lunedì 23 aprile 2018

Weeked a Berlino.

Al terzo tentativo si riesce finalmente ad andare a Berlino. I soliti prezzi irrisori di Ryanair e con 36,40 euro volo prenotato. Aggiungi pure il parcheggio a 2,00 al giorno all'aeroporto Catullo e, con nemmeno 60,00 euro, il viaggio è a posto.
Importante, in base alla tipologia e durata della vacanza che si vuole fare, dare un occhio al sito della Welcome Berlin Card per i trasporti pubblici.
Ostello ovviamente tramite Booking e la scelta ricade sul St Christopher's Inn per un totale di 47,00 euro con colazione. La vicinanza al centro e i commenti positivi vengono sicuramente confermati all'arrivo per non parlare della pulizia delle camere e dei bagni. Peccato il ferimento a morte dalla serata precedente visto che, il pub al piano terra, crea un'atmosfera tutt'altro che astemia. Operazione di check in molto veloce e subito ci si incammina alla scoperta della città.
Torre della Televisione, Alexander Platz.
Prima tappa, vista anche la vicinanza, Alexander Platz, la principale piazza di Berlino. In origine era un mercato di bestiame, ed era perciò denominata Ochsenplatz ("piazza dei buoi"); le fu dato nome Alexanderplatz in onore di una visita dello zar russo Alessandro I il 25 ottobre 1805. 
Altrettanto famosa per essere sede di una delle principali attrazioni della città, la Torre della Televisione. Venne commissionata nel 1964 dal segretario generale del partito socialista ed, oltre di dotare la Germania Est di un sistema televisivo, doveva anche dimostrare alla Germania dell'Ovest l'alto grado di evoluzione raggiunta. Classico esempio di unire l'utile al dilettevole.
Per poter usufruire dello sconto del 25% con la Berlin Card, per forza di cose, il biglietto non può essere prenotabile online (confermato anche dall'ufficio informazioni) ma deve essere acquistato presso la biglietteria sul posto. Costo 11,50 euro e un'oretta di attesa per il proprio turno riempita senza alcun problema girovagando per la piazza. Una volta saliti  a ben 207 metri in soli 40 secondi lo sguardo sulla città è incantevole. Vi è la possibilità inoltre di cenare nel ristorante (prezzo non di certo economico considerati i quasi 40,00 euro di media richiesti) previa prenotazione online.
Checkpoint Charlie, Berlino.
Tappa successiva obbligatoria non molto distante e facilmente raggiungibile a piedi il Checkpoint Charlie.
Venne istituito nell'agosto del 1961 in seguito alla costruzione del muro di Berlino per permettere il transito del personale militare delle forze alleate, del personale militare sovietico di collegamento, del personale diplomatico e dei visitatori stranieri. Dopo la riunificazione il punto di controllo originale venne abbattuto mentre una copia fedele della baracca di guardia è divenuta in breve tempo un punto di grande richiamo turistico. A pochissima distanza vi è inoltre una mostra fotografica sui più importati avvenimenti storici avvenuti in prossimità del sito.
East Side Gallery, museo all'aperto Muro di Berlino.
Ci si sposta poi alla East Side Gallery. E' considerata la più lunga galleria d'arte all'aperto del mondo. Essa è composta da circa 106 murales di artisti di ogni parte del mondo ed essi sono dipinti sul lato orientale del Muro di Berlino.
Fra i graffiti presenti, i più famosi sono quelli del bacio fra Erich Honecker e Leonid Brežnev (a sinistra), nonché quello della Trabant che sfonda il muro stesso.
Galvanizzati dagli straordinari eventi che stavano cambiando in modo radicale il mondo intero, artisti provenienti da ogni parte del globo accorsero a Berlino nel 1990 per celebrare la caduta del Muro, la libertà e lo spirito di riconciliazione attraverso la realizzazione di questa immensa opera che sarebbe poi diventata una durevole ed importante testimonianza della gioia e del desiderio di libertà di quei giorni. Prima d’allora esistevano già dei dipinti murali - ma solo sul lato di Berlino ovest - che erano considerati un’attrazione principalmente per i berlinesi e per i turisti.
Memoriale nel centro di Berlino.
Ormai arriva sera e la stanchezza inizia a farsi sentire e quindi rientro in ostello con birra media d'ordinanza e pronti e carichi per il giorno successivo.
Dopo una colazione da galera e necessariamente in metro, mi dirigo verso al Memoriale per gli ebrei assassinati in Europa. Consiste in una superficie di 19.000 m² occupata da 2.711 stele in calcestruzzo colorate di grigio scuro, organizzate secondo una griglia ortogonale,  totalmente percorribile al suo interno dai visitatori. Le stele sono tutte larghe 2,375 m e lunghe 95 cm, mentre l'altezza varia da 0,2 a 4 m. In base al testo di progetto di Eisenman, infatti, le stele sono realizzate per disorientare e l'intero complesso intende rappresentare un sistema teoricamente ordinato, che fa perdere il contatto con la ragione umana in un'angosciante solitudine.
Parlamento tedesco, Bundestag.
Successivo appuntamento fissato alle ore 11.15 è presso il Palazzo del Reichstag (ora Bundestag) e sede del Parlamento Tedesco. E' necessaria una preiscrizione online che deve essere successivamente confermata dalla segreteria. Consiglio di prendersi per tempo visto che i tempi di accettazione possono metterci anche alcuni giorni. Ci si presenta poi in ingresso con il foglio inviato tramite mail ed un documento d'identità ed il gioco è fatto. L’edificio aprì le sue porte nel 1894 e rimase in funzione fino al 1933, anno in cui fu dato alle fiamme. Dopo la Seconda Guerra Mondiale cadde in disuso in quanto il parlamento della Repubblica Democratica Tedesca aveva sede al Palast der Republik a Berlino Est, mentre il parlamento della Repubblica federale Tedesca aveva sede a Bonn. Caratteristica distintiva del palazzo del Reichstag è la sua magnifica cupola in vetro, costruita sul tetto dell’edificio con l’intento di simboleggiare la riunificazione della Germania. Dalla cupola si ammira un panorama a 360 gradi di Berlino davvero mozzafiato, mentre sotto si può osservare la Camera del parlamento tedesco. Nel cuore della cupola è presente una sorta di cono rovesciato ricoperto di specchi, che al di là del fine estetico serve a illuminare la stanza sottostante di luce solare.
Porta di Brandeburgo, Berlino.
A pochissima distanza ecco la Porta di Brandeburgo uno dei simboli della città. Progettata da Carl Gotthard Langhans e ispirata ai propilei dell’Acropoli di Atene, la Porta fu eretta tra il 1788 e il 1791. Unica tuttora esistente, e la più maestosa, tra le originarie 18 porte della città, secondo il desiderio del sovrano prussiano Federico Guglielmo II.
Inoltre fu qui che, il 12 giugno 1987, Ronald Reagan incalzò il suo illuminato avversario, con le parole: “Signor Gorbachov, abbatta questo muro!” Il discorso, che fece eco alla famosa frase del presidente Von Weizsacker - “fintanto che la Porta di Brandeburgo rimarrà chiusa, la Questione tedesca resterà aperta”. Non aspettatevi chissà cosa a livello di grandezza...le foto in internet ingannano.
Nel pomeriggio visita poi all'Isola dei Musei (biglietto compreso con la Berlin Card). I cinque musei dell'isola fanno parte dell'unione dei musei statali di Berlino a sua volta parte della Fondazione del patrimonio culturale prussiano. L'Altes Museum, ospita al piano terreno una parte della "collezione di antichità" con sculture, armi, gioielli e argenti dell'arte e della stori greca dalla civiltà cicladica fino all'epoca romana. Il Neues Museum, ospita il Ägyptische Museum und Papyrussammlung con il celebre busto della regina egizia Nefertiti e altre opere d'arte dell'epoca del faraone Akhenaton. Nelle tre ali del Pergamonmuseums sono ospitati ricostruzioni architettoniche e collezioni di sculture di epoca greca e romana, il museo dell'Asia minore e il museo di arte islamica. Il 17 ottobre 2006 è stato riaperto il Bode-Museum che ospita il museo di arte bizantina con opere italiane e tedesche dall'alto medioevo fino al XVIII secolo.
 

lunedì 12 marzo 2018

Confine Aqaba tra Israele e Giordania. Cosa sapere.

Altro tema molto dibattuto nei forum dai quali non sempre ho trovato risposte corrette e precise riguarda il pagamento dei visti e l'attraversamento del confine tra Israele e Giordania di Aqaba. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza.
Confine Giordania arrivando da Eilat.
Arrivando ad Eilat e volendo spostarsi nella vicina Giordania si dovrà pagare una tassa d'uscita da Israele pari a 25 dollari. Appena prima del controllo passaporti vi sarà uno sportello (sulla destra) dove dovrà essere pagata tale tassa e solamente dopo, con ricevuta di pagamento alla mano, si potrà attraversare il confine. Il pagamento può avvenire tranquillamente in euro.
Una volta arrivati al confine Giordano, dopo un primo e sbrigativo controllo passaporto, vi verrà fatta compilare una carta (assolutamente da conservare durante la durata del viaggio) nella quale dovrete dichiarare ovviamente i vostri dati anagrafici, numero e scadenza del passaporto e quanti giorni intendete rimanere nel paese.
Alla frontiera di Arava non è necessario alcun visto richiesto prima del vostro arrivo ne tanto meno il Jordan Pass non è assolutamente obbligatorio per entrare nel paese.
Esiste infatti una legislazione particolare (ASEZ) legata alla posizione di Aqaba sulle coste del Mar Rosso. Il Jordan Pass è di assoluta convenienza per chi entra in Giordania attraverso altre frontiere o atterrando ad Amman, poiché il suo costo è più basso della somma di visto ed ingresso a Petra (70JD contro 40+50JD). Se il vostro programma di viaggio prevede la sola visita a Petra e l’ingresso al Wadi Rum, comprando il Jordan Pass paghereste almeno 20€ in più del necessario. Al contrario, se prevedete di raggiungere Amman e Jerash per visitare altri siti archeologici, il Pass vi farà risparmiare qualcosa.
Confine Israele arrivando da Aqaba.
L’unico caso in cui dovrete pagare il visto al costo di 40JD è quello in cui restiate in Giordania per meno di due notti consecutive, poiché si cercano di scoraggiare i turisti “mordi e fuggi” in arrivo dai resort del Mar Rosso egiziano che visitano Petra in giornata senza quindi sostenere l’industria turistica locale (alberghi e ristoranti).
Riassumendo, questi sono i costi per chi visita la Giordania da Eilat:
- 40JD per chi entra ed esce in giornata o dopo una sola notte in territorio giordano;
- 10JD di tassa d’uscita per chi esce dal Paese dopo 2 notti consecutive;
- 0JD per chi esce dalla Giordania dopo 3 notti consecutive o più.
Altre fonti riportano che il costo del visto vada “anticipato”, ma anche se dovessero chiedervi il pagamento alla frontiera non preoccupatevi: l’intera cifra vi verrà restituita alla partenza se rispettate il criterio già esposto e restate in Giordania per almeno 3 notti (nel caso di 2 notti pagherete i 10JD di tassa d’uscita). Fonte Viaggiamangiaama.

giovedì 8 marzo 2018

Trasporti in Giordania ed Israele. Cosa sapere.

Una delle principali difficoltà trovate durante l'organizzazione del viaggio è stata trovare qualche informazione utile e precisa e a buon mercato per quanto riguarda il come muoversi all'interno dei due paesi, il costo eventualmente dei taxi e la presenza o meno di bus pubblici. Cerchiamo di fare chiarezza. 
Aeroporto Ovda di Eilat, Israele.
Aeroporto Eilat - centro città: cosa principale quando arrivate ad Eilat è sapere che, l'aeroporto in cui atterrate non si tratta di quello in pieno centro, e cioè il Ben Gurion, dal quale partono solamente voli interni per Israele, ma l'Ovda, che dista ben 45 minuti dalla città e a quasi un'ora dal confine con la Giordania. La via più sbrigativa ma sicuramente più costosa è quella del taxi che al costo di 60/65 euro (i tassisti li accettano senza alcun problema) vi porterà ovunque.
Altra possibilità molto più economica è quella di affidarsi al servizio Eilat Shuttle che, attraverso la prenotazione online dal loro sito internet, vi porterà in svariati punti del paese a prezzi decisamente più contenuti (per il confine ad esempio 8 euro). Il sito è sicuramente ben strutturato e comprensibile ma molto meno il servizio di per sé. Prenotate eventualmente la corsa con molto ma molto anticipo in caso dobbiate partire per rientrare a casa in quanto la disorganizzazione e i ritardi sono allucinanti. Non per niente rischiare di perdere il volo per colpa loro è all'ordine del giorno dai pareri di qualche locale (e per esperienza personale).
Vi è la possibilità eventualmente, sempre online, di prenotare un taxi o minivan privato che vi aspetterà al vostro arrivo ma i costi iniziano a diventare più proibitivi.
Ultima possibilità, non esistendo treni o metro per il centro, il pullman n° 282 il cui biglietto può essere acquistato in moneta locale o carta di credito (circa 6,00 euro) direttamente dall'autista. Da verificare ovviamente gli orari di arrivo dell'aereo se fattibili con gli orari di partenza del bus.
Petra, Giordania.
Confine Giordano - Petra: una volta usciti dai controlli giordani anche qui la via più sbrigativa è ovviamente anche quella più cara. I tassisti come avvoltoi arrivano a proporvi al costo di 60 JD (circa 66 euro) il passaggio per Petra. Una buonissima scappatoia è tentare di fare la conoscenza con altri turisti in modo da poter dividere la spesa. Eventualmente potete contattare Yousef e mettervi d'accordo in anticipo per orario e prezzo.
Purtroppo l'Eilat Shuttle effettua solo una corsa alla mattina alle 7 e da Petra alle 17. Quindi non ci sono molti margini di scelta se si vuole seguire questa alternativa.
Altra possibilità è quella di farsi accompagnare ad Aqaba (anche qui una ladrata al costo di 25 euro per nemmeno 20 minuti di auto) ed utilizzare i taxi collettivi cercando la stazione in centro città. Il costo è di 5JD, perciò molto conveniente, ma non ci sono orari: i minibus partono quando sono pieni perciò potreste dover attendere anche diverse ore.
Noleggiare un auto invece può essere una comoda e valida strada ma ovviamente con il pensiero di dover guidare per un paio d'ore e poi trovare parcheggio. Le strade ad ogni modo sono assolutamente perfette senza un eccessivo traffico. Molto importante sapere che non è possibile superare alcun confine con auto noleggiate.
Per ulteriore informazioni sui trasporti in Giordania leggi qui.
Wadi Rum, Jeep Tour, Giordania.
Petra - Wadi Rum: nel caso in cui non abbiate noleggiato una macchina a mio avviso il modo più semplice per raggiungere il deserto del Wadi Rum è affidarsi ad una prenotazione tramite ostello/hotel. Personalmente ho contattato tassisti giordani per sapere il costo, sentito esperienze altrui e provato di persona con altri ragazzi italiani che avevano prenotato il viaggio da casa: il costo non si schioda dai 35 JD (circa 40,00 euro). Anche qui conoscere qualcuno con cui condividere il viaggio è fondamentale se si vuole risparmiare qualcosina e non è poi così impossibile visto che bene o male tutti i turisti fanno lo stesso identico itinerario. Una volta arrivati poi al Visit Center solitamente il tassista contatta il vostro campo tendato che verrà gratuitamente a prelevarvi e a portarvi ai rispettivi alloggi.
 

mercoledì 7 marzo 2018

Eilat - Israele.

Porto di Eilat, Israele.
Superato il confine Giordano e rientrato in Israele, appena fuori, i taxi non mancano. In dieci minuti arrivo al mio alloggio Arava Hostel il quale, appena entrato, tra il brulicare di persone in giardino e la simpatia del ragazzo in reception sembra un sogno. Camera pulitissima con finalmente attacco della corrente appena sopra il letto, spazi piccoli ma essenziali.
Eilat è un’importante città portuale di Israele affacciata sul golfo di Aqaba, l’unico sbocco di Israele sul mar Rosso. Attraverso le sue infrastrutture viene esportato il rame proveniente dalle miniere di Timna, mentre l’oleodotto che la collega a Be’er Shiva verso nord consente di trasportare petrolio in alternativa al canale di Suez. Eilat si trova nell’estremo sud del deserto del Negev, una regione che da sola comprende il 60% dello stato israeliano.
Birra lungo la spiaggia di Eilat.
Dopo un attimo di ambientamento pronti con l'mp3 e via in spiaggia. Superata la zona del centro molto trafficata e caotica di macchine e mezzi pubblici arrivo finalmente nel lungo mare e il colpo d'occhio è eccezionale. Centinaia di persone stese al sole, bar, negozi, campi da beach volley che si susseguono uno dietro l'altro. I ristoranti e i supermercati non si contano.
La sensazione è di trovarsi, con le dovute proporzioni, in una di quelle spiagge americane per la quantità di servizi offerti. Le persone poi, coppie, famiglie e compagnie di amici prettamente turisti sembrano sovrastare senza alcun dubbio la popolazione locale.
La tentazione di un'ottima birra lungo mare è incontenibile. I bar non accettano euro ma la carta è sempre ben vista. Il prezzo, 6 euro e qualcosa per una corona, è decisamente esagerato ma per la pace dei sensi ne vale la pena.
Spiaggia di Eilat, Israele.
Dopo una breve sosta trovare un supermercato non è sicuramente impresa ardua vista la vasta possibilità di scelta. Anche qui prezzi non propriamente a buon mercato soprattutto per alcool e sigarette.
Rientrato in ostello orario cena è ora finalmente di accomodarsi in uno di quei sofà che poi rialzarsi per la comodità è praticamente impossibile. Bastano pochi minuti e una chiaccherata con un tedesco accompagna la serata.
Eilat a mia gran sorpresa offre una svariata possibilità di divertimento grazie anche alle 352 giornate di sole all'anno ed il clima mite anche d'inverno. Uno dei tesori della regione è la riserva naturale di Coral Beach, dove i coralli, sotto stretta protezione, e le miriadi di pesci possono essere ammirati da tutti senza la necessità di entrare in acqua.

martedì 6 marzo 2018

Giordania - Wadi Rum.

Deserto del Wadi Rum, Giordania.
Dopo una lunga e faticosissima giornata a Petra è ora di tornare nel sud della Giordania e precisamente nel deserto del Wadi Rum anche detto "Valle della Luna". E' una valle scavata nei millenni dallo scorrere di un fiume nel suolo sabbioso e di roccia granitica, a 60 km circa a est di Aqaba. È il più vasto uadi della Giordania. Il nome Rum proviene molto probabilmente dalla radice aramaica che significa "alto" o "elevato". Il punto più elevato del Wadi Rum è il monte Jebel Rum alto 1754 m. Nel 2011 è stato inserito tra i beni naturalistici protetti dall'Unesco come patrimonio dell'umanità. Le molte tribù beduine che vivono a Wadi Rum hanno un ruolo che ha un forte impatto sulla sua bellezza. Anche se alcuni ora vivono in case in cemento, la maggioranza ancora veste nel suo abito tradizionale e tiene alle proprie tradizioni, conducendo un modo di vivere nomade di estate, allevando dromedari e capre e bevendo il loro latte, così come tessendo dalle lane di capra per confezionare capi da indossare durante l'estate. 
Salman Zwaidh Camp, Wadi Rum, Giordania.

Il viaggio da Petra al Wadi Rum costa di norma 35 dinari (circa 40,00 euro) ma con la gentilezza di Silvia e Alessandro riesco a cavarmela con soli 15 dinari. Il viaggio dura all'incirca un'ora e mezza a seconda della guida sportiva o meno del tassista.
All'ingresso del sito, come anche descritto dai vari siti di viaggi, dovrebbero essere pagati 5 dinari ma la cosa onestamente non è ben chiara in quanto non vi è nessun stop o controllo per entrare.
Al Visitor Center, chiuso, ci aspetta la jeep che porta ognuno al proprio campo e qui le nostre strade si dividono.
Vengo accompagnato al Salman Zwaidh Camp, nel mezzo del nulla più totale, che sono circa le 19 di sera. La luna piena aiuta ad intravedere qualcosa ma a fari chiusi sarebbe impossibile proseguire. L'accoglienza è molto amichevole e famigliare. Mi viene subito presentato il boss Salman che mi invita a sedere in mezzo al campo attorno ad un falò dove ovviamente si sta scaldando del the. Dopo una rapida sigaretta viene servita la cena (un po' caretta considerati gli 8 dinari) a base come sempre di riso, pollo davvero squisito e verdure. Dopo una breve chiaccherata con alcuni ospiti del campo uno dello staff ci invita a fare la passeggiata in mezzo al deserto per osservare meglio le stelle che, ahimè, non sono così visibili per via della luna piena. La sensazione comunque di camminare nella sabbia tra montagne e null'altro è qualcosa di indescrivibile. Il silenzio viene interrotto solamente da qualche risata dei ragazzi che simulano la presenza di scorpioni e serpenti qua e la (mannaggia a loro che io ero terrorizzato). Tempo di qualche foto, una bella passeggiata e dopo circa un'oretta abbondante rientriamo.
Le tende, disposte a semi cerchio quasi, all'interno delle quali vi sono 5/6 letti ciascuna sono molto pulite e confortevoli. I bagni con doccia e lavandini sono pulitissimi finalmente e oltretutto dotati di sapone e carta igienica.Dopo un po' di tempo per capire come si spenga quella cavolo di luce ci si addormenta che è subito mattina di nuovo. Colazione compresa nel prezzo di 18 dinari a notte e composta da uova sode, pane, alcune salse allo yogurt e altri cibi di dubbia decifratura.
Escursione deserto del Wadi Rum, Giordania.
Beduino e driver minorenne della mattinata.
Il silenzio e la calma che accompagna la mattinata viene drammaticamente interrotto dall'arrivo di una cinese che inizia a parlare a raffica non capendo assolutamente nulla di inglese. Mi affidano senza alcuna logica il compito di traduttore. Dopo alcuni minuti di trattativa me la rifilano anche per l'uscita in jeep nel deserto, della durata di tre ore al costo di 25 dinari a testa (un ragazzo romeno mi augura un in bocca al lupo per la mia compagnia orientale). Grande sorpresa l'età alquanto dubbia del driver: sostiene di avere 18 anni, ne dimostra al massimo 12 poi confesserà di averne 13.

Come prima tappa ci viene fatto conoscere un beduino con al seguito un centinaio o forse più di cammelli. Dopo le foto di rito della cinese completamente impazzita con i selfie veniamo portati in una tenda per la prima sosta the. Ci accomodiamo all'ombra e, con la compagnia del ragazzo che ci accoglie, mezz'oretta di chiacchere e relax non ce le leva nessuno. Ripartiamo ed il ragazzino, cosa alquanto incredibile, inizia a darmi lezioni di guida nel deserto: quando mettere la seconda, la terza marcia ed il 4x4. Mi invita anche a guidare ma di piantarci non mi sembra il caso e declino l'offerta. Tappa successiva un promontorio da scalare con una passerella sospesa in roccia da attraversare e sopra la quale la vista è davvero mozzafiato. Sole, sabbia, rocce e nient'altro. La discesa è un po' meno simpatica della salita ma dal basso loro ridono e quindi, con un sorriso che vela le bestemmie, facciamo anche questa.
The di due infusi diversi e messo a scaldare.
Dopo l'ennesima sosta the nella quarta o quinta tenda della giornata (ne berranno un centinaio di bicchieri al giorno loro andando avanti di questo ritmo) e alcune altre fermate molto suggestive panoramiche rientriamo al campo dopo quasi tre ore piene assolutamente volate. Un po' di riposo a letto ed è ora di salutare anche qui ed essere accompagnato al confine con Israele  direttamente da un driver del campo al costo di 25 dinari.

lunedì 5 marzo 2018

Giordania - Petra.

Ma sei fuori? E' la domanda che andava per la maggiore tra amici e parenti appena comunicata la nuova meta di marzo da fare in solitaria. Ma d'altronde le super offerte Ryanair non possono che essere colte al volo...48,00 euro Bergamo - Eilat (Israele) dal 1 al 4 marzo. Parcheggio prenotato all'Orio Parking per euro 17,10, volo drammaticamente alle 6.25 di mattina ma nessuna paura, si parte.
Atterraggio all'aeroporto di Ovda in perfetto orario il quale dista quasi un'ora dal centro di Eilat e che è possibile raggiungere tramite taxi (circa 60,00 euro) o come nel mio caso tramite l'Eilat Shuttle al costo di 8,00 euro prenotabile online (esperienza che per il ritorno risulterà drammatica). Superato il confine con la Giordania dopo i controlli di rito partenza immediata per Petra e, grazie al gentilissimo passaggio di Andrea e Manuela titolari della Gelateria Igloo B&B di Belluno, conosciuti poco prima in pullman, riesco pure a risparmiare un bel po' di dinari (altrimenti il viaggio in taxi sarebbe costato circa 60,00 euro). Trovato senza alcun problema l'ostello Valentine Inn vengo accolto molto amichevolmente in reception e i miei occhi non possono che cadere sulle "birre Petra" ben in vista in ingresso. E come non provarne una considerato poi che l'alcool in Giordania è praticamente bandito essendo un paese mussulmano.
Petra by Night, Giordania.
Dopo una rapida cena a buffet, oltretutto squisita a base di pollo, riso e svariate verdure con il tutto molto speziato, alle 20 trasporto tramite ostello per l'escursione Petra by Night (costo 17,00 dinari - 20,00 euro pagati direttamente in ostello). Ritrovo in ingresso praticamente immediato con i ragazzi di Belluno e, dopo qualche difficoltà di comprensione in biglietteria (l'acquisto del biglietto dell'escursione serale è vincolato all'acquisto di un biglietto giornaliero al costo di 50,00 dinari - circa 57,00 euro), ci incamminiamo seguendo una guida locale e la sensazione all'interno del canyon che porta al sito principale tracciato da tutta una serie di candele in fila una dopo 'altra è qualcosa di surreale.
Veniamo fatti sedere per terra sopra dei lunghi tappeti messi in fila uno dietro l'altro e dall'oscurità improvvisamente si alza il suono di un flauto che precederà un breve racconto fantastico con la successiva apertura delle luci improvvisamente ad illuminare la facciata di El Khasneh. Escursione molto turistica della durata di un paio d'ore ma sicuramente molto piacevole.
Rientro in ostello sempre con trasporto gratuito, rapida chiaccherata in hall e poi subito a letto. La struttura e le camere risultano essere abbastanza pulite, lo staff molto cordiale e disponibile ma il bagno ahimè non può essere degno di essere chiamato tale.
Facciata di El Khasneh, Petra, Giordania.
La mattina successiva si ritorna al sito di Petra per la visita vera e propria. Fortunatamente, nemmeno a farlo apposta, rincontro la comitiva di Belluno accompagnati da un'altra coppia di Colorno, Silvia e Alessandro (quest'ultimo subito sputtanato con il nomignolo "Micione" dalla fidanzata). Ora, la previsione di camminare per un bel po' di ore era nella mia testa...quella di fare 9 ore tra arrampicate, salite e discese, nonché quasi un migliaio di scalini, è stata una sorpresa quasi scioccante ma, successivamente tutta la fatica, ben felice di averla fatta.
Ciò che colpisce principalmente non è solo lo spettacolo delle meraviglie architettoniche di questo luogo, ma anche la bellezza naturale di un paesaggio sospeso tra roccia, deserto, polvere, aria tersa e un sole che surriscalda l'atmosfera senza alcuna pietà. 
Detta anche "Città Nascosta" o "Città delle Tombe" o "Città Rosa", Petra fu a lungo l’antica capitale della Giordania. I Nabatei, industriosa popolazione araba insediatasi in questa zona oltre 2000 anni fa, scolpirono la città dalla nuda roccia e la trasformarono in uno snodo cruciale per le rotte carovaniere della seta e delle spezie, grazie alle quali Cina, India e Arabia del Sud poterono entrare in contatto con Egitto, Siria, Grecia e Roma.
Il Tesoro è solamente il primo dei tanti splendori che la città di Petra, eletta una delle "Sette meraviglie del mondo moderno", oltre che già Patrimonio dell’Umanità Unesco, può vantare.
Sono infatti centinaia le tombe scavate nella roccia con intricate incisioni: a differenza delle case, per la maggior parte andate distrutte dai terremoti, le tombe sono state scavate per durare in eterno e 500 di esse sono sopravvissute, vuote, ma affascinanti dal momento in cui si varca la soglia e ci si addentra nella loro oscurità.
Qui si trova anche un teatro romano, in grado di ospitare 3000 spettatori. Sono visibili obelischi, templi, altari sacrificali e strade colonnate, mentre dall’alto domina la vallata l’imponente Monastero di ad-Deir, sul Monte del Sacrificio: per visitarlo bisogna salire una scalinata di 800 gradini scavati nella roccia. Ma ne vale la pena, per la visuale imponente che si conquista da lassù su tutta la vallata.
Ovviamente durante tutto il tragitto tra l'infinità di sentieri, anche nei punti più impensabili, le bancarelle e le tende per un the o un caffè tipico della zona non mancano, anzi abbondano a dismisura con la possibilità di acquistare gli oggetti più svariati (dalle calamite, agli animali in ottone, ai foular, alle collane). 
Nulla di eccezionalmente pesante nonché il continuo sentire ripetere "prezzo buono tutto 1 dinaro".
Osservare certe cose dal vivo è qualcosa di indescrivibile, praticamente impossibile da spiegare, oltretutto se fatto tra risate e la compagnia di ottimi compagni di viaggio dove il condividere ed aiutarsi è stato alla base di un rapporto nato in un paio di minuti, condiviso per un paio di giorni ma portato avanti per chissà quanto.

lunedì 23 ottobre 2017

Weekend a Madrid.


Italia vs Brasile...ha vinto il Brasile!
Quando un biglietto aereo costa solamente 48,00 euro è difficile non farsi prendere dall'entusiasmo e praticamente impossibile non prenotare al volo.
E quindi via, Bergamo - Madrid con Ryanair. Arrivo come sempre in perfetto orario e per il centro della città la metro è la soluzione migliore e sicuramente più economica considerando che, con soli 5,00 euro, si raggiunge qualsiasi punto. Pullman, treno e taxi sono le alternative più comuni.
Raggiungiamo il nostro ostello, Posada de Huertas, senza alcuna difficoltà vista la posizione abbastanza centrale. In pochi minuti check in con consegna delle lenzuola e chiavi, staff stra cortese ed a un primo colpo d'occhio tutto molto pulito. Unica pecca la mancanza di una presa della corrente a fianco al letto.
Prima tappa tanto per stemperare lo stress del viaggio alla taperia La Tia Cebolla, vicino alla Puerta del Sol, molto economica e con svariati piatti tipici (6,00 euro per la torta di cipolle del posto e birra media). Quest'ultima è una delle piazze più importanti e famose di Madrid. Essa rappresenta il km zero della rete stradale della Spagna ed è il centro delle celebrazioni nazionali della mezzanotte di San Silvestro con il famoso orologio che batte i 12 rintocchi.
Mercado de San Miguel, Madrid.
Proprio per non farci mancare nulla a livello culinario subito direzione Mercado de San Miguel non molto distante a piedi. E qui la fantasia e, soprattutto lo stomaco, si aprono alle più disparate pietanze ed alcolici. Ostriche, ricci di mare, vodka con il caviale, tapas, birre, vino e chi più ne ha più ne metta rendono le prime ore del pomeriggio un continuo assaggio. Aggiungi poi l'incontro con degli amici brasiliani e la giornata è fatta. Gli aperitivi ormai non si contano più.
Madrid offre una quantità smisurata di locali, taperie (tra le più famose Il Tigre dove con pochi euro di ordinazione arriva da mangiare per un esercito) e bar. Una zona shopping, la Gran Via, da fare invidia alle più rinomate Londra e Milano. Qualsiasi cosa tu abbia voglia di fare a Madrid puoi farla e tenendo conto che tutto è facilmente raggiungibile a piedi...come non visitarla.
Secondo giorno ancora all'insegna dei turisti. Parco del Retiro prima tappa. Uno dei principali punti d'interesse della città con all'interno un laghetto nel quale è possibile noleggiare un barchino a remi, visitare un palazzo interamente di cristallo o più semplicemente perdersi tra i numerosi sentieri coperti dagli alberi. La presenza di artisti di strada è molto forte e un "mago" cubano che tra urlare e battute ti mette le lacrime agli occhi è ovviamente da non perdere.
Palazzo Reale di Madrid.
Metà pomeriggio tappa al Palazzo Reale di Madrid (costo euro 10,00 ed ingresso che chiude alle 17). Chiamato anche Palazzo d’Oriente, riprendendo il nome della piazza sulla quale si affaccia ad est (un paradosso, perché il palazzo si trova nella zona più occidentale della città). E' stata ed è ancora oggi la residenza ufficiale della famiglia reale spagnola. Oggi il palazzo è utilizzato esclusivamente per le cerimonie, le conferenze e gli atti ufficiali, dato che i monarchi vivono nel Palazzo della Zarzuela, situato nei dintorni di Madrid.
Poi come non farsi rapire dalla bellezza del Guernica al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia (ingresso euro 10,00). Strutturato in quattro piani offre una visione d'arte moderna ed arte contemporanea di Madrid, dedicato a tutta la produzione artistica dall'inizio del Novecento ad oggi. Opinione personale il biglietto vale l'opera di Picasso poi per il resto lasciamo la palla ai più esperti.
Altra zona di sicuro interesse che vale la pena di vedere soprattutto alla sera è Chueca, il quartiere gay della città. Una volta mi rimbalzavano dai locali perché minorenne oggi perché etero...così è la vita!

mercoledì 6 settembre 2017

Noleggio auto - Rentalcar.

Dopo la pessima esperienza del Sudafrica mi ritrovo ancora ad aver a che fare con il noleggio auto. Con qualche preoccupazione comunque procediamo a bloccare una Ford Fiesta tramite il sito Rentalcar.com, al costo di euro 291,71 per dodici giorni, con euro 112,58 di protezione completa (mai scelta fu più azzeccata). Quest'ultima permette di ottenere un rimborso per costi ulteriori in caso di danni al veicolo quali carrozzeria, specchietti, finestrini, ruote, uscita carro attrezzi e tutte quelle spese che possono occorrere in caso di sinistro. Arriviamo al desk presso l'aeroporto di Barcellona della Goldcar e presentiamo la documentazione richiesta:
- voucher ricevuto tramite mail al momento della prenotazione;
- patente di guida (per i paesi extra europei informarsi se serve la patente internazionale);
- carta di credit Visa/MasterCard (necessaria carta con numeri in rilievo);
- carta d'identità/passaporto;
- mail del volo di ritorno.
Il ragazzo purtroppo al banco parla esclusivamente spagnolo quindi non è facile capirlo. Alla fine oltre ai 150,00 euro per la riconsegna la macchina a Siviglia (previsti) e al blocco nella carta di euro 1.100,00 come deposito, ci vengono richiesti ulteriori euro 140,00 per: euro 51,00 per la macchina diesel (non previsti), euro 65,00 per il pieno alla macchina ed euro 24,00 per una presunta tassa carburante. Tentano inoltre di rifilarci l'assicurazione completa della compagnia di noleggio spacciandola per la migliore al mondo e declinando ogni responsabilità in caso di danni se coperto da altre assicurazioni. Assolutamente non ascoltateli. L'assicurazione Rentalcar copre già qualsiasi tipo di spesa. Unica questione che, quest'ultima, procederà al rimborso successivamente alla trattenuta del costo nella nostra carta di credito da parte della compagnia noleggiatrice. Ci viene consegnato un modulo con raffigurato lo schizzo della macchina per segnalare eventuali danni già presenti. Alla fine sarà una Renault Clio nuova di palla con soli 1700 km, aria condizionata e satellitare.
Capitolo km. Nel voucher inviato tramite mail bisogna prestare molta attenzione alla politica dei km in quanto non sempre sono illimitati. In base alla durata del noleggio possono essere previsti un massimo di 100/150/200 km al giorno che dovranno essere accumulati per tutta la durata della prenotazione.
Capitolo danni. Come spiegato, a Siviglia ci troviamo una bella strisciata sul muso dell'auto e non sappiamo chi ringraziare. Speriamo che, lavandola (obbligatorio prima della riconsegna in quanto l'auto deve essere riconsegnata nelle stesse condizioni iniziali) le cose migliorino, ma anzi risulta ancora più ben evidente. Ci presentiamo in aeroporto a Siviglia e una dolce signora ci fa notare subito il danno. Entriamo al desk in aeroporto e tramite foto inviate con il palmare viene calcolato un danno (tabelle precompilate quindi inutile contrattare) di 320,00 euro che vengono addebitati nella carta di credito. Compiliamo un foglio di dove e come sia avvenuto il sinistro e in cinque minuti tutto è concluso.
Capitolo carburante. Bisogna informarsi e tentare di capire nel contratto la politica carburante. Se è previsto il pagamento come nel nostro caso dei 65,00 euro iniziale non è necessario riconsegnare l'auto con il pieno. Non avendo letteralmente capito una mazza ci presentiamo con il serbatoio full ma, nell'arco di una settimana, abbiamo ottenuto il riaccredito della somma inizialmente pagata.
Capitolo rimborso. Tempo di tornare a casa e, iscrivendosi nel sito della Goldcar, trovo la fattura del danno già caricata nella pagina personale. Invio tramite mail alla Rentalcar la copia del contratto, la fattura emessa, l'addebito in carta di credito della spesa e la copia del sinistro compilato da noi in aeroporto. Alcuni giorni per evadere la pratica, una mail con la conferma di apertura sinistro e in dieci giorni ci ritroviamo i 320,00 euro in conto.

martedì 5 settembre 2017

Spagna on the road - Siviglia.

Plaza de Espana, Siviglia.
Ultima tappa del viaggio: Siviglia. Una delle città più calde da affrontare nel mese di agosto e le aspettative non vengono deluse: 42 gradi alle due di pomeriggio. Tappa più che altro per ricaricare le batterie pre ritorno che non per una vera e propria necessità di visitarla. Arrivo almeno per una volta abbastanza semplice al Sevilla Dream Hostel seppur ubicato in pieno centro. Staff un po' svogliato ma poco importa. Tempo di prendere fiato e subito via in centro. Città abbastanza grande e dispersiva e i teli bianchi lungo il corso, tra palazzo e palazzo, a proteggere dal sole non ci fanno dimenticare la temperatura terrificante. Puntiamo direttamente a Plaza de Espana e stranamente la raggiungiamo senza perderci più di tanto. Il colpo d'occhio è incredibile. Di forma semicircolare rappresenta l'abbraccio della Spagna e delle sue antiche colonie. Senza tanto perderci in visite varie (il lungo viaggio ci ha un po' stremati) decidiamo di bazzicare in centro senza meta. Decine e decine di negozi si intervallano a bar e ristoranti. Rientro in hotel, doccia veloce e via a cena.
Bar La Catedral. Siviglia.
Truppa in giro per Siviglia.
La scelta ricade in modo fortuito e completamente a caso e finiamo al Bar La Catedral. Il locale è a dir poco fantastico e non certo adatto a qualche animalista convinto. Teste di toro imbalsamate appese alle pareti con descrizione delle generalità del toro e in quale corrida sia caduto.
Il vocio delle persone si confonde tra i camerieri che sfrecciano tra i tavoli per le ordinazioni. Il menù ha un0infinità di tapas ma la specialità della casa ci sorprende: coda di toro. E come non provarla...uno spettacolo. Pure gli involtini di squalo limone hanno il suo perché. Aggiungi una bottiglia di vino ed un conto finale ridicolo e la serata è fatta.
Ovviamente essendo in pieno centro verso l'una si svuota e chiudono ristoranti e locali ma senza alcun tipo di rammarico si torna verso casa.
Città sicuramente che meriterebbe un po' più di pazienza al contrario a mio avviso di Valencia.
Mattinata successiva dedicata allo shopping selvaggio per perdere qualche ora prima del volo e, con nostro grande dispiacere, ad un'infinità di eresie dopo aver trovato il muso della macchina completamente strisciato da qualche personaggio geniale che ha ben pensato di sedersi sul cofano. Il nervoso ormai non si gestisce più ma ormai poco importa è ora di tornare...hasta luego Espana!!!