lunedì 12 marzo 2018

Confine Aqaba tra Israele e Giordania. Cosa sapere.

Altro tema molto dibattuto nei forum dai quali non sempre ho trovato risposte corrette e precise riguarda il pagamento dei visti e l'attraversamento del confine tra Israele e Giordania di Aqaba. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza.
Confine Giordania arrivando da Eilat.
Arrivando ad Eilat e volendo spostarsi nella vicina Giordania si dovrà pagare una tassa d'uscita da Israele pari a 25 dollari. Appena prima del controllo passaporti vi sarà uno sportello (sulla destra) dove dovrà essere pagata tale tassa e solamente dopo, con ricevuta di pagamento alla mano, si potrà attraversare il confine. Il pagamento può avvenire tranquillamente in euro.
Una volta arrivati al confine Giordano, dopo un primo e sbrigativo controllo passaporto, vi verrà fatta compilare una carta (assolutamente da conservare durante la durata del viaggio) nella quale dovrete dichiarare ovviamente i vostri dati anagrafici, numero e scadenza del passaporto e quanti giorni intendete rimanere nel paese.
Alla frontiera di Arava non è necessario alcun visto richiesto prima del vostro arrivo ne tanto meno il Jordan Pass non è assolutamente obbligatorio per entrare nel paese.
Esiste infatti una legislazione particolare (ASEZ) legata alla posizione di Aqaba sulle coste del Mar Rosso. Il Jordan Pass è di assoluta convenienza per chi entra in Giordania attraverso altre frontiere o atterrando ad Amman, poiché il suo costo è più basso della somma di visto ed ingresso a Petra (70JD contro 40+50JD). Se il vostro programma di viaggio prevede la sola visita a Petra e l’ingresso al Wadi Rum, comprando il Jordan Pass paghereste almeno 20€ in più del necessario. Al contrario, se prevedete di raggiungere Amman e Jerash per visitare altri siti archeologici, il Pass vi farà risparmiare qualcosa.
Confine Israele arrivando da Aqaba.
L’unico caso in cui dovrete pagare il visto al costo di 40JD è quello in cui restiate in Giordania per meno di due notti consecutive, poiché si cercano di scoraggiare i turisti “mordi e fuggi” in arrivo dai resort del Mar Rosso egiziano che visitano Petra in giornata senza quindi sostenere l’industria turistica locale (alberghi e ristoranti).
Riassumendo, questi sono i costi per chi visita la Giordania da Eilat:
- 40JD per chi entra ed esce in giornata o dopo una sola notte in territorio giordano;
- 10JD di tassa d’uscita per chi esce dal Paese dopo 2 notti consecutive;
- 0JD per chi esce dalla Giordania dopo 3 notti consecutive o più.
Altre fonti riportano che il costo del visto vada “anticipato”, ma anche se dovessero chiedervi il pagamento alla frontiera non preoccupatevi: l’intera cifra vi verrà restituita alla partenza se rispettate il criterio già esposto e restate in Giordania per almeno 3 notti (nel caso di 2 notti pagherete i 10JD di tassa d’uscita). Fonte Viaggiamangiaama.

giovedì 8 marzo 2018

Trasporti in Giordania ed Israele. Cosa sapere.

Una delle principali difficoltà trovate durante l'organizzazione del viaggio è stata trovare qualche informazione utile e precisa e a buon mercato per quanto riguarda il come muoversi all'interno dei due paesi, il costo eventualmente dei taxi e la presenza o meno di bus pubblici. Cerchiamo di fare chiarezza. 
Aeroporto Ovda di Eilat, Israele.
Aeroporto Eilat - centro città: cosa principale quando arrivate ad Eilat è sapere che, l'aeroporto in cui atterrate non si tratta di quello in pieno centro, e cioè il Ben Gurion, dal quale partono solamente voli interni per Israele, ma l'Ovda, che dista ben 45 minuti dalla città e a quasi un'ora dal confine con la Giordania. La via più sbrigativa ma sicuramente più costosa è quella del taxi che al costo di 60/65 euro (i tassisti li accettano senza alcun problema) vi porterà ovunque.
Altra possibilità molto più economica è quella di affidarsi al servizio Eilat Shuttle che, attraverso la prenotazione online dal loro sito internet, vi porterà in svariati punti del paese a prezzi decisamente più contenuti (per il confine ad esempio 8 euro). Il sito è sicuramente ben strutturato e comprensibile ma molto meno il servizio di per sé. Prenotate eventualmente la corsa con molto ma molto anticipo in caso dobbiate partire per rientrare a casa in quanto la disorganizzazione e i ritardi sono allucinanti. Non per niente rischiare di perdere il volo per colpa loro è all'ordine del giorno dai pareri di qualche locale (e per esperienza personale).
Vi è la possibilità eventualmente, sempre online, di prenotare un taxi o minivan privato che vi aspetterà al vostro arrivo ma i costi iniziano a diventare più proibitivi.
Ultima possibilità, non esistendo treni o metro per il centro, il pullman n° 282 il cui biglietto può essere acquistato in moneta locale o carta di credito (circa 6,00 euro) direttamente dall'autista. Da verificare ovviamente gli orari di arrivo dell'aereo se fattibili con gli orari di partenza del bus.
Petra, Giordania.
Confine Giordano - Petra: una volta usciti dai controlli giordani anche qui la via più sbrigativa è ovviamente anche quella più cara. I tassisti come avvoltoi arrivano a proporvi al costo di 60 JD (circa 66 euro) il passaggio per Petra. Una buonissima scappatoia è tentare di fare la conoscenza con altri turisti in modo da poter dividere la spesa. Eventualmente potete contattare Yousef e mettervi d'accordo in anticipo per orario e prezzo.
Purtroppo l'Eilat Shuttle effettua solo una corsa alla mattina alle 7 e da Petra alle 17. Quindi non ci sono molti margini di scelta se si vuole seguire questa alternativa.
Altra possibilità è quella di farsi accompagnare ad Aqaba (anche qui una ladrata al costo di 25 euro per nemmeno 20 minuti di auto) ed utilizzare i taxi collettivi cercando la stazione in centro città. Il costo è di 5JD, perciò molto conveniente, ma non ci sono orari: i minibus partono quando sono pieni perciò potreste dover attendere anche diverse ore.
Noleggiare un auto invece può essere una comoda e valida strada ma ovviamente con il pensiero di dover guidare per un paio d'ore e poi trovare parcheggio. Le strade ad ogni modo sono assolutamente perfette senza un eccessivo traffico. Molto importante sapere che non è possibile superare alcun confine con auto noleggiate.
Per ulteriore informazioni sui trasporti in Giordania leggi qui.
Wadi Rum, Jeep Tour, Giordania.
Petra - Wadi Rum: nel caso in cui non abbiate noleggiato una macchina a mio avviso il modo più semplice per raggiungere il deserto del Wadi Rum è affidarsi ad una prenotazione tramite ostello/hotel. Personalmente ho contattato tassisti giordani per sapere il costo, sentito esperienze altrui e provato di persona con altri ragazzi italiani che avevano prenotato il viaggio da casa: il costo non si schioda dai 35 JD (circa 40,00 euro). Anche qui conoscere qualcuno con cui condividere il viaggio è fondamentale se si vuole risparmiare qualcosina e non è poi così impossibile visto che bene o male tutti i turisti fanno lo stesso identico itinerario. Una volta arrivati poi al Visit Center solitamente il tassista contatta il vostro campo tendato che verrà gratuitamente a prelevarvi e a portarvi ai rispettivi alloggi.
 

mercoledì 7 marzo 2018

Eilat - Israele.

Porto di Eilat, Israele.
Superato il confine Giordano e rientrato in Israele, appena fuori, i taxi non mancano. In dieci minuti arrivo al mio alloggio Arava Hostel il quale, appena entrato, tra il brulicare di persone in giardino e la simpatia del ragazzo in reception sembra un sogno. Camera pulitissima con finalmente attacco della corrente appena sopra il letto, spazi piccoli ma essenziali.
Eilat è un’importante città portuale di Israele affacciata sul golfo di Aqaba, l’unico sbocco di Israele sul mar Rosso. Attraverso le sue infrastrutture viene esportato il rame proveniente dalle miniere di Timna, mentre l’oleodotto che la collega a Be’er Shiva verso nord consente di trasportare petrolio in alternativa al canale di Suez. Eilat si trova nell’estremo sud del deserto del Negev, una regione che da sola comprende il 60% dello stato israeliano.
Birra lungo la spiaggia di Eilat.
Dopo un attimo di ambientamento pronti con l'mp3 e via in spiaggia. Superata la zona del centro molto trafficata e caotica di macchine e mezzi pubblici arrivo finalmente nel lungo mare e il colpo d'occhio è eccezionale. Centinaia di persone stese al sole, bar, negozi, campi da beach volley che si susseguono uno dietro l'altro. I ristoranti e i supermercati non si contano.
La sensazione è di trovarsi, con le dovute proporzioni, in una di quelle spiagge americane per la quantità di servizi offerti. Le persone poi, coppie, famiglie e compagnie di amici prettamente turisti sembrano sovrastare senza alcun dubbio la popolazione locale.
La tentazione di un'ottima birra lungo mare è incontenibile. I bar non accettano euro ma la carta è sempre ben vista. Il prezzo, 6 euro e qualcosa per una corona, è decisamente esagerato ma per la pace dei sensi ne vale la pena.
Spiaggia di Eilat, Israele.
Dopo una breve sosta trovare un supermercato non è sicuramente impresa ardua vista la vasta possibilità di scelta. Anche qui prezzi non propriamente a buon mercato soprattutto per alcool e sigarette.
Rientrato in ostello orario cena è ora finalmente di accomodarsi in uno di quei sofà che poi rialzarsi per la comodità è praticamente impossibile. Bastano pochi minuti e una chiaccherata con un tedesco accompagna la serata.
Eilat a mia gran sorpresa offre una svariata possibilità di divertimento grazie anche alle 352 giornate di sole all'anno ed il clima mite anche d'inverno. Uno dei tesori della regione è la riserva naturale di Coral Beach, dove i coralli, sotto stretta protezione, e le miriadi di pesci possono essere ammirati da tutti senza la necessità di entrare in acqua.

martedì 6 marzo 2018

Giordania - Wadi Rum.

Deserto del Wadi Rum, Giordania.
Dopo una lunga e faticosissima giornata a Petra è ora di tornare nel sud della Giordania e precisamente nel deserto del Wadi Rum anche detto "Valle della Luna". E' una valle scavata nei millenni dallo scorrere di un fiume nel suolo sabbioso e di roccia granitica, a 60 km circa a est di Aqaba. È il più vasto uadi della Giordania. Il nome Rum proviene molto probabilmente dalla radice aramaica che significa "alto" o "elevato". Il punto più elevato del Wadi Rum è il monte Jebel Rum alto 1754 m. Nel 2011 è stato inserito tra i beni naturalistici protetti dall'Unesco come patrimonio dell'umanità. Le molte tribù beduine che vivono a Wadi Rum hanno un ruolo che ha un forte impatto sulla sua bellezza. Anche se alcuni ora vivono in case in cemento, la maggioranza ancora veste nel suo abito tradizionale e tiene alle proprie tradizioni, conducendo un modo di vivere nomade di estate, allevando dromedari e capre e bevendo il loro latte, così come tessendo dalle lane di capra per confezionare capi da indossare durante l'estate. 
Salman Zwaidh Camp, Wadi Rum, Giordania.

Il viaggio da Petra al Wadi Rum costa di norma 35 dinari (circa 40,00 euro) ma con la gentilezza di Silvia e Alessandro riesco a cavarmela con soli 15 dinari. Il viaggio dura all'incirca un'ora e mezza a seconda della guida sportiva o meno del tassista.
All'ingresso del sito, come anche descritto dai vari siti di viaggi, dovrebbero essere pagati 5 dinari ma la cosa onestamente non è ben chiara in quanto non vi è nessun stop o controllo per entrare.
Al Visitor Center, chiuso, ci aspetta la jeep che porta ognuno al proprio campo e qui le nostre strade si dividono.
Vengo accompagnato al Salman Zwaidh Camp, nel mezzo del nulla più totale, che sono circa le 19 di sera. La luna piena aiuta ad intravedere qualcosa ma a fari chiusi sarebbe impossibile proseguire. L'accoglienza è molto amichevole e famigliare. Mi viene subito presentato il boss Salman che mi invita a sedere in mezzo al campo attorno ad un falò dove ovviamente si sta scaldando del the. Dopo una rapida sigaretta viene servita la cena (un po' caretta considerati gli 8 dinari) a base come sempre di riso, pollo davvero squisito e verdure. Dopo una breve chiaccherata con alcuni ospiti del campo uno dello staff ci invita a fare la passeggiata in mezzo al deserto per osservare meglio le stelle che, ahimè, non sono così visibili per via della luna piena. La sensazione comunque di camminare nella sabbia tra montagne e null'altro è qualcosa di indescrivibile. Il silenzio viene interrotto solamente da qualche risata dei ragazzi che simulano la presenza di scorpioni e serpenti qua e la (mannaggia a loro che io ero terrorizzato). Tempo di qualche foto, una bella passeggiata e dopo circa un'oretta abbondante rientriamo.
Le tende, disposte a semi cerchio quasi, all'interno delle quali vi sono 5/6 letti ciascuna sono molto pulite e confortevoli. I bagni con doccia e lavandini sono pulitissimi finalmente e oltretutto dotati di sapone e carta igienica.Dopo un po' di tempo per capire come si spenga quella cavolo di luce ci si addormenta che è subito mattina di nuovo. Colazione compresa nel prezzo di 18 dinari a notte e composta da uova sode, pane, alcune salse allo yogurt e altri cibi di dubbia decifratura.
Escursione deserto del Wadi Rum, Giordania.
Beduino e driver minorenne della mattinata.
Il silenzio e la calma che accompagna la mattinata viene drammaticamente interrotto dall'arrivo di una cinese che inizia a parlare a raffica non capendo assolutamente nulla di inglese. Mi affidano senza alcuna logica il compito di traduttore. Dopo alcuni minuti di trattativa me la rifilano anche per l'uscita in jeep nel deserto, della durata di tre ore al costo di 25 dinari a testa (un ragazzo romeno mi augura un in bocca al lupo per la mia compagnia orientale). Grande sorpresa l'età alquanto dubbia del driver: sostiene di avere 18 anni, ne dimostra al massimo 12 poi confesserà di averne 13.

Come prima tappa ci viene fatto conoscere un beduino con al seguito un centinaio o forse più di cammelli. Dopo le foto di rito della cinese completamente impazzita con i selfie veniamo portati in una tenda per la prima sosta the. Ci accomodiamo all'ombra e, con la compagnia del ragazzo che ci accoglie, mezz'oretta di chiacchere e relax non ce le leva nessuno. Ripartiamo ed il ragazzino, cosa alquanto incredibile, inizia a darmi lezioni di guida nel deserto: quando mettere la seconda, la terza marcia ed il 4x4. Mi invita anche a guidare ma di piantarci non mi sembra il caso e declino l'offerta. Tappa successiva un promontorio da scalare con una passerella sospesa in roccia da attraversare e sopra la quale la vista è davvero mozzafiato. Sole, sabbia, rocce e nient'altro. La discesa è un po' meno simpatica della salita ma dal basso loro ridono e quindi, con un sorriso che vela le bestemmie, facciamo anche questa.
The di due infusi diversi e messo a scaldare.
Dopo l'ennesima sosta the nella quarta o quinta tenda della giornata (ne berranno un centinaio di bicchieri al giorno loro andando avanti di questo ritmo) e alcune altre fermate molto suggestive panoramiche rientriamo al campo dopo quasi tre ore piene assolutamente volate. Un po' di riposo a letto ed è ora di salutare anche qui ed essere accompagnato al confine con Israele  direttamente da un driver del campo al costo di 25 dinari.

lunedì 5 marzo 2018

Giordania - Petra.

Ma sei fuori? E' la domanda che andava per la maggiore tra amici e parenti appena comunicata la nuova meta di marzo da fare in solitaria. Ma d'altronde le super offerte Ryanair non possono che essere colte al volo...48,00 euro Bergamo - Eilat (Israele) dal 1 al 4 marzo. Parcheggio prenotato all'Orio Parking per euro 17,10, volo drammaticamente alle 6.25 di mattina ma nessuna paura, si parte.
Atterraggio all'aeroporto di Ovda in perfetto orario il quale dista quasi un'ora dal centro di Eilat e che è possibile raggiungere tramite taxi (circa 60,00 euro) o come nel mio caso tramite l'Eilat Shuttle al costo di 8,00 euro prenotabile online (esperienza che per il ritorno risulterà drammatica). Superato il confine con la Giordania dopo i controlli di rito partenza immediata per Petra e, grazie al gentilissimo passaggio di Andrea e Manuela titolari della Gelateria Igloo B&B di Belluno, conosciuti poco prima in pullman, riesco pure a risparmiare un bel po' di dinari (altrimenti il viaggio in taxi sarebbe costato circa 60,00 euro). Trovato senza alcun problema l'ostello Valentine Inn vengo accolto molto amichevolmente in reception e i miei occhi non possono che cadere sulle "birre Petra" ben in vista in ingresso. E come non provarne una considerato poi che l'alcool in Giordania è praticamente bandito essendo un paese mussulmano.
Petra by Night, Giordania.
Dopo una rapida cena a buffet, oltretutto squisita a base di pollo, riso e svariate verdure con il tutto molto speziato, alle 20 trasporto tramite ostello per l'escursione Petra by Night (costo 17,00 dinari - 20,00 euro pagati direttamente in ostello). Ritrovo in ingresso praticamente immediato con i ragazzi di Belluno e, dopo qualche difficoltà di comprensione in biglietteria (l'acquisto del biglietto dell'escursione serale è vincolato all'acquisto di un biglietto giornaliero al costo di 50,00 dinari - circa 57,00 euro), ci incamminiamo seguendo una guida locale e la sensazione all'interno del canyon che porta al sito principale tracciato da tutta una serie di candele in fila una dopo 'altra è qualcosa di surreale.
Veniamo fatti sedere per terra sopra dei lunghi tappeti messi in fila uno dietro l'altro e dall'oscurità improvvisamente si alza il suono di un flauto che precederà un breve racconto fantastico con la successiva apertura delle luci improvvisamente ad illuminare la facciata di El Khasneh. Escursione molto turistica della durata di un paio d'ore ma sicuramente molto piacevole.
Rientro in ostello sempre con trasporto gratuito, rapida chiaccherata in hall e poi subito a letto. La struttura e le camere risultano essere abbastanza pulite, lo staff molto cordiale e disponibile ma il bagno ahimè non può essere degno di essere chiamato tale.
Facciata di El Khasneh, Petra, Giordania.
La mattina successiva si ritorna al sito di Petra per la visita vera e propria. Fortunatamente, nemmeno a farlo apposta, rincontro la comitiva di Belluno accompagnati da un'altra coppia di Colorno, Silvia e Alessandro (quest'ultimo subito sputtanato con il nomignolo "Micione" dalla fidanzata). Ora, la previsione di camminare per un bel po' di ore era nella mia testa...quella di fare 9 ore tra arrampicate, salite e discese, nonché quasi un migliaio di scalini, è stata una sorpresa quasi scioccante ma, successivamente tutta la fatica, ben felice di averla fatta.
Ciò che colpisce principalmente non è solo lo spettacolo delle meraviglie architettoniche di questo luogo, ma anche la bellezza naturale di un paesaggio sospeso tra roccia, deserto, polvere, aria tersa e un sole che surriscalda l'atmosfera senza alcuna pietà. 
Detta anche "Città Nascosta" o "Città delle Tombe" o "Città Rosa", Petra fu a lungo l’antica capitale della Giordania. I Nabatei, industriosa popolazione araba insediatasi in questa zona oltre 2000 anni fa, scolpirono la città dalla nuda roccia e la trasformarono in uno snodo cruciale per le rotte carovaniere della seta e delle spezie, grazie alle quali Cina, India e Arabia del Sud poterono entrare in contatto con Egitto, Siria, Grecia e Roma.
Il Tesoro è solamente il primo dei tanti splendori che la città di Petra, eletta una delle "Sette meraviglie del mondo moderno", oltre che già Patrimonio dell’Umanità Unesco, può vantare.
Sono infatti centinaia le tombe scavate nella roccia con intricate incisioni: a differenza delle case, per la maggior parte andate distrutte dai terremoti, le tombe sono state scavate per durare in eterno e 500 di esse sono sopravvissute, vuote, ma affascinanti dal momento in cui si varca la soglia e ci si addentra nella loro oscurità.
Qui si trova anche un teatro romano, in grado di ospitare 3000 spettatori. Sono visibili obelischi, templi, altari sacrificali e strade colonnate, mentre dall’alto domina la vallata l’imponente Monastero di ad-Deir, sul Monte del Sacrificio: per visitarlo bisogna salire una scalinata di 800 gradini scavati nella roccia. Ma ne vale la pena, per la visuale imponente che si conquista da lassù su tutta la vallata.
Ovviamente durante tutto il tragitto tra l'infinità di sentieri, anche nei punti più impensabili, le bancarelle e le tende per un the o un caffè tipico della zona non mancano, anzi abbondano a dismisura con la possibilità di acquistare gli oggetti più svariati (dalle calamite, agli animali in ottone, ai foular, alle collane). 
Nulla di eccezionalmente pesante nonché il continuo sentire ripetere "prezzo buono tutto 1 dinaro".
Osservare certe cose dal vivo è qualcosa di indescrivibile, praticamente impossibile da spiegare, oltretutto se fatto tra risate e la compagnia di ottimi compagni di viaggio dove il condividere ed aiutarsi è stato alla base di un rapporto nato in un paio di minuti, condiviso per un paio di giorni ma portato avanti per chissà quanto.

lunedì 23 ottobre 2017

Weekend a Madrid.


Italia vs Brasile...ha vinto il Brasile!
Quando un biglietto aereo costa solamente 48,00 euro è difficile non farsi prendere dall'entusiasmo e praticamente impossibile non prenotare al volo.
E quindi via, Bergamo - Madrid con Ryanair. Arrivo come sempre in perfetto orario e per il centro della città la metro è la soluzione migliore e sicuramente più economica considerando che, con soli 5,00 euro, si raggiunge qualsiasi punto. Pullman, treno e taxi sono le alternative più comuni.
Raggiungiamo il nostro ostello, Posada de Huertas, senza alcuna difficoltà vista la posizione abbastanza centrale. In pochi minuti check in con consegna delle lenzuola e chiavi, staff stra cortese ed a un primo colpo d'occhio tutto molto pulito. Unica pecca la mancanza di una presa della corrente a fianco al letto.
Prima tappa tanto per stemperare lo stress del viaggio alla taperia La Tia Cebolla, vicino alla Puerta del Sol, molto economica e con svariati piatti tipici (6,00 euro per la torta di cipolle del posto e birra media). Quest'ultima è una delle piazze più importanti e famose di Madrid. Essa rappresenta il km zero della rete stradale della Spagna ed è il centro delle celebrazioni nazionali della mezzanotte di San Silvestro con il famoso orologio che batte i 12 rintocchi.
Mercado de San Miguel, Madrid.
Proprio per non farci mancare nulla a livello culinario subito direzione Mercado de San Miguel non molto distante a piedi. E qui la fantasia e, soprattutto lo stomaco, si aprono alle più disparate pietanze ed alcolici. Ostriche, ricci di mare, vodka con il caviale, tapas, birre, vino e chi più ne ha più ne metta rendono le prime ore del pomeriggio un continuo assaggio. Aggiungi poi l'incontro con degli amici brasiliani e la giornata è fatta. Gli aperitivi ormai non si contano più.
Madrid offre una quantità smisurata di locali, taperie (tra le più famose Il Tigre dove con pochi euro di ordinazione arriva da mangiare per un esercito) e bar. Una zona shopping, la Gran Via, da fare invidia alle più rinomate Londra e Milano. Qualsiasi cosa tu abbia voglia di fare a Madrid puoi farla e tenendo conto che tutto è facilmente raggiungibile a piedi...come non visitarla.
Secondo giorno ancora all'insegna dei turisti. Parco del Retiro prima tappa. Uno dei principali punti d'interesse della città con all'interno un laghetto nel quale è possibile noleggiare un barchino a remi, visitare un palazzo interamente di cristallo o più semplicemente perdersi tra i numerosi sentieri coperti dagli alberi. La presenza di artisti di strada è molto forte e un "mago" cubano che tra urlare e battute ti mette le lacrime agli occhi è ovviamente da non perdere.
Palazzo Reale di Madrid.
Metà pomeriggio tappa al Palazzo Reale di Madrid (costo euro 10,00 ed ingresso che chiude alle 17). Chiamato anche Palazzo d’Oriente, riprendendo il nome della piazza sulla quale si affaccia ad est (un paradosso, perché il palazzo si trova nella zona più occidentale della città). E' stata ed è ancora oggi la residenza ufficiale della famiglia reale spagnola. Oggi il palazzo è utilizzato esclusivamente per le cerimonie, le conferenze e gli atti ufficiali, dato che i monarchi vivono nel Palazzo della Zarzuela, situato nei dintorni di Madrid.
Poi come non farsi rapire dalla bellezza del Guernica al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia (ingresso euro 10,00). Strutturato in quattro piani offre una visione d'arte moderna ed arte contemporanea di Madrid, dedicato a tutta la produzione artistica dall'inizio del Novecento ad oggi. Opinione personale il biglietto vale l'opera di Picasso poi per il resto lasciamo la palla ai più esperti.
Altra zona di sicuro interesse che vale la pena di vedere soprattutto alla sera è Chueca, il quartiere gay della città. Una volta mi rimbalzavano dai locali perché minorenne oggi perché etero...così è la vita!

mercoledì 6 settembre 2017

Noleggio auto - Rentalcar.

Dopo la pessima esperienza del Sudafrica mi ritrovo ancora ad aver a che fare con il noleggio auto. Con qualche preoccupazione comunque procediamo a bloccare una Ford Fiesta tramite il sito Rentalcar.com, al costo di euro 291,71 per dodici giorni, con euro 112,58 di protezione completa (mai scelta fu più azzeccata). Quest'ultima permette di ottenere un rimborso per costi ulteriori in caso di danni al veicolo quali carrozzeria, specchietti, finestrini, ruote, uscita carro attrezzi e tutte quelle spese che possono occorrere in caso di sinistro. Arriviamo al desk presso l'aeroporto di Barcellona della Goldcar e presentiamo la documentazione richiesta:
- voucher ricevuto tramite mail al momento della prenotazione;
- patente di guida (per i paesi extra europei informarsi se serve la patente internazionale);
- carta di credit Visa/MasterCard (necessaria carta con numeri in rilievo);
- carta d'identità/passaporto;
- mail del volo di ritorno.
Il ragazzo purtroppo al banco parla esclusivamente spagnolo quindi non è facile capirlo. Alla fine oltre ai 150,00 euro per la riconsegna la macchina a Siviglia (previsti) e al blocco nella carta di euro 1.100,00 come deposito, ci vengono richiesti ulteriori euro 140,00 per: euro 51,00 per la macchina diesel (non previsti), euro 65,00 per il pieno alla macchina ed euro 24,00 per una presunta tassa carburante. Tentano inoltre di rifilarci l'assicurazione completa della compagnia di noleggio spacciandola per la migliore al mondo e declinando ogni responsabilità in caso di danni se coperto da altre assicurazioni. Assolutamente non ascoltateli. L'assicurazione Rentalcar copre già qualsiasi tipo di spesa. Unica questione che, quest'ultima, procederà al rimborso successivamente alla trattenuta del costo nella nostra carta di credito da parte della compagnia noleggiatrice. Ci viene consegnato un modulo con raffigurato lo schizzo della macchina per segnalare eventuali danni già presenti. Alla fine sarà una Renault Clio nuova di palla con soli 1700 km, aria condizionata e satellitare.
Capitolo km. Nel voucher inviato tramite mail bisogna prestare molta attenzione alla politica dei km in quanto non sempre sono illimitati. In base alla durata del noleggio possono essere previsti un massimo di 100/150/200 km al giorno che dovranno essere accumulati per tutta la durata della prenotazione.
Capitolo danni. Come spiegato, a Siviglia ci troviamo una bella strisciata sul muso dell'auto e non sappiamo chi ringraziare. Speriamo che, lavandola (obbligatorio prima della riconsegna in quanto l'auto deve essere riconsegnata nelle stesse condizioni iniziali) le cose migliorino, ma anzi risulta ancora più ben evidente. Ci presentiamo in aeroporto a Siviglia e una dolce signora ci fa notare subito il danno. Entriamo al desk in aeroporto e tramite foto inviate con il palmare viene calcolato un danno (tabelle precompilate quindi inutile contrattare) di 320,00 euro che vengono addebitati nella carta di credito. Compiliamo un foglio di dove e come sia avvenuto il sinistro e in cinque minuti tutto è concluso.
Capitolo carburante. Bisogna informarsi e tentare di capire nel contratto la politica carburante. Se è previsto il pagamento come nel nostro caso dei 65,00 euro iniziale non è necessario riconsegnare l'auto con il pieno. Non avendo letteralmente capito una mazza ci presentiamo con il serbatoio full ma, nell'arco di una settimana, abbiamo ottenuto il riaccredito della somma inizialmente pagata.
Capitolo rimborso. Tempo di tornare a casa e, iscrivendosi nel sito della Goldcar, trovo la fattura del danno già caricata nella pagina personale. Invio tramite mail alla Rentalcar la copia del contratto, la fattura emessa, l'addebito in carta di credito della spesa e la copia del sinistro compilato da noi in aeroporto. Alcuni giorni per evadere la pratica, una mail con la conferma di apertura sinistro e in dieci giorni ci ritroviamo i 320,00 euro in conto.

martedì 5 settembre 2017

Spagna on the road - Siviglia.

Plaza de Espana, Siviglia.
Ultima tappa del viaggio: Siviglia. Una delle città più calde da affrontare nel mese di agosto e le aspettative non vengono deluse: 42 gradi alle due di pomeriggio. Tappa più che altro per ricaricare le batterie pre ritorno che non per una vera e propria necessità di visitarla. Arrivo almeno per una volta abbastanza semplice al Sevilla Dream Hostel seppur ubicato in pieno centro. Staff un po' svogliato ma poco importa. Tempo di prendere fiato e subito via in centro. Città abbastanza grande e dispersiva e i teli bianchi lungo il corso, tra palazzo e palazzo, a proteggere dal sole non ci fanno dimenticare la temperatura terrificante. Puntiamo direttamente a Plaza de Espana e stranamente la raggiungiamo senza perderci più di tanto. Il colpo d'occhio è incredibile. Di forma semicircolare rappresenta l'abbraccio della Spagna e delle sue antiche colonie. Senza tanto perderci in visite varie (il lungo viaggio ci ha un po' stremati) decidiamo di bazzicare in centro senza meta. Decine e decine di negozi si intervallano a bar e ristoranti. Rientro in hotel, doccia veloce e via a cena.
Bar La Catedral. Siviglia.
Truppa in giro per Siviglia.
La scelta ricade in modo fortuito e completamente a caso e finiamo al Bar La Catedral. Il locale è a dir poco fantastico e non certo adatto a qualche animalista convinto. Teste di toro imbalsamate appese alle pareti con descrizione delle generalità del toro e in quale corrida sia caduto.
Il vocio delle persone si confonde tra i camerieri che sfrecciano tra i tavoli per le ordinazioni. Il menù ha un0infinità di tapas ma la specialità della casa ci sorprende: coda di toro. E come non provarla...uno spettacolo. Pure gli involtini di squalo limone hanno il suo perché. Aggiungi una bottiglia di vino ed un conto finale ridicolo e la serata è fatta.
Ovviamente essendo in pieno centro verso l'una si svuota e chiudono ristoranti e locali ma senza alcun tipo di rammarico si torna verso casa.
Città sicuramente che meriterebbe un po' più di pazienza al contrario a mio avviso di Valencia.
Mattinata successiva dedicata allo shopping selvaggio per perdere qualche ora prima del volo e, con nostro grande dispiacere, ad un'infinità di eresie dopo aver trovato il muso della macchina completamente strisciato da qualche personaggio geniale che ha ben pensato di sedersi sul cofano. Il nervoso ormai non si gestisce più ma ormai poco importa è ora di tornare...hasta luego Espana!!!

lunedì 28 agosto 2017

Spagna on the road - da Tarifa a Cadice.

Abbandoniamo Malaga con una certa nostalgia e puntiamo verso Tarifa. I circa 160 km si perdono in mezzo a prati e colline sterminate disseminate da decine e decine di pale eoliche. Lo scenario sembra quasi alieno. In poco meno di due ore raggiungiamo il South Tarifa Hostel. Finalmente una struttura degna di essere definita ostello. Una flotta di ragazzi seduta al sole con birra in mano...vita. Sbrighiamo le solite pratiche di check in e subito alla disperata ricerca di una spiaggia.
Playa de Valdevaqueros, Tumbao, Tarifa.
Ovviamente, come ogni primo giorno, si gira a caso ma un'amica ci viene in soccorso e quindi dritti alla Playa de Valdevaqueros ad un quarto d'ora di macchina dove il locale Tumbao, fa da cornice ad una spiaggia piena di surfisti e di kite surf. Il vento non aiuta essendo qualcosa di assurdo per come siamo abituati noi ma un paio di Coca Brugal (modico costo di 8,00 euro) rendono sopportabile anche questo. Vietatissimo presentarsi con i frighetti portatili pena essere cacciati malamente dallo staff. L'atmosfera è quella che cercavamo...sole, gente della nostra età e qualche cocktail, se fa per dire. Rientro tardo pomeriggio in ostello, birretta al volo, doccia e via a cena. Il centro ammetto che non me lo aspettavo così coccolo e carino. Molto stile isoletta mediterranea con queste stradine strette strette piene di piccoli localini dove un mojito lo puoi trovare anche a soli 3,00 euro. Primo ristorante che incrociamo e via dentro. Dopo una piacevole cena e un tentativo di abbordaggio da parte di alcune spagnole di dubbia età ma notevolmente simpatiche, la serata prosegue perdendosi e dove la professione dell'ElettriFabio diviene famosa in tutta la cittadina.
Spiaggia di Tarifa, Spagna.
Il giorno successivo, dopo una veloce colazione a base di birra ed immancabile sigaretta, decidiamo di cambiare  zona rimanendo nei pressi dell'ostello e senza dover prendere la macchina. Le aspettative vengono per l'ennesima volta confermate: spiaggia sterminata, un centinaio di metri dall'inizio della sabbia prima di poter raggiungere il mare e nessuna ma proprio nessuna anima viva affianco a disturbare se non il solito ed immancabile vento di levante (considerato il caldo difficilmente la gente si muove prima delle 16.30/17). Intero pomeriggio ad ascoltare musica e a godersi la più totale tranquillità. Unico neo la mancanza di bar per l'aperitivo, se non la presenza di piccoli ristoranti lungo spiaggia, più o meno eleganti e parecchio lontani uno dall'altro dove, a dispetto del costo della vita medio, sono tutt'altro che economici (bottiglietta d'acqua a 2,5 euro per intenderci). Cosa inspiegabile per la nostra ignoranza, essendo più vicini all'equatore, il sole che non tramonta mai: ore 20.30 e ancora splende ed andarsene è praticamente impossibile.
Piazza nel centro di Tarifa.
Altro giro in centro e cena a base di pesce in un locale gestito da italiani in una delle tante piazzette che caratterizzano il posto. La musica di un'artista di strada fa da sottofondo ad una splendida atmosfera. I prezzi più o meno non si discostano molto avendo sempre cenato con 20/25 euro a testa (piatto unico con contorni con vino e caffè). Dopo un paio di cocktail a zonzo è ora di debuttare in disco, al Cafè del Mar, fortunatamente a pochi metri dall'ostello. Ingresso euro 20,00, 8,00 euro a consumazione. Locale fino alle 3 completamente vuoto per poi riempiersi fino alle 7 di mattina. Serata lunga per non dire lunghissima dove, come in tutte le gran serate, tutti si perdono e si ritrovano alla chiusura (eventuali dettagli in privato).
Spiaggia di Cadice, Spagna.
Dopo una giornata piuttosto tranquilla, più che altro per il ferimento fisico dalla serata precedente, si riparte alla volta di Cadice. Poco più di un'ora e siamo arrivati, anche se l'impatto è tutt'altro che positivo. Ostello Cadiz Inn Backpackers in pieno centro storico e quindi primo problema il parcheggio della macchina piuttosto lontano. La via per arrivare tra cani e gente losca seduta a bere è tutt'altro che confortante.
Aggiungici poi la spiaggia li vicino con un miliardo e mezzo di persone con bambini che urlano e corrono ed il pensiero comune "riportatemi a Tarifa" è condiviso da tutti.
Menù della Taperia D'Cortes, Cadice.
La sera fortunatamente, anche su consiglio di una ragazza dell'ostello, la cena prende totalmente un'altra piega. La Taperia D'Cortes da applausi. Nonostante il menù in spagnolo le tapas presentate (tra cui carne di toro) sono sublimi ed il vino eccezionale. Per una cena che qui in Italia sarebbe costata 30/35 euro a testa, li con 18,00 euro riusciamo a cavarcela. Il centro offre poco e verso l'1.30 di notte non restiamo che noi e i lavastrade.
Il giorno successivo decidiamo di prendere un tram che, al costo di 1,10 euro a corsa, ci porta a 2 km dalla spiaggia precedente dove il mare sembra migliore e le persone decisamente meno. Le birre poi in spiaggia ad un euro aiutano a sopportare il caldo. Anche qui purtroppo totale mancanza di bar per poter fare aperitivo ma poco importa la taperia ci aspetta e, grazie anche al figlio dei proprietari, anche la seconda cena a base di carne è un trionfo di gusti.
Nonostante l'inizio assai difficile, la città di Cadice non è proprio da snobbare e se vi avanza un giorno e un po' di tempo da perdere fare un giretto in centro non è poi così malaccio.

mercoledì 23 agosto 2017

Spagna on the road - Malaga.


La truppa di Malaga in tutta la sua bellezza.
Vedi Napoli e poi muori è un famoso detto riferito alla città partenopea. Ecco, vedi Malaga e ci vai vicino in tutti i sensi soprattutto in periodo di Feria. Poche città ti entrano dentro in questo modo sia dal punto di vista della bellezza di per sé del centro storico sia per l'aria che si respira girovagando durante il giorno. Arriviamo a tardo pomeriggio e l'impatto non è sicuramente dei migliori, forse dovuto agli oltre 750 km appena percorsi da Valencia o forse per l'impossibilità di trovare parcheggio vicino all'appartamento. La soglia di pazienza con i parcheggi è molto bassa. Gira che ti rigira la decisione finale ricade sul parcheggio multipiano del centro, a 23,00 euro al giorno ma almeno sicuro, comodo e lontano da balordi. Un'impresa trovare l'agenzia Mar y Arte Apartamentos per la consegna delle chiavi ma dopo esserci persi un paio di volte arriviamo a destinazione (o meglio è l'agenzia che trova noi). Dopo aver firmato alcuni documenti ci spostiamo nell'appartamento in pieno centro storico a 40,00 euro a notte a testa ma il prezzo vale la comodità e la bellezza della casa al primo piano.
Centro storico di Malaga, Andalusia, Spagna.
Usciamo e la marea di gente che cammina con una calma che, solo in vacanza trovi, ci mette subito a nostro agio. Ristoranti per tutti i gusti e per tutte le tasche, taperie, negozi, piazze e decine di stradine si alternano a perdita d'occhio. I profumi di carne alla brace invadono le strade mentre le ragazze spagnole abbronzate invadono i nostri cuori. Amore a prima vista può starci per rendere l'idea.
Il centro di Malaga offre un po' di tutto sia a livello di coppia sia a livello di compagnia di amici in quanto, dopo un'ottima cena, ci si può spostare a bere qualcosa nei bar e per chi non sia ancora stanco, i club in zona permettono di tirare fino a notte tarda. Se poi aggiungiamo che il cibo da trovare non è un problema a qualsiasi ora allora il gioco è fatto.
La spiaggia di Malagueta, non distante da raggiungere a piedi (circa un km e mezzo dal centro), calma e, soprattutto senza ambulanti scatenati, non sarà paragonabile di certo a Formentera ma poco importa. I ciringuiti (piccoli bar/ristoranti dove si può pranzare o fare aperitivo) si susseguono lungo il paseo con i loro grill a forma di barca dove i pesci in cottura sono uno spettacolo da vedere. Le persone camminano e si tengono in forma nelle piazzole attrezzate con qualche attrezzo per la palestra. Piccoli chioschi vendono birre ad un euro e la spiaggia è completamente libera. Siamo a casa.
La nostra visita in questo periodo preciso non è un caso, infatti dal 12 al 19 agosto c'è la Feria de Malaga, una sorta di sagra per intenderci, dove praticamente la città, la prima sera, viene rasa al suolo e dove tutto è permesso...come potevamo mancare. Alcolico per eccellenza della giornata è il Cartojal, un vino dolce con bottiglia in plastica rigida (una specie di Moscato) che però ha una gradazione alcolica di 15 gradi.
Descrivere la Feria è impossibile se non per chi è stato, volgarmente parlando, a qualche adunata degli alpini, solo che al posto delle penne nere e gente di mezza età, ci sono ragazzi e ragazze a flotte di dubbia sobrietà. Il giorno dopo, uno dei più duri a svegliarsi, la città è completamente pulita (le operazioni di pulizia vanno avanti tutta la notte) ma con un odore di alcool nell'aria che è qualcosa di assurdo.
Fortunatamente in questi giorni siamo pure riusciti a vedere una corrida alla Plaza de Toro, un'arena che può contenere fino a quattordici mila spettatori. Gli spettacoli costano un botto dai 18 ai 70 euro in base a dove ci si siede e se al sole oppure no (considerate le temperature che sfiorano i 38 gradi la differenza non è poca). La tradizione della corrida è qualcosa che rapisce completamente lo spettatore. Dall'ingresso dei toreri, al via libera per l'entrata del toro, agli urli e fischi della folla, ognuno ha un suo ruolo che all'inizio non capisci ma man mano che passa il tempo inizi a comprendere. Per non parlare dell'uccisione del toro le cui modalità a la cui cruenza, almeno per la prima volta, sono qualcosa che ha toccato profondamente tutti quanti. Fa sentire vagamente meglio pensare che nell'intero fabbisogno di tori consumati in Spagna solamente il 5% viene abbattuto durante le corride.


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