martedì 25 agosto 2026

Maldive - Dhiffushi

Quando si pensa alle Maldive non possono che venire in mente immagini di spiagge paradisiache, sole, mare pieno di ogni tipo di pesci con squali che nuotano a pochi metri dalla battigia, palme, cocco, cocktail e una vita senza alcun tipo di pensiero...è vero...è proprio così ma solo senza alcool (essendo un paese mussulmano è vietata la vendita e la somministrazione).
Non si può però nemmeno non immaginare i resort superlusso con le tipiche casette sul mare e, ahimè, il primo pensiero non può che essere: roba da ricchi. Non è proprio così. Andare ad alloggiare nelle isole local, quindi abitate dai soli maldiviani e, prenotando guesthouse o hotel del posto, non è poi così proibitivo toglierci il sogno di un viaggio alle Maldive concedendosi pure qualche lusso.
L'isola scelta è Dhiffushi, sia per la grandezza medio/piccola sperando in un po' di vita (cosa del tutto spazzata via appena visitata essendo agosto periodo di bassa stagione), sia per la più totale mancanza di caos rispetto a Malè, la capitale. Un'unica macchina in tutta l'isola.
L'impatto appena sbarcati dalla barca dell'hotel è come ce lo aspettavamo: strade non asfaltate allagate dalle recenti piogge, afa abbastanza pressante, baracche e sporcizia ai lati delle strade anche se non eccessive come può essere Zanzibar per esempio e, una volta arrivati a destinazione, un mare da togliere il fiato.
La gentilezza inoltre dei maldiviani è qualcosa che non si può spiegare. Nessuno sforzo in quel sorriso perenne quando ti incontrano, puri e semplici con nessuna visione del turista come banconote con le gambe come avviene invece in Egitto.
Camminando per strada nessuno ti chiama per entrare nel proprio negozio, nessuno ti chiede soldi, nessuno tenta di rifilarti qualcosa, nessuno ti assilla per farti fare qualche escursione. Se sei tu ad interessarti bene altrimenti un ciao e si va via dritti per la propria strada.
Quello che colpisce maggiormente è la più totale calma e tranquillità da parte di tutti nel fare qualsiasi tipo di cosa. E vi renderete conto che, dopo alcuni giorni, anche i vostri passi si faranno più lenti.
L'isola non propone molto e, considerata anche la stagione, la sera è praticamente deserta. Pochissimi turisti in giro per non dire praticamente nessuno e solo qualche local comodamente svaccato fuori casa. I saluti non si negano a nessuno.
Da fare attenzione solamente agli scooter e buggy degli hotel che passano (qui la guida è al contrario come in Inghilterra) ma ci sono talmente tante buche da evitare che nemmeno volendo potrebbero andare a chissà quale velocità.
Principalmente nella zona nord dell'isola verso sera è possibile scorgere qualche squalo pinna nera e alcune razze che sono attratte da un locale cinese che continua a gettare cibo in acqua in modo da attirarle. La zona del porto è praticamente una desolazione con un unico bar local e un ristorante, "Il Tandori" che però risulta quasi sempre vuoto.
La zona sicuramente di maggior fascino è quella a sud, vicina al nostro hotel, dove la mattina con la bassa marea è possibile tuffarsi in questi buchi giganti profondi alcuni metri e dove non è difficile veder spuntare qualche squaletto o qualche razza. Nel tuffarsi occhio ai coralli (Giulia insegna vedi sotto).
Proprio affianco vi è una spiaggia molto piccola, che è praticamente un paradiso di colori e pace, peccato solamente per l'enorme quantità di plastica che giornalmente viene portata a riva dalle maree. A questo però hanno posto parzialmente rimedio una coppia di italiani che molto diligentemente passava alcune ore a pulire e, una volta preso esempio, abbiamo iniziato pure noi a contribuire, per quanto poco, raccogliendo bottiglie, tappi, polistirolo e qualsiasi altro genere di schifezza. E come per magia anche un'altra coppia di ragazzi italiani ci è venuta dietro e poi un'altra ancora. A volte dare l'esempio senza pretendere nulla in cambio porta a soddisfazioni inaspettate. Infatti un vecchio maldiviano uno degli ultimi giorni ci avvicina e, porgendoci due portachiavi, ci ringrazia per quello che abbiamo fatto perché da lontano ci vedeva pulire la spiaggia. SODDISFAZIONI.


venerdì 3 luglio 2026

Isole Canarie - Las Palmas

Cosa c'è di meglio che non una fuga dalla solita routine e godersi tre giorni (anzi due e mezzo) di meritato cazzeggio e sole? Assolutamente nulla e quindi via alle Canarie. Prima esperienza nelle isole atlantiche che tutti conoscono ma pochi sanno realmente dove si trovino. La capitale di Maspalomas de Gran Canaria fu fondata il 24 giugno 1478, con il nome di "Real de Las Palmas", da Juan Rejón, capo dell'esercito castigliano invasore. Nel 1492, Cristoforo Colombo ancorò nel porto di Las Palmas (e passò un po' di tempo sull'isola) durante il suo primo viaggio nelle Americhe. Las Palmas de Gran Canaria è, insieme a Santa Cruz de Tenerife, la capitale della comunità autonoma delle Isole Canarie. La scelta, visto la grandezza dell'isola, ricade su Maspalomas sia per la non eccessiva vivacità (che poi successivamente scopriremo la totale assenza di vivacità tranne per un turista 70enne probabilmente ora passato a miglior vita) sia per la spiaggia che adocchiando qualcosa su google sembra fare per noi. 
Arrivo in aeroporto con il solito taxi privato prenotato tramite Booking e approdo in hotel in pieno orario. Alla fine si rivelerà anche più economico del servizio taxi normale avendo pagato euro 44 per l'andata e poi per il ritorno, contro i 66 euro che ci sarebbe costata l'andata e i 54 euro per il ritorno. Veloce check in e, dopo un po' di tempo per trovare la camera, subito in centro. La sensazione immediata è delle poche persone presenti. Decidiamo di infilarci nel primo ristorante con musica dal vivo senza tanto diventar matti a cercare qualcosa di particolare. E la scelta sarà azzeccata visto che sarà lo stesso posto per cena per tre sere. K1 Food & Lounge. Personale molto presente e sul pezzo, non parliamo poi della fotocopia di Barack Obama che è tutto dire. Prezzi nella media rispetto altri locali vicino e musica dal vivo tutto sommato piacevole. 
La mattina successiva ci incamminiamo verso la spiaggia più vicina l'hotel: Playa de Las Mujeres. Terrificante. Una persona, forse cieca, in tutta la zona, lettini indecenti e nessun locale aperto vicino se non turisti intenti a far jogging. Eroi. Scappiamo immediatamente e, convinti di passare una giornata a far trakking, ci dirigiamo verso la zona opposta e, dopo una mezzoretta abbondante di camminata, incappiamo nell'altra spiaggia inattesa: Playa de Maspalomas. Una distesa di sabbia lunga circa un km, con anche una zona naturalistica sopra una collina, con decine e decine di ombrelloni e bar. Salutiamo velocemente il trakking che si trasforma immediatamente in drinking con rigoroso cazzeggio sotto l'ombrellone. A parte la scomodità allucinante dei lettini la zona non ci dispiace e ci mettiamo subito a nostro agio (grazie anche al ragazzo delle hamacas). La giornata trascorre molto tranquilla con qualche bagno, senza pur avere un mare degno di nota, considerata anche la presenza di ciotoli qua e la che rischiano di farti ammazzare ad ogni passo.
Per l'aperitivo sicuramente da consigliare il Tangaloa Beach Bar. Rispetto a qualche altro bar affianco dove, anche solo un saluto diventa un'utopia, è l'unico posto con un po' di fulminati che ballano ubriachi. Prezzi anche qui nella media (8 euro un gin tonic) vista anche la location fronte spiaggia.

lunedì 25 agosto 2025

Isola di Rodi - Pefkos

Per la prima volta si affronta la Grecia. E la domanda: si ma dove? Poco tempo a disposizione e la voglia di evitare a tutti i costi flotte di turisti e la scelta cade su Pefkos, situata a sud dell'isola di Rodi, ad un'ora dall'aeroporto. 
Negli ultimi anni Pefkos, ha avuto un forte e veloce sviluppo economico ampliando così i servizi, tanto da offrire tutte le comodità moderne come negozi, alberghi, hotel, resort, ristoranti e taverne sempre con prodotti e pesce fresco, riuscendo però a mantenere quell’aria tipicamente ellenica che tutti i visitatori si aspettano di trovare nelle loro vacanze in Grecia. Le attività commerciali sono prevalentemente gestite da famiglie locali e questo ha permesso al villaggio di rimanere autentico, dal sapore amichevole qualità primaria del popolo Greco ed a conservare le vecchie tradizioni. Tutta la zona intorno a Pefkos comunque è molto bella da scoprire, un susseguirsi di tipici villaggi marinareschi che puntellano la costa fino alla punta più estrema verso sud, una rigogliosa natura che regala quel senso di pace e tranquillità, gli danno i meriti per essere visitati.
L'impatto è subito positivo nonostante l'attesa per la preparazione della camera e un anda che poco ha a che fare con i ritmi frenetici a cui siamo abituati. Ma qualche sigaretta e due chiacchere nello spazio esterno smontano subito qualsiasi tipo di disturbo. Il paese è abbastanza concentrato e tutto visitabile a piedi sebbene qualche salitella sia sempre presente. Per chi fosse scaramantico zona sicuramente da evitare viste le decine e decine di gatti (molti neri) disseminati ovunque in cerca perennemente di cibo. Decidiamo inizialmente di dirigerci alla spiaggia più vicina, Kavos Beach. Nulla di entusiasmante ma una bella birra e una nuotata rinvigorisce sempre lo spirito.
La media dei costi per un ombrellone e due lettini si aggira sui 20 euro. Nei giorni successivi decidiamo di noleggiare anche uno scooter per poter meglio diversificare la possibilità di scelta. Con poco più di 80 euro ci sistemiamo per tre giorni anche se il mezzo, tranne acceleratore e freni, non ha nulla di funzionante. Di splendido impatto la cittadina di Lindos, a picco sul mare con una spiaggia bellissima. Qualche problemino con la tenuta dello scooter visto le salite abbastanza ripide da dover affrontare (e due pesi piuma da dover trasportare). Altra nota, ahimè negativa, è un piccolo porto li vicino che, oltre a rovinare la vista, permette l'arrivo di centinaia di turisti mordi e fuggi che riempiono la spiaggia brulicando come formiche impazzite e non sempre ben educate. Anche Plakia Beach permette un bel relax con qualche bar li vicino ma la perla, trovata forse fortunatamente verso fine vacanza è Kanaloa Beach Bar. Non segnata su Google come spiaggia, in realtà presenta un bar/ristorante spaziale con una gentilezza unica da parte del personale, cucina ricer
cata, servizio bar in spiaggia, ombrelloni abbastanza distanti uno dall'altro con la possibilità di prenotazione e una vista a perdi occhio del mare. Ad averla scoperta prima forse ci saremmo persi molto altro che magari ne valeva meno la pena, ma va bene così.
Per quanto riguarda la vita notturna scordatevi il divertimento con urla e schiamazzi, locali notturni e cocktail bar aperti fino a mattina. La cittadina è prevalentemente per famiglie e coppie con comunque molta scelta di ristoranti e bar. Sicuramente per aperitivo e post cena da menzionare il Karma bar per la simpatia delle due titolari e l'atmosfera da relax totale con musica. Per cena come non andare da Happy Friends che, nonostante il nome da ladrata turistica, Teo, il titolare, ci tiene a trattarvi come principi e tenta subito di mettervi a proprio agio. E anche la cucina non è per nulla male anche se tuttavia, ma un po' tutti i ristoranti, abbondano di speziato che spesso va a coprire il gusto delle stesse pietanze. Alcuni bar poi propongono musica dal vivo e karaoke ma di poca qualità. D'altronde il turista medio è inglese a cui interessa solamente guardare le partite di calcio che vengono trasmesse in ogni dove. Le serate scorrono abbastanza tranquille ed ammetto che
più di 4/5 giorni difficilmente viene voglia di restare. Calma ok ma qui è proprio calma piatta.

martedì 14 gennaio 2025

Egitto - Marsa Alam

Spiaggia isola di Hamata.
Era giunto il momento di un ultimo dell'anno al caldo (si fa per dire) e dopo svariate ricerche e la cara e vecchia meta low cost (se fa per dire) che mette tutti d'accordo decidiamo di andare in Egitto. Relax e pace sono le parole d'ordine quindi viaggio organizzato con Alpitour presso il Gorgonia Beach Resort. Abituati al fai da te l'idea del villaggio, oltre ai ricordi terribili del lontano 2009, ci mettevano un po' di ansia: animatori onnipresenti, orari poco flessibili per mangiare, niente alcool, attività praticamente obbligate e per non parlare del malessere che attanaglia il turista medio preso dal passare il rientro in Italia tra il bagno ed il prendere fermenti. Invece niente di tutto ciò.
Resort 5 stelle Francorosso, formula all inclusive e non si bada a spese.
Dall'arrivo in aeroporto a Verona praticamente la testa è già in ferie. Nessun pensiero di visto d'ingresso, transfert una volta sbarcati, taxi da prendere...zero totale. Nel pacchetto è incluso anche, come detto, il visto obbligatorio (ovviamente a costo maggiorato) ma in 3 minuti siamo già al di là dei controlli. Altrimenti bisognerebbe munirsi di fototessera e compilazione di un documento. Subito in uscita un ragazzo ti indirizza sul pullman schivando tassisti e venditori di ogni genere. Dopo un'ora e mezza di viaggio ed il nulla più totale ai lati della strada (tranne per gli ingressi mega illuminati dei vari villaggi) se non per sabbia, polvere, dune di roccia e camion e furgoni che azzardano sorpassi da galera, arriviamo al villaggio accolti dal capo animatori che nel giro di pochissimo ci fa fare il check in e ci fa accompagnare in camera. 
Gado, detto Yani.
Le prime mance ovvie al facchino le evitiamo abbastanza agilmente e la mattina successiva subito in spiaggia con un miliardo di persone che, vedendoci bianchi come la morte, ci assalgono per qualsiasi tipo di trattamento. Nell'ordine: Jasso dal prezzo basso per pulizia viso e capelli, subito seguito dal ragazzo dei massaggi in spa ai quali pagheremo i prossimi 3 mesi di stipendio, Oscar il cammello, Mohamed (subito ribattezzato "me sio Franco") per la motorata in quad, Nino per lo snorkeling, come farsi mancare Romeo per la stanza del sale e ultimo ma non ultimo, Gado, mitico commerciante di braccialetti. OHHHHHHHHHHHHH stop! Prima mattina da impazzire ma saranno tutti personaggi che nel corso della settimana saranno compagni di chiacchere, consigli e risate.
Vento a parte, la spiaggia risulta subito molto intima senza la calca estiva con il tutto molto tranquillo e pulito. Unica nota dolente il bar a 100 metri dai lettini che, per la nostra pigrizia, risulta invece forse una fortuna averlo non proprio a portata di mano. Ci vengono fornite due tessere per gli asciugami con ritiro direttamente in piscina o in spiaggia e con la possibilità di cambiare ogni giorno. Nessun problema di sicurezza o rotture di palle dovute a qualsiasi tipo di pensiero o personaggi poco raccomandati. Cosa bizzarra l'orario che in Egitto è un'ora in avanti rispetto l'Italia e che viene spostata ulteriormente in avanti di un'ora per far godere al turista un'ora in più di sole. Infatti li si ragiona con l'orario Gorgonia.

Il villaggio di per sé è una bomba tra ristoranti, bar, svaghi e per non parlare poi dell'infinity sulle birre e miscelati alcolici che saranno oggetto di presa per il culo dai camerieri serali che ci soprannomineranno "gin tonic". Sport di qualsiasi tipo, yoga, corsi di acquagym e chi più ne ha più ne metta.
Mare eccezionale e soprattutto caldo per la temperatura esterna di circa 22 gradi. Alla sera ahimè si gira con felpa e giubbetto in questo periodo.
Pontile a pochi metri dalla spiaggia dove è possibile tuffarsi in autonomia e fare il bagno lungo la barriera corallina strapiena di pesci di ogni colore e forma.
Sicuramente da fare l'escursione in quad che può essere prenotata per l'alba o tramonto, con o senza cena beduina (una farsa), privata o in gruppo. Noi abbiamo optato per un'uscita in gruppo al tramonto di circa due ore e mezzo. Percorso abbastanza semplice appena fuori il villaggio e quindi senza particolari paesaggi che lascino a bocca aperta. Obbligatoria sciarpa ed occhiali per poter guidare senza uccidersi (salvo guidi la cioccia). In ogni caso trovarsi in mezzo al deserto al tramonto, in quad, con un silenzio surreale e a scattarsi foto stupide non è cosa da tutti i giorni e sicuramente vale la pena fare. Costo 80 euro per due persone.
Deserto di Marsa Alam.
Altra tappa sicuramente da fare è un escursione per lo snorkeling. Noi abbiamo optato per Hamata e dura praticamente tutto il giorno. 130 euro per due persone con transfert dal villaggio (circa un'ora), uscita in barca stile traghetto di un'altra un'ora, alcuni bagni facoltativi con guida, tappa a prendere il sole e pranzo. Simpatica nel complesso sicuramente emozionante la vista. Vedersi sbucare praticamente in faccia una murena è alquanto adrenalinico. Poi la compagnia di una comitiva di 60enni milanesi ha fatto da contorno ad una giornata che era già ottima.
Per quanto riguarda il mangiare da sfatare subito lo spettro del ghiaccio o della verdura lavata con la loro acqua corrente. Forse 15 anni c'era del vero, ora il ghiaccio viene fatto con l'acqua frizzante e l'unico effettivo "pericolo" è quella per lavarsi i denti e la doccia che non è potabile. Basta prestare un po' di attenzione e sciacquarsi poi con dell'acqua dalle bottigliette che vengono fornite giornalmente.
Il cibo era qualcosa di entusiasmante sia per la quantità che, a dire il vero, anche per la qualità. Pasta e pizza sopra la media e una quantità di verdure, pesce, carne e dolci incalcolabile. Ovviamente all you can eat. Durante i pomeriggi orario aperitivo la birretta con pizza bordo piscina non ha prezzo. Alla sera poi l'animazione niente di eccezionale ma tuttavia bene così senza tante rotture o obblighi da parte degli animatori.
Nel complesso sicuramente esperienza ottima e possibilità di prenotare a parte l'hotel con un forte risparmio nel prezzo finale.

giovedì 29 agosto 2024

Spagna - Marbella

Quando dici Spagna pensi subito a feste e spensieratezza. Quando dici Andalusia non puoi che pensare al sole, mare e aperitivi.
Tappa 2024 quindi a Marbella, importante centro turistico della Costa del Sol, a sud della Spagna, diventata nel corso degli anni sempre più attrattiva per lo splendido centro storico e le numerose e vaste spiagge. Unica pecca che non è dotata di aeroporto e quindi lo scalo più vicino non può che essere Malaga che dista a circa un'ora di taxi. Tutto prenotabile tranquillamente con Booking. L’altra soluzione senza macchina è il bus, la cui tratta dura circa 2 ore e costa 15 euro. Dopo le 20 non ci sono però corse.
Il bello di Marbella, nonostante sia agosto e nonostante l'enorme presenza di turisti, è che ti fa sentire subito a proprio agio. Ristoranti, bar, negozi e nessuna faccia particolarmente strana riescono in tempo zero a farti dimenticare molti pensieri.
Decidiamo di alloggiare in pieno centro storico (in macchina non ci si entra ma tutto facilmente raggiungibile a piedi). Ad accoglierci al Tribeca B&B Boitique c'è Ana, spettacolare 50enne tutta sorriso e gentilezza che, vai a capire, ci sgancia subito una bottiglia da mezzo di vino come benvenuto.
Visto il ritardo aereo di 2 ore e ormai la serata inoltrata un rapido gin tonic li in zona è più che sufficiente per farci crollare.
Risveglio bello tonico (non grazie al gin) e direzione Playa de Venus una delle principali spiagge cittadine assieme a Playa della Fontanilla e Playa de Rio Real. Circa 10 minuti a piedi ma con molta molta calma.
Ora...per carità siamo ad agosto ma evidentemente il termine di larghezza agli spagnoli non deve essere molto chiaro. Gli ombrelloni e lettini sono molto stretti tra di loro dove in realtà la spiaggia è gigante. Vai a capire perché non sfruttare gli spazi. Ad ogni modo, cinesi a parte che tentano di farti massaggi senza happy end, il confort non manca.
Costo 17 euro per l'ombrellone e due lettini (grandeee Paco), mare a 10 metri, bar a 20, chiringuiti a 40...cosa chiedere di più.
Nell'approcciarsi all'acqua, dopo lo shock dello scorso anno in Portogallo dove la temperatura era glaciale, quest'anno il problema sono i sassi e rocce dei primi 3 metri. Osserviamo attentamente le persone attorno che sono tutte senza scarpette quindi le cose sono due: nessuno farà il bagno o siamo due pirla. Quindi pronti via, segno della croce e con molta calma ci approcciamo ad un falso problema in quanto le rocce, essendo lisce, non comportano particolari problemi di dolore se non figuracce nel tentare di uscire dall'acqua dove ribaltoni dovuti alle onde sono all'ordine dei minuti. Noi compresi.
Le giornate scorrono indicativamente molto calme, nessuno ha fretta, tutti vanno lenti, addirittura i ragazzi di colore con borse e magliette del calcio rigorosamente false si allontanano molto lentamente dalla polizia che pattuglia la costa come fosse un gioco continuo di guardie e ladri ma sotto Xanax.
La città antica di Marbella è inclusa all'interno delle mura della città. È composta dalle due parti storiche, il Barrio Alto, che si sviluppa verso nord e il Barrio Nuevo, situato a est. La città antica ha mantenuto quasi intatta l'antica forma databile attorno al XVI secolo. Uno dei luoghi più interessanti per visitare è sicuramente la Plaza de los Naranjos, un esempio di rinascimento castigliano. Proprio in questa piazza è possibile visionare edifici molto interessanti e al suo centro i celebri alberi di arancio e il loro profumo inconfondibile.
La sera la città si riempie di persone, nessuna particolarmente rumorosa o esagitata (non ci sono inglesi), con un'ampia scelta di locali per fare aperitivo o mangiare. Rispetto gli altri anni ci siamo imposti di non perdere troppo tempo a guardare recensioni, commenti, foto, ecc ma di perdersi tra le vie del centro e lasciare che sia il fato a decidere. La Bodega del Mar e la Taberna del Pintxo risulteranno due scelte azzeccate. A parte il vino (non esiste il classico Prosecco loro hanno la cava che è un vino frizzante ma fa pietà) ma le tapas sono qualcosa di strepitoso. Oltretutto al Pintxo i camerieri girano tra i tavoli con i piatti dove ognuno può scegliere quello che meglio crede da prendere e alla fine paga la quantità di piatti che consuma. Geni. Altra tappa fissa di ritorno dalla spiaggia è El patio de Juan dove per 6 euro è possibile mangiare un panino (bocadillo) de jamon iberico (prosciutto crudo). Da dieci e lode.
Per quanto riguarda i prezzi nulla di scandaloso rispetto casa: birre 4 euro, gin tonic 9 euro e cene a base di tapas con bottiglia di vino dai 40/50 euro ovviamente senza abbondare.
Se proprio vogliamo trovare qualche punto negativo è la mancanza di escursioni che valga la pena fare. Una volta girato tutto il centro storico, che ne vale la pena, nessuna particolarità marina da vedere o gita selvaggia da dire "dobbiamo farlo".
Eventualmente si può pensare di noleggiare una macchina per spostarsi magari all'interno verso Ronda o a ovest verso Tarifa. O eventualmente si può semplicemente godersi il mare con l'unico pensiero di come tenere al fresco la birra. 


martedì 28 maggio 2024

Due giorni a Roma


Come una famosa canzone cita "Roma non è stata costruita in un giorno" sicuramente nemmeno il più promettente ed organizzato turista può pensare di visitare in pochissime ore la città più bella del mondo. Ma con pochi accorgimenti e un programma ben studiato ci si può avvicinare.
Primo consiglio per chi arriva in treno: soggiornare vicino la stazione di Termini. Questo può far risparmiare parecchio tempo all'arrivo nonché parecchi soldi e pazienza nell'eventualità di dover cercare un taxi. Da li, poi, ci si può muovere agevolmente in tutta la città.
Prima sera e puntiamo su alcuni luoghi sacri vicini tra i quali Fontana di Trevi, Pantheon ed il Tempio di Adriano. Essendo sera, la calca giornaliera di turisti è già smaltita e ci si può godere la meraviglia di Trevi abbastanza agevolmente. Ovviamente agevolmente si fa per dire. Il centro storico poi non ha orari. Indicativamente i ristoranti/osterie tengono la cucina aperta fino alle 22.30 passate e in ogni dove qualsiasi voglia può essere soddisfatta e a qualsiasi prezzo. Non aspettiamoci piatti ricercati e prezzi modici: siamo pur sempre in centro.
Il secondo giorno è quello più denso di appuntamenti: partenza e subito caffettino nel tipico bar di cinesi dove un'uscita dei Nas chiuderebbe in tempo zero. Ma pazienza. Prima tappa la scalinata di Trinità dei Monti e relativa sottostante Piazza di Spagna a far dar cornice alla municipale impegnata a non far sedere i turisti nei scalini più famosi della città. Da li via a Piazza del Popolo con successiva tappa alla terrazza del Pincio. Una volta arrivati in questa spettacolare veduta della città in realtà dietro vi si apre un mondo con Palazzo Borghese e un viale dove,  tra cittadini che fanno jogging e turisti che passano da tutte le parti, sembra di essere in un altro mondo.
Relativamente distante un paio di km, e qui il tratto più lungo, partenza per il Vaticano. Tappa obbligatoria la visita alla Basilica di San Pietro. Una mezz'oretta di coda e l'ingresso gratuito non permettono alternative all'entrarvi. Peccato la colonna chilometrica per la Cappella Sistina ma è metà pomeriggio ed un nuovo giro alla fontana di Trevi con il sole non può mancare.
La mattina successiva passiamo alle meraviglie dell'antichità di Roma: fori imperiali, Colosseo, arco di Tito, Circo Massimo e poi visita all'interno dell'Altare della Patria, Campidoglio e piazzale Venezia. Potevamo non concludere il tour con un pranzo a Trastevere? Ovviamente no e la fortuna ha voluto portarci in una delle più famose osterie, dopo Sora Lella chiusa la domenica, Osteria il Rugantino. Da Premio Nobel per l'accoglienza il cameriere che in pieno accento romano ti accoglie facendoti sentire a casa. Terminato un umile pranzo a base di carbonara, cacio e pepe, coda alla vaccinara e polpette si ritorna in hotel per poi concludere con il rientro a Termini.
Ci si sarebbe voluto più tempo? Certamente si. Abbiamo perso qualcosa? Certamente no.

lunedì 8 gennaio 2024

Parigi - Weekend breve.


Pensare di visitare una delle principali capitali europee come Parigi in soli due giorni sarebbe un'impresa impossibile anche per Flash ma ci si può sbizzarire.
Fortuna vuole che, con l'aereo in partenza da Verona alle 6 della mattina, alle 8.15 siamo già praticamente in centro. E qui la prima sorpresa: notte fonda. L'alba infatti inizia a farsi timidamente vedere verso le 8.45. L'impatto già dal taxi (prenotato tramite booking con autista privato) non è dei migliori. Senza tetto ovunque ma ben organizzati con tende da campeggio sparse in ogni dove. Iniziamo bene.
L'hotel fortunatamente si trova in una zona abbastanza centrale Hotel Aida Opera e ci permette subito di fare colazione ma, cosa più importante, dalla hall ci consegnano le chiavi della camera. Vi è inoltre la possibilità di fare il check-in online in modo da poter smaltire la routine burocratica in anticipo senza perdere ulteriormente tempo.
Ci mettiamo in strada a piedi, nonostante i biglietti della metro prenotati online, preferiamo assaporare la città dal vivo e molto lentamente. Prima tappa la Cattedrale di Notre Dame. E' il principale luogo di culto cattolico della città, nonché monumento storico di Francia e patrimonio dell'Unesco. Come già ampiamente sapevano la cattedrale è tutt'oggi chiusa dopo lo spaventoso incendio che la colpì nel 2019. Il fascino comunque rimane intatto e facendo due passi attorno ci si può rendere conto dell'immane lavoro di ricostruzione che è stato avviato.
Successivamente ci dirigiamo verso il Pantheon, non molto lontano, situato nel cuore del quartiere latino in cima al colle di Sainte Genevieve. L'ingresso costa 14 euro e ne valgono la pena vista la maestosità degli interni. Altrettanto interessante è la cripta sotto la chiesa dove sono sepolte numerose personalità della storia francese tra cui ad esempio Voltaire. Godersi l'intero monumento con una certa calma ed una certa attenzione porta via indicativamente un paio d'ore.
Ormai è già quasi pomeriggio e alle 14 abbiamo il Louvre. La fila è interminabile ma avendo la prenotazione i turni sono abbastanza rispettati. Non di facile comprensione come gestire la fila ma sono presenti talmente tanti stuart che basta chiedere a qualcuno. Il museo è obbiettivamente infinito. All'ingresso vi è un punto informazioni dove è possibile ritirare una piantina con l'indicazione delle principali opere: ovviamente la Gioconda, la Venere di Milo, Amore e psiche sono tra le imperdibili. Da vedere assolutamente anche la parte egizia dove si trova esposta una vera mummia nonché svariate tombe ultra decorate.
Ormai è tardo pomeriggio e le gambe sono a pezzi (23,5 km come prima giornata a piedi) ed è ora di un aperitivo nei mercatini di Natale in centro. Una vaschetta di ottimo formaggio francese (non credevo) con patate e un paio di bicchieri di Bordeaux scaldano sicuramente il cuore.
Il secondo giorno dopo una ricchissima (per non dire esagerata) colazione ci dirigiamo verso Montmartre dove si trova la Basilica del Sacro Cuore sul punto più alto della città di Parigi. Raggiungerla a piedi non è difficoltoso ma eventualmente vi è una piccola funicolare che trasporta i turisti. L'ingresso gratuito, nonostante la lunghissima fila, ci convince ad entrare. La maestosità delle volte interne è da togliere il fiato il tutto contornato da un silenzio poco disturbato dal brulicare di turisti. Vi è la possibilità inoltre di sedersi per i fedeli che vogliano pregare e fare un giro abbastanza ordinato dell'intera chiesa.
Altra tappa obbligatoria, almeno da fuori visti i costi proibitivi per l'ingresso, è il Moulin Rouge. Noto per essere il luogo di nascita del can can divenne poi una vera e propria forma di spettacolo. I biglietti possono essere acquistati all'ingresso ma al costo minimo di 160 euro.
Ci dirigiamo poi nei principali luogo di culto di Parigi: Plaza de la Concorde con affianco i giardini delle Tuileries per poi puntare agli Champs Elysees con fine all'Arco di Trionfo. I giardini in questo periodo dell'anno sono caratterizzati dai mercatini di Natale con moltissime attrazioni per piccoli ed adulti. Mettici pure numerosissime bancarelle di street food ed il pomeriggio è garantito. Vi è anche inoltre un piccolo lago artificiale contornato di sedie dove ci si può rilassare, turisti a parte che danno da mangiare alle oche con conseguente attacco dall'alto dei piccioni.
Per ultimo abbiamo tenuto la Torre Eiffel con vista serale. La credevo grande ma non così imperiale. E pensare che in qualche occasione ci domandavamo se si vedesse da ogni punto della città...la risposta è decisamente si. Una torre metallica completata nel 1889 in occasione dell'esposizione universale e diventata rapidamente il simbolo della Francia e di Parigi. I turisti sono una cosa esagerata che a mala pena si fatica. Tentiamo di capire come salire ma le due ore di colonna e soprattutto l'ora ci fanno rapidamente desistere. I punti fotografici sono in ogni caso infiniti in quanto da vicino o da lontana è da rimanere senza parole.
Successivamente decidiamo, finalmente, di testare la metro. Tanta paura per nulla. Estrema facilità di capire la direzione da prendere e le molte persone presente ci fanno stare piuttosto tranquilli.
Sarebbe anche ora di cena ma cercare posti particolari dove non essere rapinati non ne abbiamo voglia così ci infiliamo in un Hard Rock Cafè e un paio di birrette ce le sgoliamo più che volentieri.
Per concludere questo rapido riepilogo devo ammettere che se inizialmente non mi aveva particolarmente colpito come città, forse anche per la mancanza del sole che rendeva tutto molto tetro, alla fine si è rivelata un'ottima esperienza.

mercoledì 23 agosto 2023

Portogallo - Lagos

Spiaggia fronte Bahia Beach.
Quando pensi al Portogallo la mia mente vagava spesso nel nulla non avendo mai avuto la possibilità di interessarmi al paese e quindi la ricerca di dove andare, nella settimana dell'anno dove è obbligatorio non pensare a nulla, non è stata semplice ne tanto meno veloce: Faro, Portimao, Albufeira, Lagos e chi più ne ha più ne metta su una regione, l'Algarve, di quasi 5 mila km quadrati. 
Alla fine la scelta cade su Lagos un po' leggendo qua e la sui vari blog e un po' di cuore. Come su tutti i viaggi la scelta dell'hotel e la distanza dal punto d'arrivo è la prima questione da risolvere: aeroporto di Faro - hotel Lagos 80 km e più di un'ora di strada. Abbiamo valutato varie opzioni tra cui il treno (troppo lungo), Uber (mai provato), taxi (troppo costoso?) e alla fine tramite Booking abbiamo prenotato un driver al costo di 80 euro andata e 80 euro per il ritorno cosa che sembrava più sbrigativa e semplice dopo un viaggio di due e mezza di aereo. Pick up appena fuori gli arrivi e all'hotel...più comodo di così. Provando a chiedere all'hotel anche i prezzi non cambiavano quindi alla fine è andata bene così.
Grotta visitabile con il kajak.
Altro nodo cruciale: le spiagge. La sterminata ma molto diversa costa dell'Algarve si caratterizza per lunghe spiagge sabbiose e costoni di roccia con piccoli e spettacolari lembi di sabbia. Ora ad agosto il piccolo lembo paradisiaco sulle foto di Google scattate da qualche solitario alle 5 di mattina credo che possano attrarre i sognatori ma immaginarsi una giornata tipo, estiva, con un milione di turisti accostati l'uno all'altro, anche no.
Lagos quindi garantiva la possibilità di godere di una e l'altra cosa e la scelta di Bahia Beach con pochissimi ombrelloni con lettini (costo 15 euro) garantiva il giusto relax lontani da famiglie esaurite e bambini scatenati. Il bar dietro la spiaggia poi garantiva il giusto carico di birra giornaliera. Tralasciando il vento che è stato praticamente la costante di tutti i giorni la temperatura dell'oceano è stato qualcosa di shoccante. Vada che noi italiani siamo delicatini, vada che le coste del Mediterraneo molto spesso sembrano terme ma 18 gradi sono veramente da cuori coraggiosi. Primi giorni rapidi tuffi e subito risalite a battere i piedi per il freddo poi verso metà settimana e qualche decimo di grado in più i bagni sono stati più lunghi e fattibili. Sarà stata anche il farci l'abitudine ma una spiaggia e un mare del genere gridavano allo scandalo a non immergersi.
Il centro di Lagos è poi caratterizzato da un corso principale dove si snodano vie e viuzze piene zeppe di bar, locali e ristoranti dove soddisfare qualsiasi voglia culinaria dalle tapas, al messicano, all'impensabile sudcoreano le scelte non mancavano. Taberna da Mo (tapas) e Green Room (messicano) sono stati i locali che ci hanno accompagnato per tutta la settimana. Le lunghe file d'attesa e soprattutto il poco rispetto del turista da parte di qualche cameriere ha indirizzato la scelta seppur in modo magari anche ripetitivo. Basti pensare che un locale via messaggio si spacciava per esaurito tutte le sere quando poi passandoci ripetutamente davanti non avevano mai nessuno. Rispetto del turista zero nonostante la maggior parte sia moderatamente educato. Tranne qualche personaggio addetto alla droga facilmente individuabile e qualche alcolista autoctono la zona è sempre stata molto tranquilla tranne a qualche ora della notte dove qualche turista credeva di essere su una notte da leoni versione portoghese (molti inglesi purtroppo). Nella piazza principale poi ogni sera si intervallavano artisti di strada più o meno orecchiabili ma questo garantiva un'atmosfera di "comunità" che molto spesso in ferie viene meno.
Per quanto riguarda le escursioni tutte ovviamente prevalentemente sull'acqua. Vi è la possibilità di prenotazione online (come nel nostro caso) altrimenti lungo la via principale del porto i baracchini delle varie compagnie si sussuegono l'un l'altro. In condizioni di minore confusione la grotta di Benagil potrebbe anche risultare interessante. Ovviamente non in agosto dove tra kajak, barche e barchini praticamente non ci si entra. A mio avviso 40 euro spendibili in altro. Di tutt'altra idea invece relativamente all'escursione in kajak con la Lagosadventure.com che sempre per euro 40 a testa propone un escursione di due ore di cui un'ora e mezza in kajak tra le grotte costiere e il punto panoramico Punta de Piedade. Nonostante qualche piccolo intoppo nella conduzione del mezzo tutto sommato esperienza da fare sicuramente.

venerdì 21 luglio 2023

Energiesprong - Olanda

Quando ti propongono un viaggio studio la risposta non può essere che "sisssignore".E quindi via partenza per Amsterdam con tappa a Utrecht e L'Aia. Condividere un viaggio con colleghi e capi è sempre un bel trauma dovendo coniugare la giusta dose di rispetto dei ruoli ma anche la leggerezza di essere fuori dal proprio posto di lavoro e direi che questo connubio è stato pienamente centrato.
Arrivo quindi ad Amsterdam primo pomeriggio con tappa "veloce" all'hotel per il check in e poi via di corsa per una rapida visita del centro. Abbiamo optato per l'escursione in battello Lovers al costo di euro 16 a persona. I biglietti sono acquistabili anche dagli hotel (pagabili solo con carta di credito) per evitare file alle casse ma non abbiamo poi trovato particolare folla. Interessante il giro di circa un'ora con cuffie che traducono in diverse lingue quanto spiegato e toccando le principali zone d'interesse della città da un punto di vista diverso della solita passeggiata compresa la casa di Anna Frank. Il tempo purtroppo era assai ristretto e quindi si è potuto visitare poco o nulla se non prendere atto di due cose: il numero esorbitante di biciclette che sostituiscono le auto e che si...siamo i soliti italiani che attraversano ovunque ma qui le bici non si fermano.
Dopo una serata alquanto movimentata in un ristorante fronte hotel con tanto di viaggio culinario tra cinque nazioni che pochi penso abbiano capito, ci trasferiamo ad Utrecht dove iniziamo la visita di alcuni cantieri di edilizia popolare. In questi contesti i lavori di isolamento termico sono trattati a livello di prefabbricazione in azienda quindi senza l'utilizzo di ponteggi abbattendo oltretutto infortuni ed enormi perdite di tempo. Basti pensare che la copertura di una cosa con pannelli prefabbricati può essere completata in sole 8 ore.
Anche in questo caso le tappe sono fitte ed il tempo ristretto quindi non ci resta che una rapida doccia in hotel e poi via a cena. Il bello dei viaggi aziendali è che non sai mai cosa ti aspetta appena prende circolo un po' di alcool e anche in questo caso le aspettative sono state pienamente rispettate con rientro a varie ore della notte e facce alquanto ferite ma sorridenti la mattina successiva.
Per quanto la parte turistica sia durata veramente poco per poter far commenti o anche solo dar consigli ma il meteo è veramente deprimente con continue piogge e vento per poi lasciare spazio al sole e poi nuovamente piogge. Tutto un togliere e rimettere felpe, giubbini e sciarpe. Per quanto riguarda poi alcuni prezzi benzina circa un 10% più cara che in Italia per non parlare del cibo basti pensare 4 euro per una confezione piccola di Pringles.

giovedì 4 maggio 2023

San Gimignano.

Nel cuore della Toscana, in provincia di Siena, sorge San Gimignano che, per la caratteristica architettura medioevale e del suo centro storico, è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco.
Moltissimi sono gli alloggi disponibili e, di conseguenza, anche le relative problematiche per il parcheggio. All'interno delle mura cittadine non è possibile parcheggiare, salvo permesso Ztl per scarico e carico bagagli e quindi, chi volesse alloggiare in centro, deve mettere in preventivo una passeggiata di almeno dieci minuti con valigie al seguito. Solitamente si può trovare facilmente posto in zona scuole. In mezza giornata si può tranquillamente avere un'idea abbastanza completa del borgo non essendo particolarmente grande. Palazzo comunale, piazza della Cisterna e piazza del Duomo sono i principali punti d'interesse.
San Gimignano, per gli amanti del vino, è famosa per la vernaccia, un vino bianco la cui produzione è ristretta appunto al solo comune toscano. E' controllato e garantito dal marchio DOCG ed è stato il primo vino italiano a ricevere il marchio DOC.
I produttori sono diversi e abbiamo avuto la fortuna di conoscere i vari prodotti nell'enoteca in pieno centro Gustavo Mescita Vini di proprietà di Giorgio e della sua famiglia. Gli abbinamenti con pecorini e salumi locali, l'immancabile olio e pane senza sale fanno da cornice ad un'esperienza indimenticabile.




venerdì 9 settembre 2022

Palma di Maiorca - Cala D'Or

Spiaggia di Cala Gran.
Dici Palma di Maiorca e pensi a spiagge infinite e brullicanti di turisti che invadono le strade del centro. Dici Cala D'or e non sai cosa aspettarti. 
Primo problema: raggiungere la costa sud/est dell'isola che proprio piccola non è. I taxi, vista l'oltre ora abbondante per raggiungerla, non si fanno certo problemi a chiedere circa 70/80 euro a tratta per due persone. Alternativa economica ma altrettanto lenta è il bus. Dovreste prendere il treno T3 fino a Manacor e poi prendere il bus 841B della Tib. Viaggio che dura circa due ore e mezza. In alternativa noi abbiamo contattato l'hotel che tramite la compagnia Transuinion, al costo di euro 7,50 a persona per tratta, effettua il trasporto. Obbligatoria è la prenotazione. Il desk è verso l'uscita a sinistra dopo gli arrivi dell'aereoporto altrimenti indicazioni purtroppo non ce ne sono e rischiate di girarvi tutto il gate come abbiamo fatto noi.
Gli hotel non si contano. Noi abbiamo optato per il Cala D'Or Hotel in pieno centro. Euro 1.200 a testa con colazione a buffet che è qualcosa di eccezionale. Poca empatia da parte della titolare ma quasi ogni giorno veniva offerto qualcosa a livello organizzativo per intrattenere gli ospiti compreso l'happy hour tutti i giorni dove dalle 16.30 alle 17.30 pagavi una consumazione e te ne venivano date due.
Il centro di Cala d'Or è qualcosa che non ti aspetti...una piccola Tarifa in miniatura dove locali, bar e ristoranti di tutti i tipi si affiancano uno all'altro. Nessuno che ti disturba, nessuna compagnia di balordi troppo ubriachi ma solo coppie e famiglie che riempiono le vie. Non tantissima la scelta di negozi per eventuali acquisti ma solo lo stretto indispensabile. Sicuramente da provare "La Bodega" che, con uno stile molto easy e giovanile, offre ottime tapas vegane, di carne e pesce. Per quanto riguarda gli aperitivi c'è da sbizzarirsi. Ovviamente essendo una zona molto turistica la qualità non è eccelsa e molte rifilate stile sangria annacquata vi arriveranno.
Tema spiagge. A Cala D'Or non esistono le spiaggie come siamo abituati noi in Italia da poter passeggiare e lunghe chilometri ma piccole calle molto spesso attrezzate con lettini ed ombrelloni. Chi prima arriva meglio alloggia. Arrivi, ti siedi e con calma, molta calma, arriva il responsabile per il pagamento che indicativamente per due lettini e un ombrellone costa 15 euro. Sicuramente da provare è Cala Gran a circa 15 minuti di scooter dal centro. Ampia, spaziosa, con un numero consistente di lettini in modo da non dover arrivare alle 8 di mattina per prendersi il posto. Bagni pubblici in spieggia e alcuni bar e ristoranti che permettono di fare aperitivo o pranzo a prezzi tutto sommato accettabili. Di notevole bellezza il ristorante "Organic" che offre, oltre alla simpatia e gentilezza del proprietario italiano, anche dei piatti che sono delle opere d'arte e una cura della zona esterna con piante e fiori ogni dove.
Per muoversi nell'isola dipende dallo stile che volete dare alla vostra vacanza. Ovviamente visto la grandezza l'auto vi permette di raggiungere molti dei principali punti d'interesse. Lo scooter invece, come nel nostro caso, vi permette di muovervi per lo stretto necessario per visitare zone limitrofe e cambiare un pò dalla solita routine giornaliera.
Per quanto riguarda il costo della vita inutile negarlo, siamo in ferie. Qualcosa di più rispetto casa la paghi ma sicuramente non ai livelli delle più rinomate zone turistiche italiane. Una cena senza farvi mancar nulla circa 40 euro a testa, un cocktail 8 euro, una birra media 4 euro mentre la benzina indicativamente non ci allontiamo dai prezzi dell'Italia.
Per concludere vacanze dedicate al relax senza farsi mancare un pò di vita mondana Cala d'Or sicuramente può garantire una piacevole vacanza.



martedì 24 agosto 2021

Lussinpiccolo - Tra isole e mare.

Porto di Sv. Martin, Lussinpiccolo, Croazia.
Era parecchio ormai che sentivamo parlare di quest'isola croata tramite amici. E alla fine ci hanno convinto che la meta estiva 2021 dovesse essere proprio lei: Lussinpiccolo. Principale località dell'isola di Lussino e uno dei centri più popolosi della regione litoraneo-montana, con 8.070 abitanti, nonché capoluogo dell'omonima città. Da piccolo villaggio di pescatori (in croato Malo Selo, piccolo villaggio, in antitesi all'allora più popoloso Velo Selo, Lussingrande), Lussinpiccolo conobbe in breve tempo un rapido sviluppo grazie ad un'intraprendente classe mercantile che, nel giro di pochi secoli, la rese patria di armatori e capitani. Lussinpiccolo raggiunse il suo maggior sviluppo tra la fine del Settecento e l'Ottocento quando, nonostante il suo nome, divenne il centro più popoloso di Lussino, strappando alla vicina Lussingrande il ruolo di capoluogo dell'isola.

Partiamo di buon mattino alle 3.30 e l'arrivo è abbastanza semplice con traghetto a Valbiska o Porozina. Una media di 7 ore e mezza di viaggio, dogana e coincidenza traghetto permettendo. Questul'ultimo costa 21 euro per 2 persone (auto normale) ma la strada verso Porozina è alquanto stretta e tortuosa con pecore ogni dove che rendono il tutto piuttosto avventuroso per non dire pericoloso. Unico beneficio è la dogana che si raggiunge tramite quella strada conosciuta veramente poco e molto più agile e veloce rispetto l'altra. La strada poi che taglia l'isola è uno spettacolo...un sali e scendi continuo ma molto tranquillo tra colline di roccia ed alberi.

Decidiamo di alloggiare al Sumartin Apartmani (80 euro al giorno) grazie ad una dritta dei nostri amici già sul posto operativi a gin tonic. Il posto è una cartolina. Aggiungi il bar a fianco e il porticciolo fronte casa con macchina ben in vista e ciao. Julia, la proprietaria, molto gentile e prolissa nelle spiegazioni stacca la ricevuta, incassa il saldo e non disturba più per tutta la settimana.

L'atmosfera subito di casa è allucinante. Un continuo di conoscenze per tutta la giornata per finire, dopo un pranzo a base di scampi e risotto di mare, in gommone clamorosamente in troppi e poco sobri per starci,  cani compresi, tra tuffi e risate.

Le giornate, mai noiose, passano tra giri in gommone, escursioni in posti raggiungibili solo via mare pranzi e cene fai da te, in centro o a casa del mitico Lucio. Personaggio a dir poco stravagante dell'isola ma punto di riferimento per tutti noi. Unica nota stonata i ristoranti nelle varie isolette. Una rapina a mano armata per non considerare il sevizio totalmente non all'altezza oltre al fatto che non accettano prenotazioni e molto spesso il pagamento con carta. 

Ovviamente avere la barca e dei ciceroni, Bibi, Stefano e Robi che ne sanno più degli isolani rende il tutto molto più facile: ristorante da Pero in centro (in realtà nome Konoba Hajduk), concerti live dal vivo al caffè Bar Priko, peka alla Konoba della nona (piatto che può essere di carne o polpo con patate e verdure), tramonto alla Providenca (armatevi di pazienza per parcheggiare), dove prendere i cevapcici e tutto quello che può essere utile per una vacanza senza intoppi. Da escludere categoricamente l'idea di girare in bicicletta visto le salite allucinanti da fare. Molto meglio una passeggiata se pur anche questa non poco impegnativa. I prezzi tutto sommato nella media per cocktail, birre e cenare anche in centro anche se un occhio al menù prima di sedersi è sempre buona cosa. Sigarette e benzina in linea con i prezzi italiani.








 

lunedì 12 ottobre 2020

Il viaggio che non ti aspetti - Next stop: leucemia. Le complicanze.

Le complicanze sono qualcosa a cui bisogna essere preparati...i dottori continuano a dirlo a ripeterlo ma quando arrivano colpiscono con tutta la loro forza. Inaspettatamente eppure qualcosa nell'aria c'era...si percepiva qualcosa che non andava qualcosa che stava prendendo una piega diversa. Pensare che forse non si stia facendo tutto il possibile che forse qualcosa sia sfuggendo all'attenzione dei medici. Poi arriva la chiamata...è grave. Ti si gela tutto attorno la testa si blocca non si sa che pensare, che dire, cosa fare. Lo sconforto, il pianto a dirotto senza fine con la vergogna che qualcuno possa vederti che qualcuno possa non capire. Eppure poi quella forza improvvisa di dire...col cazzo che cede...non cederà mai!!! I miracoli alle volte capitano e ora sarà per forza una di quelle volte. Forza papà. 


 

giovedì 27 agosto 2020

Il viaggio che non ti aspetti - Next stop: leucemia. L'attesa.

L'attesa...è una parola di poco significato per molti. Attendere significa semplicemente far passare il tempo aspettando qualcosa di astratto o fisico. Nelle malattie di questo tipo l'attesa riguarda l'attesa degli esami giornalieri, l'attesa dell'esito, l'attesa di sapere quali cure verranno fatte, quale strada dovrà essere percorsa, l'attesa di un messaggio positivo che mai arriverà...l'attesa sopratutto che passi tutto al più presto. L'attesa forse di guardarsi indietro un giorno e pensare...ce l'abbiamo fatta.
Sembra assurdo pensare alle settimane scorse come la vita era così leggera, così forse superficiale anche. Ad un tratto ansie e paure fanno parte del nostro vivere quotidiano, delle nostre ore che non passano mai. Non passano veramente mai.
Ora pochi giorni ci separano dalla quella parola che da sempre ci ha terrorizzato: chemioterapia. Eppure questa che dovrebbe essere considerata una parolaccia in realtà, a ben guardare, porta con sè, nel suo dramma, tanta speranza. Speranza di tornare un giorno a poter ridere nella supercifialità di quella vita che, ahimè, è ancora un puntino molto molto lontano.
 


mercoledì 26 agosto 2020

Il viaggio che non ti aspetti - Next stop: leucemia. La notizia.

E' sempre qualcosa che senti capitare agli altri e oltre a dire "poveretti" altro non fai. Non riesci a metabolizzare una cosa per te così lontana, così poco tua. Eppure quando arriva si abbatte con tutta la sua violenza e con tutta la sua poca gentilezza che, senza bussare, ormai è già dentro di te.
Mi ero sempre chiesto come le persone possano affrontare una malattia, come abbiano la forza di vedere parenti stretti così debilitati da non poter alzarsi dal letto. Ho sempre avuto il terrore di tutto ciò. Forse non lo sanno nemmeno loro...sai che devi farlo punto.
Allora esce una parte di te fin li nascosta, che forse l'essere umano chiama sopravvivenza mentre io le chiamo "palle". Quello che avevi il terrore di sentire ora è la tua quotidianità. Le piccole anzi, le piccolissime cose prendono tutto ad un tratto un valore che prima nemmeno ci facevi caso: il messaggio dell'amico, la chiamata da chi mai te lo saresti aspettato, anche i pochissimi minuti di tranquillità ti sembrano ore e poi di nuovo a combattere, almeno a provarci, almeno a far finta di provarci.
L'affetto di chi ti sta intorno, la commozione della gente quando si sentono dire: papà sta male.
E la vera battaglia dovrà essere con se stesso, prima di tutto con la malattia e poi con le cure...così devastanti così inumane.
Eppure serve quello spirito di sopravvivenza, servono le palle per dire: ce la farò, cazzo se ce la farò.
Dai papà siamo tutti qui.

sabato 21 marzo 2020

Safari in Tanzania - alcune domande.

Ngorongoro, Tanzania.
Per chi non ha alcuna esperienza nell'organizzare un safari o la ritiene una cosa troppo complicata se non addirittura impensabile, ecco alcuni consigli utili per facilitarvi le cose e per muovere i primi passi in un'esperienza che rimarrà indimenticabile.
Inizialmente per farvi una prima idea di che tipo di safari fa per voi è sicuramente il sito safari.com. Possiamo scegliere da qui l'area geografica di nostro interesse, il numero dei giorni, il prezzo indicativo, la tipologia di pernottamento e molto altro ancora.
Esiste nel sito anche un forum, dove può essere inviata qualsiasi tipo di richiesta, senza alcun impegno e senza necessità di prenotare nulla, che nell'arco di poche ore viene evasa dal personale. Chiedete qualsiasi cosa vi passa per la testa anche se banale.

C'è da fidarsi a prenotare tramite sito internet?
Sicuramente guardare qualche commento e recensione prima di procedere alla prenotazione è buona cosa per farsi un'idea a cosa andiamo incontro. Le compagnie che offrono questi servizi sono a decine e tutte indicativamente non si discostano una dall'altra. Vi chiederanno una caparra del 30% da pagare tramite bonifico estero (facilmente fattibile anche online) prima della partenza e il saldo in contanti il giorno prima dell'inizio del safari.

Devo aspettarmi altre spese dal prezzo finale pattuito?
Sicuramente ciò che non è compreso sono le mance al personale (driver, cuoco, guardia, ecc). Consiglio spassionato chiedete prima di partire al titolare quanto sia la cifra congrua e poi agite di conseguenza. Potete anche mettervi subito d'accordo con il personale durante i giorni del safari. Indicativamente sono 20$ al giorno al driver divisi per il numero dei partecipanti. Gli spostamenti, pranzo, cena, acqua durante il giorno, ingresso nei parchi, pernottamento sono tutti inclusi. Simpatico il dover arrangiarsi nel montare la tenda da campo ma un'esperienza sicuramente da condividere.

Campo tendato Serengeti, Tanzania.
E' sicuro?
Se provate l'esperienza del dormire nella savana in tenda, nel mezzo del nulla più totale, come disse la nostra guida "siamo nelle mani di Dio". Raramente le guardie girano armate se non di semplici bastoni. Alcune piccole accortezze garantiscono comunque la sicurezza di tutto il campo (fin dove è possibile): alla sera/notte severamente vietato uscire dalla tenda (gli animali con il scuro sono particolarmente attivi soprattutto i carnivori che sfruttano le basse temperature per muoversi). Se dovete andare in bagno si fa tutto appena fuori la tenda e in velocità. Assolutamente mai lasciare avanzi di cibo. Appena finita la cena o il pranzo pulite subito per non attirare curiosi animali che percepiscono gli odori a chilometri di distanza.

Come fare a risparmiare visti i prezzi?
Quello che incide maggiormente nei costi esorbitanti dei safari (parliamo minimo di euro 750 a testa per due notti) sono la tipologia di alloggio prima di tutto ed il numero dei partecipanti. Se non potete rinunciare ai vostri comfort di casa, i lodge faranno sicuramente la vostra felicità
La tipologia della tenda è quella più economica. Volete mettere però il panorama di stelle che vi aspetta? Molta differenza la fa anche il numero delle persone partecipanti: un tour privato chiaramente costerà molto di più che non un tour di gruppo (per certi versi migliore in quanto avrete la possibilità di condividere emozioni con altre persone anche di altre nazionalità).

Posso farmi la doccia?
I campi tendati sono tutti forniti di bagni in condivisione. Scordatevi l'acqua calda, appoggi su cui mettere le vostre cose, la pulizia delle docce...siamo pur sempre in Africa!!