Rovigno, a mio avviso la migliore delle tre. Una leggera passeggiata di mezzora è sufficiente per visitare le tre vie rovignesi più note: la Carrera, stracolma di negozi e piccole gallerie d’arte, la graziosissima Bregovita ulica, e l’immancabile Grisia, famosa per la sua tradizionale mostra d’arte all’aperto. Imperdibile la chiesa di Sant’Eufemia che è il maggiore edificio barocco dell’Istria, ed il suo campanile è l’edificio più alto di Rovigno. Da esso si protende una magica veduta che abbraccia la città intera e l’arcipelago che la circonda. Il campanile della chiesa, sormontato da una statua dorata raffigurante Sant’Eufemia, è una fedele copia del campanile della basilica di San Marco a Venezia. La statua funge da segnavento, indicando la direzione del vento con la sua mano destra.
Centro di Rovigno al tramonto.
Dal porticciolo turistico sulla Riva Pino Budicin troverete numerose imbarcazioni che offrono tour per mare da un’ora fino all’intera giornata, inclusi gli avvistamenti dei delfini.
Per le spiagge vi rimando a questa pagina (spiagge Rovigno).
Generalmente, dal punto di vista culinario, valevole per tutte e tre le località, la birra è estremamente conveniente a discapito di qualsiasi altro alcolico: 3 euro scarsi per una birra media. Il vino, nonostante la Croazia proponga una buona offerta, al ristorante è di qualità scarsa. Il cibo, soprattutto il pesce, costa circa un 20% in meno rispetto all'Italia ma anche qui bisogna essere estremamente fortunati a non incappare in truffe nei posti tipici da turisti che affollano il centro. Mal che vada qualche piatto al grill si va sul sicuro essendo uno dei cavalli di battaglia del paese. A Rovigno sicuramente da provare il Tugurio che offre una spettacolare porchetta.
La costa istriana per chi vuole godersi la pace delle spiagge, buon cibo, senza spendere esageratamente e senza troppe pretese festaiole per la sera fa sicuramente al caso vostro.


lunedì 7 maggio 2018

Trasporti a Berlino - Welcome Berlin Card.

Città di Berlino.
Una cosa fondamentale da sapere per chi vuole visitare Berlino è sicuramente come poter muoversi in città. Le principali attrazioni, seppur concentrate in centro, a meno che non siate degli appassionati podisti, iniziano ad essere proibitive per chi vuole pensare di spostarsi a piedi. Validissima alternativa alla conclamata bicicletta sono sicuramente i mezzi pubblici.
Metropolitana, linea ferroviaria urbana, autobus e tram vi porteranno a destinazione in maniera comoda, sicura e conveniente.
La rete dei trasporti di Berlino è suddivisa in tre zone: la "zona A" che arriva fino all'anello della S-Bahn e comprende il centro della città; la "zona B" finisce ai confini della città; la "zona C" comprende l'hinterland berlinese (ad esempio gli aeroporti e la cittadina di Oranienburg). In base alle necessità si possono acquistare biglietti combinati per le zone AB, BC e ABC.
La tariffa ordinaria vale per gli adulti, quella scontata per i bambini dai 6 ai 14 anni, mentre i bambini fino a 6 anni viaggiano gratuitamente. I biglietti si possono acquistare presso uno dei numerosi punti vendita della rete BVG o dell'S-Bahn di Berlino o presso i distributori automatici direttamente nella stazione. I distributori automatici sono facili da utilizzare grazie a un menu in 6 lingue (tedesco, inglese, francese, spagnolo, turbo e polacco) e funzionano 24 ore al giorno.
Ma facciamo un po' di chiarezza.
 
S-Bahn
U-Bahn.
U-Bahn e S-Bahn: rispettivamente metropolitana e ferrovia urbana. I treni della U-bahn sono gialli, quelli della S-bahn rosso e ocra. Sono i mezzi più veloci e quasi sempre affidabili per visitare Berlino. Durante la settimana S-bahn e U-bahn chiudono tra l’una e le quattro di mattina, mentre durante il fine settimana viaggiano tutta la notte. 
 
 
Tram.
Tram: trasporto urbano su rotaia in superficie. La rete dei tram si estende quasi solamente in quella che era un tempo Berlino est. La maggior parte dei tram (che si chiamano MetroTram, tutti quelli il cui numero ha la M davanti) viaggia tutta la notte, ma da mezzanotte e mezzo al mattino presto (4,30 o 6,30 a seconda dei giorni) soltanto ogni 30 minuti.

 
Bus.
Bus: la rete di Bus di Berlino è molto fitta. Di giorno viaggiano ogni 10-15 minuti, e sono di due tipi: a uno o a due piani. I bus viaggiano anche la notte, con linee ridotte e con corse ogni trenta minuti. A volte le fermate del bus diurno e di quello notturno non corrispondono, quindi dopo la mezzanotte bisognerà fare attenzione ad attendere alla fermata di una linea „N“, notturno.
 
 
Treno regionale.
Treno regionale: sono treni rossi e grandi, a due piani. Con essi ci si può muovere velocemente fermando solo in poche e importanti stazioni. Ideali per attraversare velocemente la città e per raggiungere l’aeroporto di Schönefeld. Le linee coprono le due direttrici principali nord-sud e est-ovest. Sono estremamente puntuali e maggiormente pattugliati dai controllori al contrario delle altre tipologie di mezzi.
 
Di sicuro interesse per chi ha intenzione di spostarsi spesso e sfruttare a pieno i mezzi pubblici è la Berlin Welcome Card. E' una "tessera" che può essere prenotata e pagata online (o anche direttamente sul posto) e ritirata in precisi punti della città o presso l'ufficio informazioni dei due aeroporti.
In base alle necessità di ciascuno, permette di viaggiare con tutti i mezzi pubblici senza dover continuamente acquistare il biglietto. Ovviamente in base alla durata e alle zone prescelte il costo varia dai 19,90 ai 46,50 euro. Al ritiro dovrà essere obliterata al primo utilizzo e da li decorrono le 48, 72 ore, ecc. in base alla nostra scelta. Inoltre permette di ottenere importanti sconti sulle principali attrazioni, musei, ristoranti e negozi. Verrà comunque rilasciata insieme alla tessera anche la guida della città con l'elenco di tutto ciò a cui abbiamo diritto.

martedì 24 aprile 2018

Weekend a Berlino - Campo di concentramento Sachsenhausen.

Vista ingresso campo dall'interno della struttura.
A mio avviso assolutamente imperdibile se vi trovate nelle vicinanze di Berlino è la visita al campo di concentramento Sachsenhausen. Dista circa 45/50 minuti dal centro della città ed è raggiungibile in metropolitana per poi dover prendere un pullman (fermata subito fuori dalla stazione) dalla cittadina di Orianenburg che, in circa 15 minuti vi porta direttamente all'ingresso del campo. Se in possesso della Berlin Card trasporti già inclusi nel prezzo. L'entrata è completamente gratuita ma di sicuro interesse, anche per capirci qualcosa in più, è prendere l'audio guida al costo di 3 euro al banco informazioni che trovate appena arrivati. E' disponibile praticamente in tutte le lingue. E' possibile poi, previa prenotazione online, avere una guida personale sia per gruppi sia per poche persone.
Incamminandosi verso l'ingresso vero e proprio del campo ammetto che l'ansia e la sensazione di vedere, per la prima volta, qualcosa che ha portato così tanto dolore e sofferenza è particolarmente emozionante.
Forno crematorio originale.
Nel campo tra il 1936 e il 1945 furono rinchiuse più di 200.000 persone di circa 40 nazionalità. I prigionieri furono inizialmente oppositori politici del nazionalsocialismo poi, in numero sempre crescente, appartenenti ai gruppi dichiarati razzialmente e biologicamente inferiori dai nazisti e quindi, a partire dal 1939, un numero sempre maggiore di cittadini provenienti dagli stati europei occupati dai nazisti.
Decine di migliaia di persone morirono di fame, malattie, lavoro forzato, maltrattamenti, oppure diventarono vittime di esecuzioni sistematiche delle SS o di esperimenti medici. Particolarmente toccante è la storia di un ragazzino di 8 anni a cui fu iniettato il batterio della febbre gialla solo ed esclusivamente per vedere gli effetti sul fisico del piccolo. Non mancavano ovviamente le impiccagioni pubbliche in mezzo al campo prevalentemente per punire qualsiasi tentativo di fuga che era praticamente impossibile. Solo un caso nell'estate del 44 andò a buon fine e vide coinvolto un prigioniero aiutato con degli abiti da donna da un ufficiale tedesco.
Nell'autunno del 1941 il crematorio (foto in alto a destra) di Sachsenhausen venne usato per almeno 12.000 prigionieri di guerra sovietici. La popolazione nello stesso anno insorse per l'odore in città divenuto ormai insopportabile. Gli stessi bambini, si narra, chiedevano ai militari tedeschi: "Bruciate anche oggi i russi?".
Ingresso campo "Il lavoro rende liberi".
Sulle porte d’ingresso del campo di concentramento non manca lo slogan infame Arbeit Macht Frei (“il lavoro rende liberi”). Sachsenhausen era destinato ad essere un esempio per gli altri di campi di concentramento, sia per la sua struttura sia per il trattamento dei prigionieri. Il perimetro del campo è quasi un triangolo equilatero; questa forma doveva consentire una visuale migliore dalle torri di controllo. La struttura iniziale fu però abbandonata, quando i prigionieri crebbero e il campo fu ampliato e il muro perimetrale perse la sua struttura per includere questa nuova area.
Obelisco interno al campo.
Con l’avanzata dell’Armata Rossa nella primavera del 1945, il campo di concentramento di Sachsenhausen si preparò all’evacuazione. Fra il 20 e il 21 aprile il personale delle SS obbligò ad una marcia forzata verso est circa 33.000 detenuti. La maggior parte dei prigionieri erano fisicamente esausti e migliaia non sopravvissero a questa marcia della morte. Il 22 aprile 1945 i 3000 detenuti del campo, che furono fatti rimanere, vennero liberati dall’esercito polacco.
L'obelisco fotografato qui a destra rappresenta la liberazione del campo con un soldato russo che abbraccia due prigionieri. Lo scultore dovette rifare e modellare parecchie volti i volti dei soggetti per cercare di rendere nel migliore dei modi possibili la sofferenza e lo sconforto che regnava all'epoca. I 18 triangoli rossi rappresentano poi tutte le nazioni che parteciparono alla sconfitta e cacciata dei nazisti e vuole anche essere un monumento di pace e fratellanza.
Per girare e visitare il tutto con calma senza alcuna fretta ed ascoltando tutto ciò che la guida propone prendetevi mezza giornata abbondante (considerando anche i tempi per raggiungerlo). All'interno è possibile andare liberamente dove si vuole ed osservare anche reperti storici raccolti all'interno del campo e interviste (solo in inglese e tedesco) di ex prigionieri.